Federico Aldrovandi

Federico Aldrovandi: 20 anni dopo un film sulla sua storia

Il 25 settembre 2025 ha segnato il ventennale della morte di Federico Aldrovandi. Nel tragico anniversario l’annuncio di un film che racconta la sua storia.

Era l’alba del 25 settembre del 2005 quando Federico Aldrovandi, giovane ferrarese di 18 anni, veniva brutalmente ucciso da quattro agenti di polizia.

Da allora la famiglia, gli amici e il comitato a lui dedicato si sono battuti portando avanti una battaglia per la verità e la giustizia.

Dopo sette anni di iter processuale è arrivata la condanna in via definitiva degli agenti, che hanno però nel frattempo beneficiato dell’indulto e tre dei quali, dal gennaio 2014, sono tornati in servizio.

L’agonia di Federico e della sua famiglia non è purtroppo un caso isolato ed è anche per questo che i media devono continuare a parlarne.

Nel 2010 se ne occupò già Filippo Vendemmiati, che ricostruì quella notte e le successive vicende giudiziarie nel suo documentario È stato morto un ragazzo, vincitore del David di Donatello 2011.

Oggi il docufilm è tornato in libera visione su OpenDDB, completo di una nuova versione aggiornata con gli ultimi sviluppi giudiziari.

La novità è arrivata però proprio due giorni fa, tramite un annuncio dell’attore e produttore Stefano Muroni, anche lui di Ferrara:

“L’anno prossimo, dopo due anni di lavoro silenzioso e riservato passato accanto alla famiglia Aldrovandi, Controluce Produzione, la società cinematografica fondata da me e Valeria Luzi […] realizzerà il film su Federico Aldrovandi e su una famiglia che ha sempre lottato, con coraggio e onestà, per cercare la verità sulla morte del proprio figlio”.

Federico Aldrovandi, il momento giusto per parlarne al cinema

La regia sarà affidata all’esordiente Manuel Benati, co-autore della sceneggiatura insieme a Muroni e Luzi, purtroppo scomparsa lo scorso maggio a 43 anni. Anche Benati è legato alla città di Ferrara: nato a Reggio Emilia, si è diplomato nel 2023 presso la Scuola d’Arte Cinematografica Vancini di Ferrara.

Muroni ha un ricordo vivido di quanto accaduto a Federico, in quanto aveva solo due anni meno di lui e si trovava a scuola, al Liceo Carducci, quando la notizia della sua morte si diffuse.

“Per anni ho chiesto alla mamma, Patrizia Moretti, spero sempre con delicatezza e rispetto, di poter raccontare la loro storia, ma non era il momento.

Due anni fa ci siamo incontrati di nuovo, ci siamo guardati negli occhi, e abbiamo capito, sentito che il tempo era maturo per tentare.

 

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Più volte Valeria mi ha detto che ha scritto parti della sceneggiatura sentendo accanto Federico. Ho visto più volte piangere Valeria mentre da sola scriveva. ‘Poteva essere nostro figlio’, mi ha sempre detto.

Poi Lino Aldrovandi, il papà di Federico, che nei nostri incontri ci ha sempre donato il suo cuore. E che al funerale di Valeria, a Mottatonda di Gherardi, mi ha guardato e, abbracciandomi, mi ha detto: ‘Federico é qui adesso’.

Ringrazio di cuore la famiglia Aldrovandi per la vicinanza di questi anni, il loro tempo e il loro dolore infinito che hanno cercato di trasferirci per la trascrizione della sceneggiatura. É stato per noi un privilegio. Se non ci fossero stati loro non ci saremmo mai permessi nemmeno di cominciare.

Con l’impegno e la promessa massima che cercheremo di dare tutta la nostra vita per questo film. Tutta la nostra vita”, ha concluso Muroni.