The Philosophy of Time Travel - Donnie Darko

Donnie Darko: il sequel nasce come romanzo

Richard Kelly trasforma il seguito di Donnie Darko in un romanzo-monstre, progettato per esistere da solo e insieme convincere Hollywood a finanziare più film.

Donnie Darko avrà finalmente una continuazione scritta dal suo creatore, ma per arrivare di nuovo sullo schermo dovrà prima attraversare un altro universo narrativo. Richard Kelly pubblicherà nel quarto trimestre del 2026 The Philosophy of Time Travel, un romanzo di circa 800 pagine composto nell’arco di dieci anni e ambientato nel 1988, nei mesi immediatamente successivi alla morte di Donnie.

L’uscita accompagnerà il venticinquesimo anniversario del film, arrivato nelle sale statunitensi il 26 ottobre 2001; i preordini sono aperti, mentre il giorno preciso di pubblicazione deve ancora essere annunciato.

Il libro sarà il primo romanzo di Range Literary Publishing e, soprattutto, il primo seguito di Donnie Darko concepito da Kelly: un’opera autonoma e il progetto narrativo con cui presentare agli interpreti, al pubblico e ai finanziatori una saga cinematografica molto più vasta.

Il sequel comincia dove il film cancella se stesso

Il finale del 2001 richiudeva l’universo tangente e riportava la realtà al punto in cui un motore d’aereo precipitava nella camera di Donnie. Il nuovo romanzo riparte dalla linea temporale sopravvissuta e segue Rose ed Eddie Darko, impegnati a capire perché il figlio sia morto e che cosa resti dell’esperienza collettiva vissuta, come un sogno, durante i ventotto giorni cancellati.

Kelly ha scelto una forma da archivio apocrifo, alternando documenti, testimonianze e indagini separate dei genitori, mentre la sinossi editoriale già circolata nei cataloghi aggiunge trascrizioni governative, conversazioni registrate e prime comunicazioni via email, con Rose ed Eddie trascinati in una cospirazione che coinvolge FBI, FAA, docenti della USC e il deserto del Mojave.

La scala cosmica passa così attraverso una grammatica quasi burocratica: fascicoli, sorveglianza, oggetti impossibili e una sostanza definita “fluido celeste”. I personaggi ricordano frammenti dell’universo tangente, cercano di ricomporli e finiscono per creare un gruppo di sostegno che assume progressivamente i tratti di un culto; inoltre, figure mostrate come mostruose o colpevoli nel film potrebbero non esserlo nella realtà primaria, ma devono comunque elaborare le azioni commesse dentro quel sogno condiviso.

Il seguito trasforma quindi i personaggi nei primi esegeti di Donnie Darko, costringendoli a svolgere lo stesso lavoro interpretativo che gli spettatori fanno da venticinque anni.

The Philosophy of Time Travel era già il libro fittizio scritto da Roberta Sparrow, la “Nonna Morte”, che nel film fornisce a Donnie il lessico dell’universo tangente, del Ricevitore Vivente e dei Morti Manipolati; alcuni frammenti del testo attribuito a Sparrow facevano parte dell’apparato espanso del film e vennero poi integrati più esplicitamente nella Director’s Cut.

Nel 2003, The Donnie Darko Book aveva già raccolto sceneggiatura, intervista a Kelly e pagine in facsimile del manuale immaginario. Ora quel piccolo vangelo interno al film dà il nome a un romanzo enorme nel quale compare, a sua volta, come libro proibito capace di prevedere il proprio ritrovamento: più che un semplice richiamo per fan, è un paradosso editoriale perfettamente coerente con la materia.

Un universo tangente lungo ottocento pagine

Kelly immagina il progetto in due movimenti. La parte della storia raccontata nel romanzo, ambientata nei mesi successivi alla morte di Donnie, dovrebbe diventare un film d’animazione realizzato anche in motion capture; la fase seguente compirebbe invece un salto di circa ventotto anni, fino al 2015-2016 e oltre, per proseguire in live action con nuovi personaggi e, se disponibili, gli interpreti originari. Il regista sostiene di aver mantenuto i contatti con il cast, ma non ha ancora presentato formalmente il progetto: il ritorno di Jake Gyllenhaal, Jena Malone, Drew Barrymore e Maggie Gyllenhaal resta dunque non confermato.

A rendere lungo il passaggio dalla fantasia alla produzione non è soltanto la scala del progetto, ma anche il nodo dei diritti. Nel 2009 uscì direttamente per il mercato domestico S. Darko, diretto da Chris Fisher e incentrato su Samantha, ancora interpretata da Daveigh Chase; Kelly non vi partecipò e spiegò in seguito di avere ceduto i diritti sottostanti quando aveva ventiquattro anni. L’esistenza di S. Darko impedisce quindi di presentare il nuovo volume come il primo sequel in assoluto, ma The Philosophy of Time Travel sarà la prima continuazione scritta dal creatore dell’originale.

Già nel 2017 Kelly descriveva il proprio seguito come grande, ambizioso e costoso; nel 2021 raccontò di averne scritto una parte sostanziale, incoraggiato anche da James Cameron, che gli aveva chiesto di spiegare il destino dei personaggi e lo aveva spinto a non abbandonare l’idea. Il ricorso all’editoria per contenere una storia troppo estesa per il solo schermo, del resto, non è nuovo nel metodo di Kelly. Southland Tales venne concepito come la seconda metà di una narrazione in sei capitoli, preceduta da tre graphic novel incaricate di raccontarne i primi tre.

La strategia possiede anche una logica industriale particolarmente adatta a una proprietà intellettuale nata come anomalia commerciale. Donnie Darko fu un film difficilissimo da vendere: dopo Sundance trovò con fatica un distributore, mentre l’immagine di un motore d’aereo che precipita su una casa risultava quasi impraticabile poche settimane dopo l’11 settembre. Il modesto risultato americano iniziale non venne propriamente recuperato al botteghino, ma rovesciato sul piano culturale dall’uscita britannica, dal passaparola e dall’home video, che trasformarono un insuccesso in uno dei cult più riconoscibili degli anni Duemila.

Nel 2026 Range prova a convertire quel culto tardivo in preordini, lettori misurabili e una proprietà intellettuale già strutturata per l’adattamento. Il romanzo diventa così sequel, prova di pubblico e dossier produttivo, una combinazione che riduce il rischio senza fingere che la macchina cinematografica sia già in movimento.

Per una storia costruita sul conflitto fra destino e libero arbitrio, la conclusione provvisoria possiede un’interessante ironia strutturale: Kelly ha disegnato la traiettoria, ma saranno lettori, attori, detentori dei diritti e finanziatori a decidere se queste ottocento pagine resteranno un universo tangente di carta oppure diventeranno la realtà primaria del prossimo Donnie Darko.