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Halle Berry contro l’age shaming
Durante la promozione del nuovo film Crime 101, Halle Berry ha affrontato un tema che HollyWood continua a trattare con imbarazzo: l’eta delle donne sullo schermo.
Parlando del suo personaggio l’attrice ha fatto riferimento alle critiche ricevute per avere 53 anni al momento delle riprese, trasformando una critica in una dichiarazione culturale e politica che apre gli occhi su un altro capitolo oscuro di HollyWood.
Le sue parole sono state chiarissime: Come donne dobbiamo combattere la narrativa che siamo finite a 50,60 o 70 anni. Abbiamo ancora molto da offrire. Non è solo una frase motivazionale, ma è una presa di posizione contro un sistema che si ostina a raccontare le donne finite dopo una certa età anagrafica.
L’età come limite imposto, ma solo alle donne
In Crime 101, crime thriller tratto dal racconto di Don Wislow, Barry interpreta il ruolo centrale in una storia di tensione. Un personaggio adulto, completato e stratificato. Eppure gran parte della conversazione mediatica non si è concentrata sul ruolo ma bensì sull’età dell’attrice.
Un copione già visto: attori uomini ultra sessantenni continuano a guidare franchise action senza che nessuno, giustamente, noti la loro età. Per le donne, invece, la soglia dei 50 diventa improvvisamente una linea di confine invisibile. Berry non ci sta e si scaglia contro questa narrativa che la vorrebbe chiusa in casa a vivere di ricordi dei film passati. Dichiara: dobbiamo riprenderci il racconto. Non chiedere spazio, ma riprendersi quello che giustamente spetta anche alle donne.
Reclaim
La parola chiave è reclaim. Non si tratta solo di riprendersi qualcosa, ma anche di sdogare la narrativa che vede la donna dopo i 50 rappresentata soltanto come madre, come moglie o come donna priva di ambizioni. Berry sottolinea che a 50,60, 70 anni si ha ancora di più da offrire. Esperienza, profondità emotiva sono tutti elementi che possono arricchire le storie, non impoverirle.
Questa dichiarazione si inserisce in un discorso ben più ampio che negli ultimi anni ha coinvolto molte attrici, da Nicole Kidman a Viola Davis, tutti impegnate a dimostrare che l’età di una donna non è un impedimento narrativo. Nel caso di Berry, il discorso si fa ancora più ampio e potente perché arriva da un’attrice che ha già attraversato diverse posizioni di HollyWood: da attrice premiata agli Oscar, action star e produttrice. La sua carriera, come quella di tante altre donne, è la prova che l’identità femminile a HollyWood non dovrebbe avere una data di scadenza.