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Le mille anime del true crime, perché ci affascina?
True crime: dagli opuscoli inglesi sui delitti del 1500 fino alle serie Netflix, esplorare il lato perverso dell’essere umano è un bisogno sociale.

Perché il true crime?
Il true crime, genere cinematografico in continua espansione é una vera e propria miniera d’oro per le case di produzione che con questa gallina dalle uova d’oro generano fatturati di miliardi di dollari ogni anno.
Il true crime però nasce ben prima del cinema stesso. Infatti i primi esempi di narrazione di fatti di cronaca nera legati ad omicidi si trovano già in Gran Bretagna tra il 1500 e il 1700. Qui piccoli opuscoli con resoconti degli omicidi commessi venivano stampati e distribuiti a veraci lettori appartenenti alla piccola e media borghesia.
La parabola dell’uomo comune
Non è un caso che proprio gli appartenenti a questa classe sociale ne fossero i più avidi consumatori. Infatti come viene anche riportato sul sito di Uno Bravo, una delle ragioni recondite della fascinazione verso questo tipo di storie é proprio la voglia di ‘squarciare la coltre di una routine rassicurante’ da ‘uomo comune’.
Insomma il sentirci banali e random ci porta a voler andare oltre rinnegando questa patina di normalità. Ma non finisce tutto qui. Infatti oltre alla suspence e al mistero c’è anche il racconto di fatti realmente accaduti ad affascinare il pubblico. Proprio per questo molte serie Netflix (vedi What Jennifer Did, o I fratelli Menendez) sono seguitissime nonostante già si conosca ‘il finale’.
Questo deriva da una curiosità innata riguardo alla psicologia umana. Perché proprio quell’uomo ‘comune’ ha commesso questo crimine? Quale è stata la leva che ha fatto scattare un istinto così basso? E soprattutto é davvero possibile far coesistere due anime così diverse dentro la stessa persona? Guardando tutto questo fuori di noi ci interroghiamo allo stesso tempo sulla sua esistenza dentro di noi, rintracciando somiglianze e differenze.
Qui si innesca l’altro grande tema che accompagna il true crime che è quello dell’eterna lotta tra bene e male e della sua non dualità. Infatti se da un lato la visione manichea del mondo per cui il bene lotta contro il male ci dà tanta sicurezza, dall’altro l’analisi attenta di una storia true crime sconfessa questa visione. Ad esempio l’analisi del background psicologico di un killer (abusi e traumi nella sua infanzia) ci può persino portare a provare compassione per il killer stesso.
Forse è proprio la complessità di tutti questi fattori messi insieme che affascina così tanto gli spettatori e rende il true crime un genere cinematografico di successo ed in continua ascesa. Attenzione però! La visione di questo tipo di contenuti ha anche delle controindicazioni. Infatti secondo vari siti di psicologia le implicazioni psico-emotive di un’eccessiva esposizione a questo tipo di cinema sono varie.
Guardare troppe storie di crimini violenti infatti aumenterebbe ansia e paura ed allo stesso tempo contribuirebbe a farci percepire il mondo come un luogo pericoloso e poco sicuro. Inoltre alla lunga porterebbe anche ad una de-sensibilizzazione rispetto alla violenza.