Dal 15 al 20 Gennaio il Museo del Cinema presenterà la retrospettiva : Sarah Maldoror: un’artista in libertà. Ad ospitarla sarà il Cinema Massimo di Torino.

Sarah Maldoror e la lotta sociale
Francia, anni Settanta, la giovane Sarah Maldoror, figlia di immigrati della Guadalupe inizia a farsi un nome nel panorama cinematografico francese ed internazionale e lo fa con coraggio, autenticità e voglia di rivoluzionare tutti i canoni esistenti.
In un’epoca in cui parlare di colonialismo e post- colonialismo era ancora un tabù , uno dei primi lavori della Maldoror fu quello di aiuto regista a Gillo Pontecorvo nel film La battaglia di Algeri. Subito dopo esce con il suo primo film Monangabé, corto sull’indipendenza dell’Angola. Poi gira in Africa il primo film da regista: Sambizanga.
Nata nel 1929 e venuta a mancare nel 2020 a causa di complicazioni legate al Covid-19, Sarah Maldoror rappresenta una figura pionieristica per qualsiasi regista o attore panafricano. I suoi lavori poliedrici hanno raccontato le guerre di liberazione dalle ex colonie con accortezza ed aderenza alla realtà.
Un cambio di prospettiva
Le sue opere sono state le prime ad uscire dallo sguardo euro-centrico apposto a queste tematiche dando risalto in modo particolare al ruolo delle donne nella lotta politica africana. Questo cambio nello sguardo rappresenta anche un cambio nella rappresentazione sociale ed un cambio nella percezione del pubblico su questi temi. L’apporto sociale del suo lavoro è uno dei motivi per cui il questa artista é così importante oggi per le nuove generazioni.
L’omaggio del Museo del Cinema a questa cineasta, che nella sua ‘ribellione’ ha restituito verità ai fatti legati alla storia coloniale africana, sarà promosso anche dall’ Alliance Française di Torino e dall’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, sotto la cura di Daniela Ricci. In contemporanea il 16 gennaio si terrà anche la lettura di una sua poesia inedita presso il Circolo dei Lettori.