Uno studio sull’economia del settore cinematografico e audiovisivo dell’area Asia-Pacifica evidenzia una fase di crescita costante. Il principale motore di questa espansione è lo streaming, mentre la televisione via cavo continua progressivamente a perdere centralità, allontanandosi sempre più dall’essere la scelta principale del pubblico, secondo le previsioni di Media Partners Asia.
Media Partners Asia, società di ricerca con sede a Singapore, ha pubblicato il suo rapporto annuale su video e connettività a banda larga nell’area Asia-Pacifico. Il report prevede che i ricavi complessivi del settore audiovisivo saliranno da circa 171 miliardi di dollari nel 2025 a circa 196 miliardi di dollari entro il 2030. In questo periodo, i video online rappresenteranno la quasi totalità dei guadagni netti del settore.
La crescita dei video premium e dei contenuti dei creator
Secondo lo studio, i video premium on demand che includono sia le piattaforme in abbonamento sia i brand content raggiungeranno circa 52 miliardi di dollari entro il 2030, partendo da 12,5 miliardi di dollari di oggi. Parallelamente, i video generati dai content creator all’interno delle piattaforme di social media cresceranno di 11,4 miliardi di dollari, arrivando a un valore complessivo di 44,5 miliardi di dollari.
Questa evoluzione comporterà, secondo le previsioni, un drastico calo dell’utilizzo della televisione tradizionale, che registrerà una contrazione complessiva stimata in circa otto milioni di dollari.
Vivek Couto, CEO e direttore esecutivo di Media Partners Asia, osserva come questo scenario comporti un progressivo spostamento dell’utenza verso lo streaming, le piattaforme social e modelli di monetizzazione basati sulla CTV (Connected TV), ovvero dispositivi televisivi dotati di connessione a Internet, comunemente definiti smart TV. I contenuti fruibili attraverso la CTV sono destinati a crescere ulteriormente, mentre la televisione tradizionale si trova di fronte a un ridimensionamento strutturale.
Sottolineando il tipo di contenuti fruibili attraverso CTV sono destinati a crescere sempre di più. Dall’altra parte l’utilizzo della televisione in senso tradizione si trova di fronte a una completa scalata verso il basso. Quello che farà la differenza tra le due tipologie di fruizione di contenuti non sarà la quantità di contenuti, ma la capacità: monetizzare esperienze premium, ancorate allo sport, alla programmazione locale di alta qualità, a formati emergenti come i micro-drama e, sempre più, all’efficienza supportata dall’intelligenza artificiale lungo tutta la catena del valore dei contenuti. In effetti, nel caso dei contenuti brandizzati, le piattaforme social si confermano le più efficaci nel mantenere alta l’attenzione degli utenti, facendo leva sul rapporto diretto tra content creator e pubblico.
Giappone e India: due modelli di crescita a confronto
I principali mercati di distribuzione dei contenuti nell’area Asia-Pacifica sono Giappone e India. In Giappone, la crescita è trainata da una strategia basata su prezzi più elevati, contenuti locali premium, una forte differenziazione di prodotti audio-visivi sportivi e da una più matura diffusione dei modelli AVOD (ovvero Advertising Video on Demand, un modello di streaming che offre contenuti non a pagamento e che vengono finanziati nella loro interezza da pubblicità come ad esempio YouTube).
In India, invece, la distribuzione dei contenuti si fonda su elevati volumi di produzione ed è sostenuta da una solida monetizzazione pubblicitaria, oltre che da miglioramenti dell’ARPU (ovvero Ricavo medio per utente) e da una crescente diffusione della TV connessa.
Media Partners Asia stima che attualmente vi siano circa 160 milioni di famiglie dotate di CTV nell’area Asia-Pacifica (Cina esclusa), con un incremento previsto di quasi 100 milioni entro il 2030 in Giappone, India, Corea del Sud, Indonesia, Thailandia, Filippine e Australia. L’adozione della TV connessa sta contribuendo ad aumentare l’engagement, la flessibilità dei prezzi e l’efficacia dei ricavi pubblicitari.
Social media e pubblicità
I contenuti che beneficiano maggiormente della pubblicità online sono quelli diffusi tramite piattaforme di social media come YouTube, Meta e TikTok. Nel mercato cinese, invece, la crescita è dominata da Douyin, Kuaishou e Tencent.
L’utilizzo sempre più diffuso di social media per fruire di contenuti ha portato a una evoluzione dei contenuti presenti all’interno di queste piattaforme, sempre più frequenti infatti sono i contenuti ad episodi dove proprio per la brevità dei video che la piattaforma permette di riprodurre, i content creator sono costretti a dividere in più parti il proprio racconto. Questo tipo di contenuto permette quindi di poter diventare gran parte del fatturato soprattutto in Cina ma che potrebbe diffondersi anche India, Indonesia, Giappone e Thailandia nei prossimi cinque anni.
L’aumento dell’ARPU e il ruolo dell’AVOD premium
In paesi come Australia, Giappone e Corea del Sud, la crescita dello streaming premium è sempre più trainata dall’aumento dell’ARPU. Le piattaforme stanno quindi incrementando i prezzi e introducendo offerte di fascia alta. I ricavi dell’AVOD premium sono destinati a crescere in modo significativo entro il 2030 da 8 miliardi di dollari nel 2025 a oltre 12 miliardi di dollari con a capo India, Giappone e Australia, seguiti da Corea del Sud e Indonesia.
La crescente adozione dell’intelligenza artificiale nei processi di sviluppo, post-produzione e marketing sta riducendo costi e tempi di produzione, rafforzando il vantaggio competitivo delle piattaforme con cataloghi ampi e modelli di monetizzazione diversificati.
Prospettive future e concentrazione del mercato
In conclusione, lo studio della MPA prevede una crescita complessiva del mercato dell’Asia-Pacifica con un CAGR (tasso di crescita annuo composto, permettendo quindi di poter valutare la performance a lungo termine e riuscendo a fornire una idea chiara del tasso di crescita annuale) del 2,8% dal 2025 al 2030. I video online cresceranno a CAGR del 7% e le principali piattaforme che rappresentano il 58% dei ricavi video online totali nel 2025, a consolidare ulteriormente la loro posizione, confermando una forte concentrazione del mercato guidata da YouTube, Douyin/TikTok e Netflix, insieme a forti campioni nazionali come JioHotstar in India e U-Next in Giappone.
Questa trasformazione non riguarda soltanto i modelli economici, ma anche il modo in cui il pubblico si relaziona ai contenuti. Il passaggio dalla televisione tradizionale allo streaming e alla CTV segna un cambiamento culturale profondo, in cui la fruizione diventa sempre più frammentata. In questo contesto, il successo futuro delle piattaforme non dipenderà solo dalla capacità di produrre contenuti, ma dalla comprensione delle abitudini e delle aspettative del pubblico. In definitiva, i dati confermano che il futuro dell’audiovisivo non sarà determinato solo dalla crescita dei ricavi, ma dalla capacità di adattarsi a un ecosistema in continua evoluzione, in cui streaming, social media e CTV ridefiniscono linguaggi e modelli.