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Le uscite al cinema di marzo 2026: La sposa!

La sposa! e le scene di violenza: la parola a Gyllenhaal

In La sposa!, ultimo film di Maggie Gyllenhaal, si mostrano scene di violenza sessuale: una scelta che la regista rivendica, spiegando il perché.

La sposa! non fa sconti quando si tratta di mostrare la violenza sessuale. E la sua regista, Maggie Gyllenhaal, lo rivendica apertamente: il disagio che queste scene provocano è parte integrante della sua visione.

La sposa!, le scene di violenza sessuale

Il film, una rilettura personale del mito di Frankenstein, segue la Sposa interpretata da Jessie Buckley, che nel corso della storia sopravvive a diversi episodi di aggressione. Tra questi ci sono palpeggiamenti in un nightclub malfamato, un attacco violento fuori dallo stesso locale e perfino un tentativo di stupro da parte di un poliziotto sadico, interpretato da Louis Cancelmi, sul ciglio di una strada.

In un’intervista rilasciata a Entertainment Weekly, Gyllenhaal spiega di aver voluto che queste sequenze riflettessero il peso reale della violenza sessuale. Queste le sue dichiarazioni al giornale: “Sentivo fortemente che dovesse essere brutale e reale. Se la si edulcora, non restituisce la brutalità che è davvero. E per questo sono stata anche criticata. Ma posso dire con certezza che nulla della violenza sessuale nel film è stato inserito senza riflessione o in modo gratuito. Mi assumo completamente la responsabilità di come l’ho raccontata”.

Raccontare la violenza? Una forma di rispetto verso le vittime

Secondo la regista, rendere queste scene così forti è anche una forma di rispetto verso chi ha vissuto esperienze simili. “Credo che sia un modo per onorare le persone che hanno attraversato situazioni del genere, mostrando quanto possano essere orribili, brutali, enormi e difficili da guardare”, spiega. “Questa è la mia posizione. E forse sarebbe stata diversa se il film lo avesse diretto un uomo”.

La violenza, del resto, è uno dei temi centrali del film. Come ammette la regista: “Mi interessa molto la violenza, come si può intuire. A volte mi sorprende la reazione del pubblico. Molti dicono: ‘È tanta’”.

La sposa!, un’altra scena sotto i riflettori

Tra le scene che hanno fatto discutere c’è quella in cui la Sposa spara a un poliziotto durante un confronto teso a una festa mondana a New York. “Mi sono chiesta se la reazione fosse così forte perché mostro un primo piano al rallentatore del suo volto”, riflette la regista. “Lui guarda la ferita da arma da fuoco, poi alza gli occhi verso di lei. Non aveva idea che sarebbe successo. E nemmeno lei lo voleva davvero. È l’orrore della violenza. E proprio per questo lo senti di più”.

Per Gyllenhaal è importante che la violenza sullo schermo non diventi astratta o impersonale. “È l’opposto dell’effetto stormtrooper“, dice. “Quando tutti sono senza volto e puoi sparare senza provare nulla. Io voglio che la violenza resti legata all’umanità. Voglio che si vedano i volti delle persone che muoiono e ciò che provano. È questo che la rende difficile da guardare”.

Nel film c’è anche una riflessione sul modo in cui il pubblico percepisce la vendetta, soprattutto quando a esercitarla è una donna. Gyllenhaal osserva che molti spettatori sembrano più a loro agio quando Christian Bale, che impersona il suo compagno Frank, massacra gli aggressori della Sposa fuori dal club, piuttosto che quando è lei stessa a reagire con violenza.

“Quegli uomini inseguono la Sposa, forse stanno per stuprarla, e Frankenstein gli spacca la testa”, racconta la regista. “È una scena che abbiamo visto mille volte. Tutti la accettano. Lui è un eroe. Quando invece lo fa lei, diventa più difficile per il pubblico”.

Lo scopo non è celebrare la vendetta

Il punto, però, non è celebrare la vendetta. “È una questione molto complessa”, conclude Gyllenhaal. “Il messaggio del film non è che la vendetta violenta sia la soluzione. In realtà è esattamente il contrario”.

La sposa! è in tutti i cinema dal 5 marzo.