Roma Film Fest: The Accompanist

Roma Film Fest: The Accompanist, la recensione

Roma Film Fest: The Accompanist, la recensione del film di Zach Woods con Susan Sarandon, tra dramma, humor e surrealismo.

The Accompanist, presentato ad Alice nella Città 2026, è l’opera prima di Zach Woods con Susan Sarandon, Everly Carganilla e Aubrey Plaza. Un film intimo sulle solitudini e i legami inaspettati, che non riesce però a mantenere le promesse.

The Accompanist: la trama

Emily è una bambina di nove anni che vive con il nonno, il cui stato di salute rende sempre più difficile prendersi cura della nipote. Quando Sarah, un’agente dei servizi sociali interviene nella situazione familiare, la piccola viene affidata a Sylvia, una donna anziana.

Roma Film Fest, The Accompanist: una storia senza direzione

Le premesse di questo film erano ottime. Voleva andare a raccontare due solitudini, appartenenti a due momenti diversi della vita, che si incontrano per darsi una nuova possibilità, trovando nella reciproca compagnia l’occasione per ricominciare. Tuttavia, il regista fatica a trasformare questi elementi in un racconto organico.

Zach Woods sceglie di inserire all’interno della pellicola degli elementi fantastici senza dargli davvero un raccordo solido con la narrazione e questo non fa altro che allontanare lo spettatore dalla storia, rendendo quest’ultima discontinua.

Uno dei limiti più grandi di The Accompanist è la scrittura dei personaggi. Le due protagoniste del film non vengono approfondite a sufficienza, le ragioni della loro solitudine non vengono davvero esplorate fino in fondo. Per quanto il non detto possa essere una situazioni narrativa efficace, non sempre riesce nel cinema sopratutto quando la scrittura è debole.

Le incursioni surreali e l’incompletezza dei personaggi fanno perdere totalmente il ritmo al film che nella seconda parte diventa semplicemente lento e difficile da seguire. Il tempo viene sfruttato male non concedendo ai personaggi di raccontarsi e allo spettatore di capire come siamo arrivati lì.

Susan Sarandon è il punto di forza

La nota positiva di questo film sono le interpretazioni, con particolare riferimento a quella di Susan Sarandon. L’attrice restituisce umanità e sfumature al personaggio, sostenendo il racconto anche nei momenti in cui sembra perdere la direzione. La sua presenza scenica diventa punto di riferimento per lo spettatore, ma rimane un vero peccato che non sia stata approfondita ulteriormente.

Conclusioni

The Accompanist parte da un incontro che potrebbe dare vita a una riflessione dedicata alla solitudine, alla perdita e alla possibilità di poter ricreare il proprio nucleo familiare anche in un luogo inaspettato. Tuttavia, le ambizioni narrative non si trasformano in ambizioni concrete, il film fa fatica a trovare un equilibrio e si perde troppo facilmente in elementi surreali futili.

A emergere rimane Susan Sarandon, mentre il film lascia la sensazione di un’occasione mancata.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
2.8
★★⯨★★