L’antitrust del Regno Unito avvia un’indagine formale sulla mega-fusione da 110 miliardi tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery.
Londra avvia l’indagine sul maxi-accordo
La Competition and Markets Authority (CMA) — l’organo governativo britannico che vigila sulla concorrenza e tutela i consumatori — ha aperto ufficialmente un’istruttoria sulla colossale acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount Skydance, guidata da David Ellison. Un affare da ben 110 miliardi di dollari che sta ridisegnando i vertici dell’intrattenimento mondiale.
Il regolatore inglese ha fissato la prima scadenza cruciale al 7 agosto, data entro la quale dovrà decidere se approvare l’operazione o far scattare una “fase due” di indagine molto più approfondita. Secondo le prime indiscrezioni, l’obiettivo della CMA in questo primo stadio è stabilire se la fusione possa concretamente soffocare la concorrenza e penalizzare il mercato interno del Regno Unito.
La guerra dello streaming e le barricate negli USA
L’avvio dell’indagine britannica arriva subito dopo una prima fase di raccolta informazioni, durante la quale l’antitrust ha invitato i soggetti interessati a esprimere i propri pareri sull’impatto dell’operazione. Questa mossa rappresenta solo l’ultimo ostacolo in ordine di tempo per un accordo nato dopo una vera e propria guerra al rialzo: a febbraio, infatti, Paramount era riuscita a strappare Warner Bros. dalle mani di Netflix, unendo sotto un unico tetto colossi come CNN e CBS per tentare il grande assalto al mercato dello streaming.
Il progetto di fusione, tuttavia, sta incontrando forti resistenze globali. Negli Stati Uniti e in Europa, le associazioni di registi, sceneggiatori, attori e proprietari di sale cinematografiche hanno già espresso profonda preoccupazione per le ricadute su occupazione e costi per gli utenti. Inoltre, la pressione legale sta aumentando anche oltreoceano: fonti vicine al dossier confermano che Stati chiave come la California e New York stanno preparando una causa per bloccare l’accordo, con l’ufficio del Procuratore Generale californiano che ha ribadito come le indagini sul territorio americano restino pienamente attive.
Resta ora da capire se le barricate sollevate dalle autorità di qua e di là dall’Atlantico riusciranno a congelare definitivamente “il matrimonio dell’anno” o se i due colossi troveranno la chiave per superare i severi nodi regolamentari.