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Zack Snyder e quelle foto di Superman
Henry Cavill indossa il classico costume da Superman di Christopher Reeve nelle foto pubblicate da Zack Snyder sul suo profilo instagram ufficiale.

È un uccello? È un aeroplano? No, è Henry Cavill!
Diciamoci la verità, nonostante abbia abbandonato il ruolo di Superman da ormai più di tre anni a favore di David Corenswet, ogni volta che sentiamo anche solo nominare il possente attore britannico, un piccolo ma incontrollabile riflesso ci porta a figurarcelo con l’iconico costume rosso e blu del supereroe per eccellenza prima che in qualsiasi altra veste, e i motivi sono più che evidenti: comunque la pensiate su Zack Snyder e la sua controversa visione dell’universo DC, con quel sorriso che denota gentilezza e disponibilità, quel fisico scultoreo che ha tenuto a costruire da solo passo dopo passo rifiutando tute muscolari o modifiche tramite CGI, e la sua attenzione a dettagli apparentemente microscopici pur di calarsi in tutto e per tutto nel personaggio (basti pensare a quando, contrariamente a quanto richiesto dalla Warner Bros., rifiutò di radersi i peli del petto per essere fedele alla villosa figura dell’Uomo d’Acciaio come vista ne La Morte di Superman), Henry Cavill non interpretava Superman.
ERA Superman.
Esattamente come lo era Christopher Reeve tra gli alti dei primi due film di Richard Donner e i bassi del disastroso Superman IV del 1984.
E questo Zack Snyder lo ha capito benissimo, quando nell’ormai remoto 2011, mentre cercava un protagonista per l’Uomo d’Acciaio (2013) fotografando ogni singolo candidato con indosso il classico e coloratissimo costume del compianto protagonista del film del ’78, scelse di optare per l’unica persona addosso alla quale quella tutina non risultava in qualche modo ridicola.
“Henry Cavill. Il costume originale di Superman. Questa foto. Era innegabile. Con l’ultima immagine che ho condiviso, e questa, lo abbiamo mostrato alla WB e tutti hanno concordato: Henry Cavill era Superman. È lì che è iniziato il viaggio.”
Quella che avete appena letto, è la didascalia aggiunta da Snyder ad una delle suddette foto appena caricata sul suo profilo Instagram come regalo di Natale per la sua solidissima fanbase.
La storia mai finita di Zack Snyder
“Nostalgia nostalgia canaglia” cantavano Albano Carrisi e Romina Power, e immaginiamo che l’autore di 300 e Watchmen ne abbia parecchia del suo tanto lungo quanto complesso periodo passato in DC.
Zack Snyder aveva infatti pianificato una saga di cinque film dedicata ai personaggi della Distinta Concorrenza: iniziata con L’Uomo d’Acciaio e Batman V Superman: Dawn of Justice e destinata a svilupparsi e a culminare con tre film sulla Justice League dei quali però ne abbiamo avuto solo uno.
Già fortemente limitato dalla Warner Bros., sempre meno fiduciosa in seguito all’accoglienza controversa dei primi due capitoli, Zack Snyder abbandonò la regia di Justice League in seguito al suicidio della figlia Autumn, lasciando la post produzione del film in mano a Joss Whedon, già regista dei primi due film della saga di Avengers: il risultato finale, in cui le visioni chiaramente diverse e contrastanti dei due autori cozzavano in maniera evidente senza amalgamarsi mai, fu accolto in maniera dubbia dalla critica, dagli spettatori e anche dallo stesso Snyder, il quale, superato il periodo del lutto, non mancò mai di far notare quanto il montaggio da lui realizzato fosse differente da quello di Whedon.
Ciò portò i fan del regista a lanciare l’hashtag #releasethesnydercut, una campagna online senza precedenti per ottenere il rilascio della pellicola come originariamente concepita dal regista, una campagna di un’insistenza tale, da culminare nel 2021 con il rilascio da parte della Warner (forse intenzionata a proporre al pubblico un prodotto già finito in un periodo magro di contenuti come quello della pandemia) di Zack Snyder’s Justice League, director’s cut dall’incredibile durata di ben quattro ore: una scelta di cui la major deve essersi pentita, dato che portò semplicemente i fan lanciare un altro hashtag, #restorethesnyderverse, col quale si chiedeva che il regista venisse reintegrato a capo dell’universo cinematografico DC, e che gli venisse concessa libertà totale per girare gli ultimi due film previsti dalla sua tabella di marcia.
Il resto è storia: nel 2022, la Warner scelse di ignorare i fan, rebootando il franchise della DC nel nuovo universo condiviso noto come DCU, ponendovi a capo James Gunn, già regista della trilogia dei Guardiani della Galassia per la Marvel e di The Suicide Squad (2021).
Il progetto è iniziato nel 2025 con Superman, diretto dallo stesso Gunn.
L’avventura di Zack Snyder in DC rimane un curioso capitolo della storia del cinema, un coito interrotto a metà strada dal quale ognuno ha tratto qualcosa di diverso: per qualcuno è il sollievo che un periodo nel quale la cupezza e il realismo non necessario la facevano da padrone nei cinecomic sia finalmente terminato, per qualcun altro è il rimpianto che un autore che ha deciso di improntare la sua visione sull’epicità e la grandiosità non abbia avuto modo di completare la sua opera, e lo stesso Snyder, che nel corso degli anni non ha mai fatto mancare nuovi aneddoti, dettagli, o come in questo caso, foto dietro le quinte del suo defunto universo cinematografico, sembra guardare a quegli anni con un mix di rimpianto e tenerezza.
Ad oggi, mentre il DCU si avvia verso il 2026, che vedrà il rilascio del film Supergirl (diretto da Craig Gillespie e con protagonista Millie Alcock) e della serie Lanterns (con protagonisti Kyle Chandler e Aaron Pierre), Zack Snyder, che pur avendo trovato una nuova casa in Netflix, non ha riscontrato il successo sperato lanciando i franchise Army of the Dead, Rebel Moon e Twilight of the Gods, si prepara a rilasciare un nuovo film sulla piattaforma, The Last Photograph, che si preannuncia molto differente da quanto realizzato finora dal regista.