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Jennifer Lawrence, quando i drammi privati aiutano la recitazione
Di recente, Jennifer Lawrence ha vissuto sulla propria pelle un’esperienza che ha influenzato il suo modo di approcciare il suo ultimo ruolo.
Jennifer Lawrence, 35 anni, ha raccontato a PEOPLE la sua difficile esperienza post-partum dopo la nascita del secondo figlio, spiegando come questa l’abbia aiutata ad affrontare il ruolo di una madre in crisi nel film Die My Love, presentato a New York il 1° novembre.
“Non ho avuto una vera e propria ansia post-partum grave fino alla nascita del mio secondo bambino”, ha rivelato l’attrice, aggiungendo che l’esperienza le ha fornito “una prospettiva più profonda” per interpretare il personaggio. “Non credo che sia necessario avere figli per interpretare un genitore, ma sapere di cosa ha bisogno una creatura così piccola è stato utile”.
Lawrence, che con il marito Cooke Maroney ha due figli — Cy, 3 anni, e un neonato — aveva già parlato della sua ansia post-partum a The New Yorker: «Pensavo che ogni volta che dormiva fosse morto… che piangesse perché non gli piaceva la sua vita, o me, o la sua famiglia”.
Ha ricordato anche un episodio in cui, in lacrime, ha chiesto aiuto a ChatGPT riguardo all’allattamento: “Mi ha detto: “Stai facendo la cosa più incredibile per il tuo bambino. Sei una madre piena d’amore”. Lawrence ha poi raccontato di aver trovato sollievo grazie a Zurzuvae, un nuovo farmaco per la depressione post-partum.
Durante la première, l’attrice ha parlato anche del legame nato sul set con Robert Pattinson, co-protagonista del film e padre di una bambina avuta con Suki Waterhouse. “Ci siamo legati parlando dei nostri figli — ha detto — perché come sa ogni neo-genitore, l’unica cosa che vuoi fare è mostrare foto e video dei tuoi bambini”.