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Il Grinch - Jim Carrey

Jim Carrey e la tortura del Grinch

Dietro il successo del Grinch si nasconde un incubo: Jim Carrey racconta tra panico, trucco estremo e un set vissuto come un trauma.

Jim Carrey è sicuramente annoverato tra i volti più amati di Hollywood, e tra le sue interpretazioni più iconiche è impossibile non citare quella del Grinch, creatura nata sulle pagine del Dr. Seuss caratterizzata da pelo verde e odio viscerale verso il Natale, da lui interpretata nell’omonimo film di Ron Howard uscito nel 2000 (in originale Dr. Seuss’ How the Grinch Stole Christmas).

Il film incassò 346 milioni di dollari e fu tra i maggiori successi commerciali dell’anno, ma Jim Carrey, il quale non ha mai nascosto le difficoltà incontrate nell’interpretare il Grinch, si è recentemente aperto in un’intervista rilasciata a Vulture in occasione del venticinquesimo anniversario della pellicola, dalla quale emergono dettagli ancor più incredibili, e finora inediti, sulla traumatica esperienza dell’attore canadese.

Capitolo make-up: l’incubo vissuto da Jim Carrey sul set

Come sappiamo dal truccatore premio Oscar Rick Baker, il quale curò il make-up del Grinch, l’intenzione iniziale dello Universal era che Jim Carrey risultasse il più riconoscibile possibile, e che dunque venisse semplicemente dipinto di verde. Baker, il quale riteneva che il Grinch dovesse risultare un personaggio fantasy anche visivamente, passò la notizia ad un amico che curava un sito web di notizie sul mondo dello spettacolo, Ain’t It Cool News, e le reazioni fortemente negative dei lettori convinsero lo studio a lasciare carta bianca a Baker.

La proposta di trasformare fisicamente Carrey nel Grinch, inizialmente accolta con entusiasmo anche dallo stesso attore comico, si dovette presto scontrare con una realtà fatta di difficoltà puramente pratiche, dal trucco che andava completamente a coprire il naso dell’attore, obbligandolo a respirare con la bocca per tutto il film, al prurito causato dal costume interamente realizzato in pelo di yak, passando per l’impossibilità di grattarsi con le dita lunghe venti centimetri o di vedere chiaramente attraverso le lenti a contatto che ne coprivano interamente i bulbi oculari.

A detta di Ron Howard, l’attore, il quale oggi ammette senza problemi di pentirsi della sua scelta, fu preda di veri e propri attacchi di panico sul set nei primi giorni di riprese: tra le altre cose il regista racconta di averlo visto sdraiato per terra intento a soffiare in una busta di carta, e come dopo la prima sessione di make-up, durata ben otto ore, Carrey fosse pronto a restituire i venti milioni di dollari di compenso pur di abbandonare il film.