210Views
Scream 7: Kevin Williamson rompe il silenzio sulle proteste
Scream 7 sbarca al cinema accompagnato dalle polemiche. Il regista Kevin Williamson commenta i boicottaggi che hanno diviso il fandom horror.
Il giorno del debutto in sala di Scream 7 è finalmente arrivato, ma l’ombra delle polemiche continua ad allungarsi inesorabilmente sul franchise. Nelle ultime ore, il regista e creatore storico della saga, Kevin Williamson, ha deciso di affrontare apertamente l’elefante nella stanza: le proteste e le campagne di boicottaggio online che hanno segnato l’intera travagliata genesi del film, esplose dopo il controverso licenziamento di Melissa Barrera e il successivo addio di Jenna Ortega.
In una lunga intervista concessa in occasione della première, Williamson ha mantenuto un tono diplomatico ma visibilmente provato dalla situazione. “Capisco la rabbia del pubblico e rispetto profondamente il diritto di ognuno di protestare e far sentire la propria voce”, ha dichiarato il cineasta. “Il fandom di questo genere è sempre stato estremamente passionale e viscerale. Tuttavia, il mio compito era cercare di tenere in vita un franchise che amo da trent’anni e dare una degna chiusura alla storia di Sidney Prescott”
Una frattura difficile da sanare
Le parole di Williamson cercano di gettare acqua sul fuoco proprio mentre i cinema si preparano a misurare il reale impatto del boicottaggio sul botteghino del primo weekend. Molti appassionati si sono organizzati sulle piattaforme social per invitare disertare le sale, accusando lo studio di produzione Spyglass di censura politica.
L’incognita del botteghino e il ritorno di Sidney
“Abbiamo messo il cuore in questo capitolo per riportarlo alle atmosfere tese e claustrofobiche del 1996”, ha concluso Williamson, provando a riportare l’attenzione sull’aspetto puramente artistico dell’opera. Il film, infatti, punta tutto sull’effetto nostalgia, schierando in prima linea il grande e discusso ritorno di Neve Campbell e Courteney Cox contro un nuovo Ghostface. Basterà il richiamo delle “final girl” originali a salvare gli incassi?
