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Nouvelle Vague

Nouvelle Vague: altri 3 film metacinematografici da scoprire

Nouvelle Vague di Richard Linklater è appena uscito in Italia e racconta i retroscena alla base della nascita dell’omonimo movimento francese.

In particolare, il film mette in scena la realizzazione e le riprese di Fino all’ultimo respiro di Jean-Luc Godard nel 1960. In questo modo Nouvelle Vague si posiziona all’interno della categoria dei film metacinematografici, ovvero quelle pellicole ambientate nel mondo del cinema. L’autoriflessività era inoltre uno degli elementi che davano maggior valore a un film secondo i critici della Nouvelle Vague. Per cui quale film migliore per celebrare quel movimento se non uno che racconta il lavoro dietro a uno dei suoi film più rappresentativi?

Se il film vi è piaciuto o se siete curiosi di scoprire qualche altra pellicola metacinematografica ecco per voi 3 consigli da recuperare immediatamente.

Effetto notte, il film che ha ispirato Nouvelle Vague

Probabilmente il film più rappresentativo quando si parla di metacinema. Francois Truffaut realizza nel 1973 un’opera interamente basata su un regista che sta girando un film assieme alla sua troupe. Il signor Ferrand sta infetti lavorando alle riprese di Vi presento Pamela e durante il lavoro si intrecciano le vite private di tecnici e attori.

Siamo di fronte a un capolavoro assoluto che mette in scena in modo assolutamente realistico il dietro le quinte della realizzazione di un film. Gli spettatori scopriranno, grazie a quest’opera, come avvengono le riprese e come funzionano certe scene che sono abituati a vedere già belle e finite al cinema. Vita privata e vita lavorativa dei protagonisti quasi si fondono in questa pellicola che certamente è stata d’ispirazione per Linklater. La scena iniziale poi, è da antologia delle più belle sequenze della storia del cinema.

Cantando sotto la pioggia

Uno di musical più belli della storia del cinema. Non servirebbe altro per descrivere questo capolavoro ambientato durante il passaggio dal cinema muto all’avvento del sonoro. Anche qui c’è una troupe che sta girando uno dei primi film sonori con tutte le difficoltà che si porta dietro questa novità. L’attrice protagonista era una grande diva del muto per cui il successo sembra assicurato. L’unico problema è che ha una voce terribile e nessuno sarebbe in grado di ascoltarla a lungo. Questo era uno dei problemi che spesso accadevano all’epoca: attori fenomenali a livello espressivo che però non riuscivano a far emergere lo stesso talento quando si trattava di cinema sonoro in cui appunto dovevano recitare anche con la voce.

Canzoni ormai storiche, balletti coreografati alla perfezione e risate a crepapelle per questa brillantissima commedia musicale ambientata durante uno dei momenti storici più importanti per la settima arte.

Nouvelle Vague

Zombie contro Zombie

Inizia il film. Mezz’ora di pianosequenza in stile mockumentary in cui una troupe impegnata nella realizzazione di un horror viene attaccata da zombie veri. Fine del film e titoli di coda. Poi ricomincia il film. A questo punto lo spettatore si rende conto di assistere a un film che parla di una troupe intenzionata a realizzare un horror di mezz’ora in un unico pianosequenza. Abbiamo assistito a quel pianosequenza e ora vediamo la realizzazione dell’esperimento dal punto di vista oggettivo.

Operazione geniale nel 2017 del regista giapponese Shin’ichiro Ueda che realizza un film metacinematografico straordinario. Risate a non finire e una riflessione sul mezzo cinematografico di tutto rispetto. Veramente un colpo di genio, peccato per l’orribile titolo italiano completamente fuorviante. L’originale è One cut of the dead, in omaggio al grande Romero. Un film da scoprire assolutamente.