Ethan Hawke: il celebre attore e produttore di Hollywood, conosciuto da anni per film di successo, ha parlato di come approcciarsi alle difficoltà.
Ethan Hawke, star mondiale e volto iconico del panorama cinematografico globale, ha parlato delle difficoltà legate al realizzare un progetto, e di come risolverle.
Ethan Hawke, le sue rivelazioni
L’artista parla delle difficoltà incontrate nella realizzazione di The Weight e della potenziale trilogia Black Phone.
Il produttore di successo ripercorre anche la storia di Moon Knight e di come la sua svolta inaspettata abbia spianato la strada a The Lowdown.
Ricordi ed esperienze
Si rivede quando aveva solo 19 anni, mentre cercava di trovare la sua strada nella neve dell‘Alaska per le riprese del celebre Zanna Bianca. Ricorda bene le scene girate al fianco di un colosso quale Denzel Washington, a bordo di una Chevrolet Monte Carlo del 1979, per il film Training Day.
Queste e molte altre esperienze lo hanno aiutato ad avere le spalle larghe, in un mondo bello ma al tempo stesso difficile come quello dell’industria cinematografica, capace di esaltarti ma anche di oscurarti nel giro di pochi attimi. Per lui è fondamentale girare mettendo gli attori in luoghi reali, con esperienze dirette sul campo.
Per esempio, in The Weight, insieme al regista Padraic McKinley, ha adottato proprio questo modo di pensare. Il suo personaggio, Sam Murphy, un detenuto, con altri prigionieri dediti al contrabbando dell’oro nella profonda Foresta Bavarese, viene portato sul campo nella natura selvaggia dell’Oregon anni ’30.
Il 50% di Training Day è composto da Denzel e me che andiamo in giro in macchina. Se lo avessimo fatto davanti a uno schermo sarebbe stata una versione decisamente inferiore del film. E anche se è difficile spiegare il perchè, la cosa non convince.
Questo è solo un esempio di come si cerchi di far fare un film al computer. Il risultato è un’opera di scarso valore. Non che sia impossibile. Certo, si può fare se la sceneggiatura è davvero eccezionale.
Il personaggio di Hawke è un veterano della guerra mondiale, vedovo e padre single, che fatica a prendersi cura della figlia piccola. Per un malinteso finirà in prigione, ma riuscirà in qualche modo a trovare una soluzione mediante un accordo con il direttore (Russell Crowe), che propone lui un accordo segreto speciale.
Per Hawke il personaggio è un uomo d’onore.
L’etica americana vecchio stile di tutta quella generazione – la fede incrollabile nell’uguaglianza del genere umano e nel sostegno reciproco- era lo spirito che mio nonno si era portato dietro. Volevo davvero interpretare un personaggio che lo rappresentasse.
E’ divertente raccontare una bella storia di antieroe, ma mi mancavano film come Mr.Smith va a Washington o La vita è meravigliosa. Persino il western classico si basa su un uomo di principi, umiltà, integrità, dignità e rispetto per gli altri.
Quindi volevo assolutamente portare tutto questo nell’universo narrativo in questo momento.
Si dice entusiasta di aver potuto finalmente lavorare con Crowe, dopo Master and Commander. Altro film di cui va fiero è Black Phone, per cui ha ricevuto recensioni entusiastiche per la sua interpretazione del diabolico Grabber. In molte occasioni è stato necessario investire personalmente, con enormi sacrifici per portare avanti il progetto.
Così anche per Moon Knight dei Marvel Studios. Tra brusche frenate della produzione, a causa del crollo delle azioni in determinati momenti, e riprese coraggiose, il progetto è poi andato in porto. Fiero dunque anche del personaggio portato in scena per la Marvel.
Non ho mai avuto grandi progetti riguardo all’essere in quell’universo. Ma sono rimasto un pò sorpreso dalla correzione dello streaming. Nessuno di noi può prevedere il futuro con esattezza. Il futuro non è andato come pensavo, da questo punto di vista, ma d’altronde non è mai stato il mio pane quotidiano.
Per l’attore il lato positivo è impegnarsi per affrontare e venire a capo delle difficoltà, nei film così come nella vita di tutti i giorni. E’ fondamentale per imparare a gestire la propria carriera ma soprattutto, la propria esistenza.