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The Hunted, Lilly Wachowski porta di nuovo in scena la distopia
Lilly Wachowski presenta The Hunted con una lettura dal vivo: il thriller politico prodotto anche da Natasha Lyonne arriva al Dynasty Typewriter.
The Hunted, thriller politico distopico scritto da Lilly Wachowski insieme a Mickey R. Mahoney, sarà presentato attraverso una lettura dal vivo il 7 e 8 agosto al Dynasty Typewriter, prima ancora di arrivare sul set.
Il progetto è in fase avanzata di sviluppo e coinvolge un gruppo produttivo che include Natasha Lyonne, attraverso Ariadne Collective, lo studio indipendente da lei lanciato con Sean Lennon ed Evan Ross.
La scelta del live read sposta il progetto fuori dalla riservatezza abituale dello sviluppo cinematografico. Prima del casting ufficiale, prima dei trailer, prima del circuito promozionale, Wachowski mette la sceneggiatura davanti a un pubblico, per misurare la temperatura culturale del film e raccogliere l’attenzione LGBTQIA+ attorno al testo e al tema politico dell’opera.
Un thriller politico dentro l’America della cancellazione
The Hunted viene descritto come un thriller politico tagliente nella scia di Wild in the Streets e V for Vendetta.
L’ambientazione è un’America distopica in cui le persone trans vengono brutalizzate, marginalizzate e spinte fuori dal campo della rappresentazione sociale. Da un crimine nasce una catena di cura reciproca e resistenza, mentre due donne trans iniziano una ricerca che conduce fino ai livelli più alti del governo.
Wachowski porta dentro il genere un tema che nel cinema industriale viene spesso trattato con cautela, oppure relegato ai margini del racconto: violenza istituzionale, comunità sotto pressione, repressione politica, sopravvivenza collettiva. Qui la comunità trans diventa centro narrativo, motore emotivo e soggetto politico.
Il coinvolgimento di Natasha Lyonne aggiunge peso produttivo al progetto: Ariadne Collective si muove infatti come struttura indipendente interessata a materiali anomali, identitari, politicamente esposti. Insieme a Wachowski e Mahoney, figurano tra i produttori anche Lawrence Mattis e Sarah Marie Flores per Anarchists United, oltre a Jason Weinberg e Daniel Flick per Untitled Entertainment.
La cura reciproca come risposta alla distopia
Il cinema di genere ha spesso usato la distopia per rendere visibili tensioni già presenti nel corpo sociale: tuttavia il rischio è che una distopia centrata sulle persone trans, anziché aggiornare quel conflitto dentro una battaglia culturale contemporanea, possa essere letta dal pubblico maggioritario come racconto “di nicchia”, anziché come diagnosi generale del potere.
Raccontare la brutalizzazione delle persone trans significa confrontarsi con un immaginario già segnato da vittimizzazione, trauma e rappresentazioni spesso ridotte alla sofferenza. La presenza, nell’ascolto delle parole prima ancora che nel film, della cura reciproca e della resistenza comunitaria, indica una direzione diversa: non solo esposizione alla violenza, ma organizzazione, legame, risposta politica.
In Cloud Atlas, mentre il potere reincarnava la propria violenza, qualcuno cadeva e qualcun altro lo afferrava: e quel gesto era l’unica cosa che valesse davvero il racconto. In un’industria che spesso usa l’inclusione come marchio promozionale, The Hunted affronta la propria sceneggiatura cercando prima di tutto un’alleanza con il suo pubblico.
