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Festival dei Popoli 2026, Letizia Buoso: il trionfo insieme a Maria Molina Peiro

Festival dei Popoli 2026, Letizia Buoso: tra memoria, ambiente e nuove frontiere del documentario, ecco il suo successo al fianco di Maria Molina Peiro.

Festival dei Popoli 2026, Letizia Buoso. Altro grande successo per la nota manifestazione, con vittorie di prim’ordine e  cinema di qualità.

Festival dei Popoli 2026, Letizia Buoso: la manifestazione che premia i valori della vita

Festival dei Popoli 2026, Letizia Buoso
Festival dei Popoli 2026, Letizia Buoso
Si è conclusa a Firenze la 67ª edizione del Festival dei Popoli, storica manifestazione dedicata al cinema documentario internazionale, che anche quest’anno ha premiato opere capaci di coniugare ricerca artistica, innovazione narrativa e attenzione ai grandi temi del presente.
A conquistare il Concorso Internazionale è stato “Like Any Other Mortal” della regista spagnola María Molina Peiró, mentre il Concorso Italiano ha incoronato “Quando è pronto, il fieno canta” di Letizia Buoso.
Le due opere vincitrici rappresentano approcci molto diversi al cinema del reale, ma condividono la volontà di esplorare questioni profonde legate all’identità, alla memoria, al rapporto con i territori e alle trasformazioni della società contemporanea.
Il riconoscimento internazionale è andato a Like Any Other Mortal, una coproduzione tra Spagna e Paesi Bassi ambientata nel suggestivo scenario del Rio Tinto, in Andalusia.
Il film attraversa i confini tra documentario, fantascienza e riflessione filosofica per affrontare temi come il colonialismo, lo sfruttamento delle risorse naturali e il significato stesso della vita.
La giuria composta da Petra Seliškar, Mercedes Álvarez ed Erika Balsom ha premiato l’opera per la sua capacità di costruire un racconto originale che collega dimensioni molto diverse tra loro, dalle tradizioni religiose ai paesaggi microscopici, fino ad arrivare a una visione quasi cosmica dell’esistenza.
Sul versante italiano, il premio principale è stato assegnato a Quando è pronto, il fieno canta di Letizia Buoso, descritto dalla giuria come un’opera capace di trasformare l’esperienza autobiografica in memoria collettiva.
Il film utilizza infatti ricordi personali, materiali d’archivio, dialoghi e osservazione della realtà per comporre un racconto stratificato che affronta temi universali: il passaggio del tempo, la fragilità della memoria, i legami familiari, le migrazioni e la capacità delle comunità di resistere alle difficoltà.
Secondo la motivazione ufficiale, il lavoro della regista riesce a trasformare il confine e il punto d’incontro tra persone, luoghi e storie in uno strumento di riflessione sul presente, suggerendo che nella semplicità dei rapporti umani e nel rapporto con la natura possano trovarsi alcune risposte alle inquietudini contemporanee.
Una menzione speciale del Concorso Italiano è stata assegnata a “Schiuma di mondi” di Anna Marziano, coproduzione tra Italia e Germania che ha convinto la giuria per la qualità della ricerca visiva e narrativa.
Durante la cerimonia conclusiva, il direttore artistico del festival Alessandro Stellino ha sottolineato come i premi assegnati riflettano la varietà e la ricchezza del documentario contemporaneo.
Secondo Stellino, le opere premiate interpretano perfettamente lo spirito del Festival dei Popoli, da sempre attento ai temi sociali e politici ma anche alla sperimentazione e alla ricerca di nuove forme espressive.
Tra gli altri riconoscimenti assegnati figura il secondo premio del Concorso Internazionale, andato a “The Price of the Sun” di Jérôme le Maire, documentario ambientato nell’Atlante marocchino che racconta le riflessioni della comunità berbera sulla realizzazione di un grande impianto fotovoltaico nel territorio.
La giuria internazionale ha inoltre attribuito una menzione speciale a “For Life” del regista turco Ahmet Seven.
Importante anche il riconoscimento antropologico Targa Gian Paolo Paoli, assegnato a “Who Cares” di Ina Ivanceanu, premiato per la capacità di osservare le dinamiche sociali e culturali con uno sguardo originale.
Nel concorso Discoveries, dedicato alle nuove voci del documentario internazionale, il premio principale è andato a “How to Catch a Butterfly” di Kiriko Mechanicus, mentre la menzione speciale è stata assegnata a “Home Is Where the Heart Is” di Timothée Engasser.
Il Premio Discoveries della Giuria Giovani è stato invece assegnato a “Il velo dei sensi” di Elisa Baccolo, confermando l’attenzione del festival verso il cinema documentario italiano emergente.
Tra le novità di questa edizione figura anche il Premio OpenDDB, destinato al miglior documentario italiano a impatto sociale, ulteriore testimonianza della crescente attenzione del festival per opere capaci di unire ricerca artistica e impegno civile.
Con un palmarès che premia memoria, territorio, ambiente, identità e sperimentazione formale, il Festival dei Popoli 2026 conferma il proprio ruolo come una delle principali piattaforme europee dedicate al documentario contemporaneo, capace di valorizzare autori affermati e nuove voci provenienti da tutto il mondo.