Dalla prima occasione mancata di Boogie Nights al primo film insieme: Anderson e DiCaprio raccontano One Battle After Another e il futuro del cinema.
Alcune collaborazioni sembrano scritte nel destino, ma il cinema ama prendersi il suo tempo. Paul Thomas Anderson e Leonardo DiCaprio si incontrano per la prima volta alla fine degli anni Novanta, durante il casting di Boogie Nights (qui la nostra recensione). Non lavorano insieme, ma restano in contatto.
Quasi trent’anni dopo, quel dialogo sospeso diventa One Battle After Another (qui la nostra recensione), film nato da un’idea coltivata per oltre quindici anni e oggi diventato il maggiore successo commerciale di Anderson.
Nell’intervista rilasciata a Screen International Paul Thomas Anderson Anderson e Leonardo DiCaprio ripercorrono quella lunga attesa, parlano di improvvisazione, costruzione dei personaggi e del loro sguardo – sorprendentemente ottimista – sull’industria cinematografica.
La trama di One Battle After Another
Il film segue Pat Calhoun (Leonardo DiCaprio), ex artificiere di un gruppo rivoluzionario clandestino chiamato French 75. Anni dopo vive sotto falsa identità, Bob Anderson, isolato dal mondo con la figlia adolescente Willa. La madre di lei, Perfidia, ha tradito il movimento ed è fuggita in Messico. Quando il colonnello Lockjaw scatena una caccia personale contro padre e figlia, il passato politico e familiare torna a reclamare il suo prezzo.
Paul Thomas Anderson e Leonardo DiCaprio: l’incontro
Quando Anderson ripensa al primo incontro con DiCaprio, lo colloca davanti allo schermo. Racconta di essere andato a vedere This Boy’s Life per Robert De Niro e per il regista Michael Caton-Jones, ma di essere uscito dalla sala con una sola domanda in testa: “Chi diavolo è questo?”.
Ricorda di aver chiesto un parere a John C. Reilly, che gli rispose semplicemente: “Ci sto lavorando adesso”.
DiCaprio, dal canto suo, racconta di aver incontrato Anderson dopo Hard Eight e di aver vissuto Boogie Nights come un vero film generazionale. Dice che per lui e per i suoi amici fu il momento in cui si capì che stava emergendo uno dei cineasti fondamentali della loro epoca.
Perché non avete lavorato insieme prima?
Anderson è diretto: “Non c’è mai stato un rifiuto. Io seguivo le storie che sentivo di dover raccontare e Leo non poteva entrare in ogni film. Alla fine, la pazienza ha funzionato”.
DiCaprio aggiunge che l’idea di One Battle After Another risale a più di quindici anni fa e che colpisce quanto oggi risulti attuale. “Come dice un personaggio del film: quindici anni dopo, è cambiato molto poco”.
A spingere davvero i due a lavorare insieme, anni dopo, è stata anche una figura comune: Adam Somner. DiCaprio lo definisce il più grande primo assistente alla regia di sempre. “Io avevo fatto quattro film con lui, Paul sette o otto. Disse: ho lavorato con Leo, ho lavorato con Paul, è ora che vi incontriate”. Somner ha prodotto One Battle After Another ed è scomparso nel novembre 2024; il film è dedicato a lui.
One battle after another
Che tipo di universo avete costruito in One Battle After Another?
“Quando ho letto la sceneggiatura ho pensato a Star Wars“, dice DiCaprio. “Il lato oscuro, le forze in campo, il prescelto. Ma è tutto profondamente radicato nella realtà, anche nei personaggi più piccoli”.
Com’è stato il lavoro sul set?
DiCaprio parla di un cinema quasi artigianale: “Poche persone sul set, workshop prima delle riprese, prove che diventano parte dei personaggi”. Le location sono centrali: “Arrivare nel nord della California e sedermi nella casa di Bob mi ha fatto capire subito la sua paranoia”.
Quanto conta l’improvvisazione nel metodo Anderson?
“Paul ascolta tantissime idee e poi sceglie quella giusta”, dice DiCaprio. “Il suo “bullshit detector” è potentissimo”.
Anderson conferma, ridendo, e alla domanda se DiCaprio lo abbia sorpreso risponde senza esitazioni: “Assolutamente sì. È per questo che lavori con grandi attori. Ogni giorno è una scoperta”.
Il rapporto padre-figlia è volutamente duro. Perché?
“Avevamo una sola scena per raccontarli insieme”, spiega Anderson. “E non volevamo mostrarli mentre si dichiarano amore”.
DiCaprio aggiunge: “Ci aspettiamo l’immagine del padre perfetto. Qui litigano, si urlano contro. È uno spaccato di vita. Molti mi hanno detto di riconoscersi in quel rapporto”.
Come avete scelto Chase Infiniti e Teyana Taylor?
Anderson racconta che la ricerca per Willa è durata anni, fino all’arrivo di Chase Infiniti, “già completamente formata”. DiCaprio ne sottolinea la maturità unita a un’innocenza che spinge a volerla proteggere.
Su Teyana Taylor, Anderson parla di una scelta rischiosa: “Un personaggio egoista, capace di alienare il pubblico”. DiCaprio aggiunge che, pur avendo meno spazio, “lascia devastazione dietro di sé”.
Quanto c’è di Sean Penn nel colonnello Lockjaw?
“Tutto”, dice Anderson. “Io ero un turista nel mondo militare. Sean lo conosce”.
DiCaprio racconta che vedere le sue scene nei giornalieri ha aumentato la percezione della minaccia e la paranoia del suo personaggio.

Paul Thomas Anderson e Leonardo DiCaprio: il futuro del cinema
Quando il discorso si sposta sullo stato dell’industria cinematografica, Anderson liquida il pessimismo diffuso con una frase secca: “Tutti si lamentano sempre. Io sono ottimista, è nella mia natura”.
DiCaprio è più cauto: non sa quale sarà il formato del futuro, ma spera che continui a esserci spazio per film come One Battle After Another.
Alla domanda se questo film segni l’inizio di una nuova collaborazione stabile, Anderson risponde che l’amicizia c’era già, ma che spera diventi un lungo rapporto di lavoro.
Guardando avanti, l’attore annuncia un nuovo film con Martin Scorsese e Jennifer Lawrence, tratto dal romanzo What Happens At Night di Peter Cameron. Anderson, invece, dice di avere solo sogni a occhi aperti, nessun progetto ancora definito.
