Matthew Rhys in The Beast in Me, la recensione

Matthew Rhys, il provino fallito. E la lezione di Tom Hanks sulla carriera

Rivangando il passato, il protagonista di The Americans Matthew Rhys racconta il provino che sostenne per una parte che poi andò a Edward Norton. 

Matthew Rhys, il ruolo di Pete Seeger e la fame di cinema

Matthew Rhys conosce bene gli alti e bassi della carriera di un attore.

La star di The Americans ha raccontato al New York Times di aver sostenuto il provino per interpretare Pete Seeger in A Complete Unknown, il film di James Mangold dedicato a Bob Dylan. Il ruolo è poi andato a Edward Norton, che per la sua interpretazione ha ricevuto una candidatura all’Oscar.

Una delusione difficile da digerire, ma anche un’esperienza capace di riaccendere qualcosa nell’attore.

Mi sono chiesto: Chi l’ha ottenuto? E mi hanno risposto: Ed Norton. E io ho pensato: Ah, ok”, ha raccontato Rhys. “Ma è terribile. Mi sono sentito malissimo, perché ti ricorda tutto quello che facevi un tempo-

Matthew Rhys e il provino per A Complete Unknown

Per Matthew Rhys, perdere un ruolo importante ha rappresentato anche un curioso ritorno al passato. L’attore ha ricordato quanto fosse diverso affrontare i provini all’inizio della carriera, quando ogni occasione portava con sé una forte dose di speranza.

Un tempo ti rendevi vulnerabile. Ti davi tutte queste speranze e poi venivi abbattuto. È stato positivo. Mi ha ridato energia.

La delusione, quindi, ha avuto anche un effetto inatteso: ricordargli perché continua a desiderare il cinema.

È questo che alimenta il bisogno di continuare a farlo a questo punto della mia carriera. E poi, se vuoi qualcosa, devi andare a prendertela. Dimostra loro che puoi farlo. Sono stato quasi sollevato nello scoprire di avere ancora quella fame.

Gli Oscar restano il sogno di Matthew Rhys

Gran parte della carriera di Matthew Rhys si è sviluppata sul piccolo schermo, interpretando ruoli di primo piano in serie come The Americans e Perry Mason. Il cinema, però, resta sempre l’Obiettivo per l’attore.

Per me i film sono ancora il traguardo. Gli Oscar continuano ad avere un fascino enorme. È un altro livello. Pensi sempre, soprattutto quando si parla di premi, che possano colmare qualche grande vuoto che ti accompagna per tutta la vita. Pensi: Se vincessi un premio, tutto sarebbe a posto, e invece non cambia nulla. Qualunque vuoto tu stia cercando di colmare resta ancora lì, proprio al centro dello stomaco.

Due candidature agli Emmy nel 2026

Il 2026 ha regalato a Matthew Rhys una nuova importante conferma: ha ricevuto due candidature agli Emmy, una per la sua interpretazione comica in Widow’s Bay e una per il ruolo drammatico in The Beast in Me.

Le due candidature, però, non hanno cancellato quella sensazione di precarietà che accompagna da sempre il suo percorso professionale.

Mi capita di pensare: Forse posso rilassarmi. E poi penso: Oh, sarebbe la campana a morto, se lo facessi. Ho vissuto così tanti alti e bassi che non mi sento mai davvero tranquillo. E, in un certo senso, questo mi mantiene ancora un po’ affamato.

La lezione di Tom Hanks

Matthew Rhys ha imparato a convivere con l’incertezza della carriera anche grazie a una frase di Tom Hanks, suo collega in Un amico straordinario (A Beautiful Day in the Neighborhood).

Ho sempre un pappagallo che continua a ripetermi: ‘Andrà tutto male! Andrà sempre peggio!’. Ce l’ho sempre in testa. Sembra una citazione fatta per fare il nome di qualcuno, ma il motto di Tom Hanks è ‘Anche questo passerà’. Lo dice per qualsiasi cosa. Sei rimasto senza lavoro per molto tempo? Anche questo passerà. Vinci due Oscar? Anche questo passerà.

Un consiglio semplice, ma particolarmente efficace per chi lavora in un settore in cui il successo può trasformarsi rapidamente in oblio e una nuova occasione può arrivare quando meno te l’aspetti.

Dalla fiducia al lungo periodo senza lavoro

Matthew Rhys ha anche ricordato anche un momento preciso della sua carriera, nel 2000, quando recitò nel West End insieme a Kathleen Turner in Il laureato. Dopo quell’esperienza era convinto di aver finalmente imboccato la strada giusta.

Ricordo che, dopo aver recitato ne Il laureato con Kathleen Turner, pensavo di essere in ascesa. Pensavo: Ecco, ci siamo. E poi sono rimasto senza lavoro per molto tempo.

Da quella brusca inversione di rotta è arrivata una consapevolezza destinata ad accompagnarlo ancora oggi.

Ho capito che l’intero percorso è sulle montagne russe. Sei in alto, poi sei in basso e poi torni in alto. Questo è solo un momento. È un momento fantastico, ma è pur sempre un momento.