La sposa!

Maggie Gyllenhaal, le dichiarazioni al Busan Film Festival

Maggie Gyllenhaal ha parlato del suo modo di intendere la regia e dell’importanza di ascoltare le persone che lavorano a un film durante una conferenza stampa al Busan International Film Festival.

Secondo Maggie Gyllenhaal, attrice e regista, i migliori registi con cui ha lavorato come interprete hanno sempre saputo riconoscere il valore delle idee delle persone che li circondavano.

Erano le persone molto spaventate… o semplicemente non molto intelligenti, quelle che cercavano di mettere a tacere le voci degli altri

Il valore delle idee sul set

Maggie Gyllenhaal ha raccontato che, quando ha iniziato a dirigere il suo primo lungometraggio, The Lost Daughter, la sua principale preoccupazione era che tutte le persone coinvolte nella lavorazione si sentissero libere di contribuire: dagli attori al direttore della fotografia, fino allo scenografo e al capo elettricista. Per la regista, il potere decisionale che deriva dal ruolo non dovrebbe essere utilizzato per impedire agli altri di esprimersi.

Gyllenhaal è convinta che un film costruito anche sulle idee delle persone che compongono la troupe possa essere molto migliore di uno realizzato cercando semplicemente di riprodurre qualcosa immaginato dal regista in completa solitudine. Quindi parliamo della produzione di un film come un grande lavoro di squadra.

Flesh Impact e Marilyn Monroe

Gyllenhaal si trova a Busan per presentare Flesh Impact, cortometraggio da lei scritto e diretto nel quale Ellen Burstyn interpreta Marilyn Monroe all’età di 100 anni, mentre Dakota Johnson interpreta la star durante la sua giovinezza.

Il progetto è nato da una commissione di Genesis, marchio automobilistico di lusso e storico sponsor del festival di Busan, per celebrare quello che sarebbe stato il centesimo compleanno di Monroe, nel mese di giugno.

Gyllenhaal ha raccontato di conoscere inizialmente Monroe soprattutto attraverso la sua immagine di icona cinematografica. Prima di decidere se avesse qualcosa da dire sulla star, si è presa una settimana per studiarla, leggendo libri su di lei e guardando i suoi film.

L’idea che ha infine proposto a Genesis, ammette la regista, le sembrava inizialmente qualcosa che il marchio non avrebbe mai accettato. Genesis, invece, ha approvato il progetto e Gyllenhaal ha completato la sceneggiatura nell’arco di un weekend.

Nel film, che vede nel cast anche Peter Sarsgaard e Sepideh Moafi, Marilyn Monroe viene celebrata insieme a Ellen Burstyn e Dakota Johnson e alle loro rispettive carriere.

Dall’interpretazione alla regia, carriera di Maggie Gyllenhaal

Per Gyllenhaal il passaggio dalla recitazione alla produzione e poi alla scrittura e alla regia è avvenuto in modo naturale. Quando era giovane, racconta, erano poche le donne che dirigevano e per una donna che amava il cinema e voleva raccontare storie la recitazione sembrava quindi la strada più immediata.

Dopo molti anni davanti alla macchina da presa, però, ha iniziato a sentire di aver bisogno di raccontare e dire altro, questa volta dietro la macchina da presa. Il passaggio alla scrittura e alla regia è iniziato otto anni fa proprio con The Lost Daughter.

Anche il cinema fa parte della sua storia familiare. Suo padre, Stephen Gyllenhaal, è un regista, mentre sua madre, Naomi Foner, è sceneggiatrice. Durante l’infanzia, racconta, la famiglia andava al cinema quasi ogni venerdì sera. Suo fratello Jake Gyllenhaal, apparso in The Bride!, è invece per lei un amico molto vicino, capace di offrirle punti di vista differenti.