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IA? Claire Foy dice no
Claire Foy dice no all’IA nel cinema: tra falchi digitali, attori a rischio e un futuro che non la convince affatto. E ad Hollywood è in ottima compagnia.
Claire Foy non usa mezzi termini. Mentre l’intelligenza artificiale continua a insinuarsi nei meccanismi di Hollywood, l’attrice britannica sceglie di fermarsi e dire chiaramente da che parte sta.
Claire Foy si schiera contro l’intelligenza artificiale
Intervistata da The Times U.K. in occasione di H Is for Hawk, film tratto dal memoir di Helen MacDonald del 2014, Foy ha raccontato il progetto che porta sullo schermo una storia intima di lutto e rinascita: quella dell’autrice, che affronta la morte improvvisa del padre adottando e accudendo un astore. Quando l’intervistatore ha ipotizzato che, in un futuro non troppo lontano, il film avrebbe potuto essere girato usando un falco generato dall’IA, la risposta dell’attrice è stata secca: “Sarebbe una schifezza“.
Da lì, il discorso si è allargato a una preoccupazione più ampia: il progressivo restringersi delle opportunità per i giovani attori. “Lo trovo profondamente triste”, ha detto Foy. “Non ho alcun interesse nel guardare o leggere qualcosa fatto dall’IA“.
E se il rischio fosse quello di diventare “obsoleta”? Per l’attrice di Women Talking, due volte vincitrice di un Emmy, la risposta non riguarda solo chi lavora nel settore, ma soprattutto chi guarda. Saranno il pubblico e le nuove generazioni a decidere che volto avrà l’intrattenimento di domani.
“Succederà solo se ci sarà davvero voglia di guardare quel tipo di contenuti, se i giovani diranno che questo è semplicemente il mondo in cui viviamo», ha spiegato. «Io però non lo capisco. E sarei molto delusa dagli esseri umani se scegliessero di guardare animazione resa più appariscente”.
Il dibattito sull’IA in ambito cinematografico
Il dibattito è tutt’altro che isolato. Registi come Guillermo del Toro, Celine Song e Denis Villeneuve hanno già preso posizione contro l’uso dell’IA generativa nel cinema. Altri, come James Cameron, ne riconoscono il potenziale nel ridurre i costi di aspetti tecnici come gli effetti visivi. Paul Schrader ha previsto che entro i prossimi due anni vedremo il primo lungometraggio interamente realizzato con IA.
Leonardo DiCaprio, invece, ha recentemente ribadito un punto chiave: la tecnologia può forse affiancare il processo creativo, ma non potrà mai sostituire l’arte fatta dagli esseri umani.
E Claire Foy, su questo, sembra non avere alcun dubbio.
