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Trump cambia idea: “Non mi espongo tra Netflix e Paramount”

Dietrofront del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla disputa tra Netflix e Paramount Skydance per l’acquisto degli asset di Warner Bros. Discovery. 

Il Presidente americano torna sui suoi passi (e non è la prima volta). In un’intervista a NBC Nightly News con Tom Llamas, ha detto chiaramente: “Non ho partecipato… Ho deciso che non dovrei essere coinvolto. Il Dipartimento di Giustizia si occuperà di questo.” Ma torniamo un attimo indietro.

Quando e come nasce la sfida

Tutto ha inizio nei primi giorni di dicembre del 2025. Il 5 dicembre Netflix annuncia un accordo per acquistare gli asset di Warner Bros. Discovery (studi, HBO/HBO Max, ecc.) con un’operazione da circa 82,7 miliardi di dollari. Pochi giorni dopo, l’8 dicembre, Paramount Skydance lancia un’offerta ostile non sollecitata per acquisire Warner Bros. Discovery, offrendo circa 108,4 miliardi di dollari (tutto in contanti) e cercando di convincere direttamente gli azionisti a vendere le loro azioni.

Il 17 dicembre 2025 il consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery rifiuta ufficialmente l’offerta di Paramount, considerandola “illusoria” e inferiore all’accordo con Netflix. Passa poco meno di un mese, e il 17 gennaio 2026 Paramount presenta una causa legale chiedendo maggiori informazioni su come WBD ha valutato e scelto l’offerta di Netflix, sostenendo che gli azionisti non possono giudicare correttamente le due proposte senza quei dettagli. Dopodiché Paramount ha esteso la scadenza della propria offerta fino a fine febbraio 2026, con l’obiettivo di convincere gli azionisti.

Ma cosa centra Trump?

Anche se formalmente le decisioni sull’acquisizione devono essere prese da autorità indipendenti come il Dipartimento di Giustizia (DOJ) e gli enti regolatori antitrust, Donald Trump, in qualità di presidente degli Stati Uniti, ha parlato pubblicamente della questione, suscitando attenzione perché storicamente la Casa Bianca raramente si espone così da vicino su fusioni private.

La prima dichiarazione di Trump sul tema arriva dopo l’offerta di Netflix da quasi 83 miliardi di Netflix per l’acquisizione della WBD. Ha infatti detto che avrebbe potuto essere coinvolto nella decisione, citando preoccupazioni antitrust sulla grande quota di mercato che Netflix avrebbe raggiunto con l’operazione.

La disputa ha anche un aspetto politico e sociale. Infatti Paramount Skydance è guidata da David Ellison, il figlio di Larry Ellison, il co-fondatore di Oracle, noto sostenitore di Trump. Questa connessione ha alimentato speculazioni su possibili pressioni politiche o preferenze, anche se Trump ha sempre smentito tutto.

Il dietrofront

Nella suddetta recente intervista, il Presidente ha affermato di non essere stato coinvolto. “Devo dire che, a quanto pare, sono considerato un presidente molto forte. Sono stato contattato da entrambe le parti. Ci sono due schieramenti, ma ho deciso che non dovrei essere coinvolto. Se ne occuperà il Dipartimento di Giustizia”. Il tycoon ha poi riconosciuto le argomentazioni contrapposte di ciascuna parte, ricordando però che alla fine può esserci un solo vincitore.

Insomma, alla fine Donald Trump ha deciso di non schierarsi pubblicamente. Una cosa è certa: da un presidente come lui ci possiamo e ci dobbiamo aspettare qualsiasi cosa.