Il nuovo Hollywood Diversity Report rivela un forte calo della diversità nei film streaming nel 2025, KPop Demon Hunters rappresenta un’eccezione.
Il nuovo Hollywood Diversity Report dell’UCLA lancia un segnale d’allarme sull’industria dell’intrattenimento.
Dopo anni di progressi sul fronte dell’inclusione, il 2025 registra un netto calo della rappresentazione femminile e delle minoranze etniche nei film distribuiti sulle principali piattaforme di streaming.
Secondo lo studio, la riduzione del numero di produzioni originali ha avuto un impatto diretto sulle opportunità lavorative per registi, sceneggiatori, attori protagonisti e membri del cast appartenenti a gruppi storicamente sottorappresentati.
Hollywood Diversity Report, diminuisce la presenza delle minoranze nei ruoli principali
Uno dei dati più significativi riguarda gli attori protagonisti appartenenti a minoranze etniche. Dopo aver raggiunto il record storico del 51% nel 2024, la loro presenza è scesa al 36% nel 2025. Si tratta della prima volta negli ultimi tre anni in cui la rappresentazione risulta inferiore alla composizione demografica della popolazione statunitense.
Gli autori del rapporto evidenziano come questo calo rappresenti un’inversione di tendenza rispetto ai progressi registrati negli anni precedenti, quando le piattaforme streaming avevano aperto nuove opportunità a talenti provenienti da background diversi.
Sempre meno donne dietro la macchina da presa
Anche la situazione delle registe continua a peggiorare. La quota di film in streaming diretti da donne è scesa al 23,6%, il livello più basso registrato da quando l’UCLA ha iniziato a monitorare il settore nel 2022.
Per gli esperti che hanno curato la ricerca, il fenomeno riflette un cambiamento più ampio all’interno dell’industria audiovisiva, dove la contrazione dei budget e la riduzione delle produzioni stanno colpendo soprattutto le categorie meno rappresentate.
Il peso dei tagli e del clima politico
Secondo gli autori dello studio, la diminuzione della diversità è legata a diversi fattori. Tra questi figurano la crescente opposizione alle politiche DEI (Diversità, Equità e Inclusione), la fase di rallentamento economico che attraversa il settore e la necessità per molte aziende di ridurre i costi operativi.
Quando i budget vengono ridimensionati, spiegano i ricercatori, le iniziative dedicate all’inclusione rischiano di essere considerate secondarie rispetto ad altre priorità aziendali. Questo si traduce in una minore presenza di professionisti appartenenti a gruppi sottorappresentati sia davanti che dietro la telecamera.
In calo anche la diversità dei cast
La flessione non riguarda soltanto i protagonisti o i registi. Il rapporto evidenzia che solo il 25,8% dei film in streaming del 2025 presenta un cast composto in maggioranza da appartenenti a minoranze etniche. Nel 2024 la percentuale era pari al 41%.
Questo dato conferma una tendenza generale che interessa l’intera filiera produttiva e che rischia di ridurre la varietà di storie e prospettive presenti sul piccolo schermo.
Hollywood Diversity Report, KPop Demon Hunters rappresenta l’eccezione del 2025
In un quadro complessivamente negativo, il grande successo di KPop Demon Hunters emerge come uno dei casi più interessanti dell’anno. Il film prodotto da Netflix è stato indicato dagli studiosi come un esempio concreto di come una rappresentazione culturale autentica possa conquistare un pubblico ampio e trasversale.
La pellicola, fortemente influenzata dalla cultura coreana, ha ottenuto risultati significativi anche presso spettatori appartenenti a comunità diverse da quella asiatica, dimostrando che la diversità culturale non costituisce un ostacolo commerciale, ma può trasformarsi in un importante punto di forza.
Il futuro della diversità nello streaming
Gli autori dell’Hollywood Diversity Report invitano l’industria a non ignorare questi segnali. Dopo anni in cui lo streaming era stato considerato uno spazio di crescita per donne e minoranze etniche, il 2025 mostra un evidente rallentamento dei progressi ottenuti.
La sfida per le piattaforme e gli studios sarà quella di evitare che le difficoltà economiche e il mutato contesto politico compromettano definitivamente i risultati raggiunti in termini di inclusione.
Il successo di produzioni come KPop Demon Hunters dimostra infatti che la rappresentazione continua a essere non solo una questione sociale, ma anche un’opportunità creativa e commerciale per l’intero settore dell’intrattenimento.