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The Voice of Hind Rajab: il film-manifesto che ha segnato Venezia 82

The Voice of Hind Rajab: il film-manifesto che ha segnato Venezia 82

Kaouther Ben Hania porta al Lido il film più potente di questa edizione della Mostra del Cinema: The Voice of Hind Rajab è un vero e proprio atto politico.

Presentato in concorso alla 82ª edizione, The Voice of Hind Rajab si candida a diventare il manifesto politico e civile del nostro tempo. Alla conferenza stampa, il cast ha indossato spille con la scritta “Enough” per chiedere la fine del massacro a Gaza, un gesto accolto con commozione dal pubblico e dalla stampa. La regia è della tunisina Kaouther Ben Hania e la produzione è internazionale e vede coinvolti Brad Pitt, Joaquin Phoenix, Rooney Mara, Jonathan Glazer e Alfonso Cuarón, testimonianza della portata globale del progetto.

The Voice of Hind Rajab: la trama

Il film ricostruisce le drammatiche ore del 29 gennaio 2024, quando Hind Rajab, sei anni, rimase intrappolata in un’auto crivellata dai colpi, circondata dai corpi dei suoi familiari. La sua voce al telefono con i volontari della Mezzaluna Rossa fu l’unico filo di speranza per la salvezza.

Ben Hania sceglie di utilizzare le registrazioni autentiche di quelle chiamate, affiancandole a immagini e interpretazioni che restituiscono la tensione dei soccorritori. Una scelta radicale e necessaria: “Doppiarla mi sembrava un tradimento. Hind è rimasta senza voce, così come Gaza. Si sta cercando di silenziare un intero popolo”, ha spiegato la regista Kaouther Ben Hania.

Il film oscilla tra documentario e finzione, costruendo un’atmosfera soffocante fatta di attese e silenzi interminabili e telefonate continue. L’esercito israeliano non appare mai, ma è costantemente evocato, invisibile eppure incombente. La tensione cresce progressivamente, fino alla scena finale: un epilogo che lascia lo spettatore disarmato.

Un cast corale, con Motaz Malhees, Clara Khoury, Amer Hlehel, Saja Kilani, azzera qualsiasi distanza tra finzione e realtà. Le interpretazioni, fuse con gli audio autentici della piccola Hind, restituiscono la verità di un momento storico che il cinema si assume il compito di non lasciare svanire.

L’accoglienza a Venezia 82

24 minuti di applausi: un’ovazione che ha confermato l’impatto emotivo e politico dell’opera. Hind diventa così il simbolo di un popolo che implora aiuto, ma anche della riflessione universale sulla violenza della guerra e sull’indifferenza dei governi. In un contesto in cui la realtà sembra anestetizzata, il cinema, insieme all’arte e alla musica, riafferma il suo ruolo: scuotere, denunciare, risvegliare le coscienze delle masse.

In concorso a Venezia, e scelto dalla Tunisia come candidato agli Oscar 2026, The Voice of Hind Rajab è una delle esperienze più potenti del cinema civile contemporaneo. Non offre consolazione né rassicurazione: è un grido che chiede giustizia e umanità.