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Paramount, il ritorno di Max Landis. Condito da polemiche
La Paramount dà una chance a Max Landis, uno sceneggiatore dal passato controverso che era scomparso dalla scena pubblica. A Hollywood si riaccende la polemica.
Hollywood adora le seconde possibilità. O almeno, ama parlarne. E adesso sul tavolo della Paramount c’è un nome che fino a qualche anno fa sembrava definitivamente archiviato: Max Landis.
Lo sceneggiatore, finito al centro di pesanti accuse di molestie sessuali nel 2019 e scomparso dai radar delle major, starebbe lavorando a una nuova idea per rilanciare il franchise di G.I. Joe. Non preparando una sceneggiatura completa, ma un trattamento: il primo passo per capire se l’industria è pronta – o meno – a riaprirgli le porte.
La notizia, rimbalzata su Entertainment Weekly, aggiunge un dettaglio interessante: anche Danny McBride starebbe sviluppando un progetto parallelo ambientato nello stesso universo. Due visioni concorrenti per lo stesso marchio.
Ufficialmente non comunicanti, ufficiosamente forse destinate a convergere. Insomma: Paramount sta sondando il terreno, cercando la formula giusta per rianimare un brand che al cinema non ha mai davvero trovato la quadratura del cerchio.
Un franchise in cerca di identità
Dopo il debutto muscolare con G.I. Joe: The Rise of Cobra e il seguito più testosteronico G.I. Joe: Retaliation, con Dwayne Johnson a portare carisma e bicipiti, la saga ha provato la strada del reboot con Snake Eyes: G.I. Joe Origins, affidato a Henry Golding. Risultato? Incassi tiepidi e prospettive congelate.
Poi il colpo di coda: nel finale di Transformers: Rise of the Beasts, il protagonista interpretato da Anthony Ramos riceve un biglietto da visita con il logo G.I. Joe.
Un teaser elegante per annunciare un crossover ufficialmente messo in cantiere da Paramount nel 2024.
Landis e Paramount: Hollywood è pronta?
Il possibile coinvolgimento di Landis, però, è la vera variabile imprevedibile. Figlio del regista di Animal House John Landis, aveva costruito una carriera brillante e irregolare: dall’exploit di Chronicle alla scrittura di Bright per Netflix, passando per la serie Dirk Gently’s Holistic Detective Agency.
Poi le accuse, l’articolo del The Daily Beast, l’isolamento professionale. Nel 2021, su Medium, lo sceneggiatore ha ammesso che “alcune delle cose dette su di me sono vere”, parlando di instabilità emotiva e comportamenti distruttivi. Da allora si è mosso ai margini dell’industria tradizionale.
Ora la domanda non è solo creativa, ma simbolica: Hollywood è pronta a riaccoglierlo? O sta semplicemente tastando il terreno, perché in fondo si tratta “solo” di un trattamento?
In un’epoca in cui i franchise sono più forti dei singoli autori, la vera protagonista resta la proprietà intellettuale. E se G.I. Joe troverà finalmente una direzione chiara, magari in rotta di collisione con i Transformers, il nome in copertina potrebbe contare meno del previsto.
