Mickey Rourke e la sua rovina economica
L’attore Mickey Rourke si è rivolto disperato ai suoi fan, aprendo una raccolta fondi su GoFundMe: dovrà pagare l’affitto arretrato o sarà sfrattato.

Puoi essere tra gli attori più capaci e carismatici al mondo e segnare indelebilmente intere generazioni di spettatori, ma la fama non è permanente così come la stabilità economica, e se non trovi il modo di rinnovarti, o quanto meno di stabilizzarti, tutto ciò che hai costruito in anni di carriera potrebbe crollarti tra le mani come un castello di carte.
Questa è l’amara morale della parabola di Mickey Rourke, attore che tra alti e bassi, apparenti declini e ritorni sulle scene, controversie e pettegolezzi si è ritagliato un posto nell’immaginario collettivo degli spettatori, in particolare quelli della generazione anni ’80 e ’90, ma che da anni sembra essere completamente scomparso dalle scene.
Dopo mesi e mesi di silenzio radio, i primi veri aggiornamenti che abbiamo sull’attore statunitense non sono esattamente dei più ottimistici: Mickey Rourke ha infatti aviato una campagna di raccolta fondi su GoFundMe per poter pagare 60.000 dollari di affitto arretrato. Se non ci riuscirà, verrà sfrattato dalla sua casa di Los Angeles.
Mickey Rourke disperato: “La fama non protegge dalle difficoltà”
La raccolta fondi è stata lanciata dall’attore candidato all’Oscar a dicembre con la dicitura “Aiutiamo Mickey Rourke a restare a casa sua”: la campagna, aperta con l’obbiettivo di arrivare a 100.000 dollari, ne ha raccolti finora 19.819.
Così recita la pagina:
“Mickey Rourke è entrato nel cinema americano come una forza della natura—crudo, senza paura e completamente originale. Negli ultimi anni ’70 e negli anni ’80, non era solo una star del cinema; era un simbolo di qualcosa di raro: il pericolo abbinato alla vulnerabilità, la durezza abbinata al cuore. Da ‘A cena con gli amici’ a ‘Rusty il selvaggio’ a ‘9 settimane e mezzo’, Mickey ha offerto al pubblico interpretazioni che sembravano vissute, non recitate, lasciando un segno permanente nella cultura cinematografica americana. (…) La fama non protegge dalle difficoltà e il talento non garantisce stabilità. Ciò che resta è una persona che merita dignità, un alloggio e la possibilità di rimettersi in piedi.”
Approdato alla recitazione dopo aver abbandonato la carriera di pugile, la fama di Rourke è esplosa nel 1983, con Rusty il Selvaggio di Francis Ford Coppola, consolidata poi con Il Papa del Greenwich Village, 9 settimane e mezzo, o Angel Hart – Ascensore per l’Inferno, ma anche prodotti più recenti comela saga de I Mercenari creata da Sylvester Stallone, Sin City, tratto dall’omonima graphic novel di Frank Miller, ma soprattutto The Wrestler di Darren Aronofsky.
Di recente era stata ufficializzata la partecipazione di Rourke a Mascots, thriller indipendente scritto e diretto da Kerry Mondragon, tuttavia la morte di Udo Kier, il quale avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di co-protagonista, ha lasciato la pellicola in un limbo produttivo.