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John Malkovich, Oscar: L’attore vuole riportare la gente al cinema

John Malkovic, Oscar: il celebre attore, volto di spicco del panorama internazionale e globale, ha di recente parlato di una campagna per promuovere il cinema.

John Malkovich, star del cinema hollywoodiano e mondiale, con titoli di grande successo alle spalle, vuole pubblicizzare una campagna per riportare in vita le sale dei migliori cinema.

John Malkovich, Oscar: l’idea dell’attore

L’artista afferma che una campagna per gli Oscar è l’unico modo per convincere la gente ad andare al cinema addesso.

Attualmente impegnato nella corsa ai premi per Wild Horse Nine, ha anche detto domenica al pubblico del London Film Festival a proposito dell’assassinio di JFK:

So che quello che hanno detto non è successo.

John Malkovich, Oscar: occorre un cambio di rotta

L’attore è in un periodo decisamente brillante per quanto riguarda la sua carriera, con numerosi premi e riconoscimenti ricevuti. Si definisce tuttavia un carattere dalla personalità innata.

E’ stato fisicamente presente a molti festival, con la tragicommedia di Martin McDonagh, Wild Horse Nine. Questa interpretazione è attualmente considerata come la più grande di tutta la sua carriera. Molti pensano che questo lo porterà ad essere candidato ai prossimi premi Oscar, a cui è stato nominato già nel 1985 e nel 1994.

Ma i premi del 2026 avranno una luce ed una modalità diversa, secondo la sua idea.

Probabilmente ho un’opinione diversa sulla considerazione dei premi rispetto a quando uscì In the Line of Fire, perchè l’industria cinematografica esisteva già e manteneva, a mio parere immeritatamente, una posizione molto elevata nella cultura.

E quando dico immeritatamente, intendo dire che non c’erano molti Chinatown. Il Padrino o Il Padrino II. Ora, la corsa ai premi è l’unico modo per convincere la gente ad andare al cinema, tutto quanto, e questo richiede mesi e mesi e mesi.

Ha poi ricordato la sua prima nomination, quando chiese di entrare da una porta laterale, scatenando le risate dei colleghi e del pubblico presente, in un divertente siparietto comico. Prende le critiche con filosofia, guarda avanti, sorridendo alla vita, secondo il suo modo di essere.

Si ritiene un adulto, maturato dalle esperienze vissute, sia negative che positive. Molti dei suoi film, come da lui stesso ammesso, erano spesso registrati come incassi record ancor prima dell’arrivo agli Oscar. Proprio la vittoria dell’ambita statuetta potrebbe essere un modo per convincere le persone a tornare nelle sale.

Anche sua figlia risulta difficile da convincere ad andare al cinema, ma l’attore non ne fa una questione di principio. Cerca di mantenere vivo l’interesse per il grande schermo, ma è cosciente di quanto siano cambiati i tempi.

Wild Horse Nine lo vede protagonista insieme a Sam Rockwell nei panni di Chris e Lee, due agenti CIA di grande esperienza che vengono spediti nell’Isola di Pasqua. Il loro capo è Steve Buscemi. I due dovranno affrontare ognuno i propri fantasmi del passato comune.

Un incontro con due studentesse cilene rischierà di rovinare la loro amicizia. Sull’omicidio di Kennedy, dice solo che quello che hanno detto non è successo. Conclude con i complimenti a McDonagh, ritenuto uno sceneggiatore di qualità, in grado anche di dare consigli giusti e al momento opportuno.

Elogi anche per Sam Rockwell, suo co-protagonista, descritto come attore meraviglioso e da poter seguire sul set.

A questo punto della sua carriera, accetta i ruoli solo se la sceneggiatura del progetto è davvero eccellente, e se la storia è in grado di coinvolgerlo profondamente.

La 70esima edizione del BFI London Film Festival si svolgerà dal 7 al 18 ottobre.