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Estetica del Peccato – Cannibal Holocaust, civiltà cannibale

Cannibal Holocaust è considerato uno dei principali shock movie internazionali. Realizzato nel 1980 da Ruggero Deodato, riflette su civiltà e barbarie.

Cannibal Holocaust è il cannibal horror che ha consacrato Ruggero Deodato (già noto per Ultimo mondo cannibale) come maestro del cinema d’exploitation italiano. Cannibal Holocaust, sferzante critica contro il mondo dei mass media, è noto anche per essere stato il primo film a sfruttare la tecnica del found footage.

La trama

Il Professor Harold Monroe (Robert Kerman) si reca in Amazzonia alla ricerca di quattro registi scomparsi: Shanda Tomaso (Francesca Ciardi), Jack Anders (Perry Pirkanen), Mark Williams (Luca Barbareschi) e Alan Yates (Gabriel Yorke). Entrato in relazione con la tribù locale degli Yacumo, Monroe apprende che la troupe si è resa responsabile di una grave tragedia. Gli Yacumo, in cambio di un walkman, consentono al professore di recuperare alcuni filmati realizzati dai quattro, ora in possesso degli indigeni. Questo permette a Monroe di scoprire che i registi sono stati uccisi dalla tribù per vendicare azioni violente e manipolatorie.

Chi è il vero mostro in Cannibal Holocaust?

Il film di Ruggero Deodato trasporta un gruppo di registi statunitensi nella foresta dell’Amazzonia, per dimostrare che la civiltà non può essere determinata dal progresso tecnico. Se infatti, da un lato, i popoli che vivono tra gli alberi sono costantemente impegnati in guerre tribali e sacrifici rituali, dall’altro la troupe si rende responsabile di un vero e proprio genocidio. La relativizzazione di civiltà e barbarie, evidente sin dalle prime sequenze – caratterizzate da un uso anti-consumista dell’ironia – è resa esplicita dal finale, nel quale Harold Monroe si chiede “chi sono i veri cannibali”.

Cannibal Holocaust, apice del Mondo movie

Cannibal Holocaust è generalmente considerato il film più importante del Mondo movie. Questo sottogenere dell’exploitation recupera elementi documentaristici, rielaborandoli in modo shockante. I Mondo movie hanno generalmente a che fare con argomenti tabù (in Cannibal Holocaust sono evidenti, per esempio, cannibalismo e stupri), si svolgono in contesti esotici e sono caratterizzati da alti livelli di violenza. Il film che ha dato origine (e nome) alla categoria è Mondo cane, del 1962. L’autore della sua colonna sonora, Riz Ortolani, ha lavorato anche alle musiche di Cannibal Holocaust.

Riflessione sincera o ipocrisia remunerativa?

Non si può chiudere una recensione su Cannibal Holocaust senza riflettere sul modo in cui sono stati trattati gli animali del set. Sono presenti più scene, che non influiscono in alcun modo sull’evoluzione della trama, con animali che vengono squartati. Bene, questi massacri sono stati realmente eseguiti dalla troupe di Cannibal Holocaust. La riflessione fatta contro la società dei consumi, che sembra muoversi al motto di “homo homini lupus“, assume all’improvviso un carattere profondamente ipocrita. Nell’utilizzare violenza contro tartarughe e topi muschiati, infatti, Deodato mette in scena quella stessa crudeltà contro cui dice di battersi.

 

Estetica del Peccato è una rubrica mensile che si propone di rovistare nelle pagine più oscure della storia del cinema. Sesso, violenza, elementi pulp, sottoculturali e dal forte impatto emotivo: l’Estetica del Peccato è questo, è il modo più viscerale per esplorare la settima arte e i fenomeni sociali che essa ci vuole raccontare. A cura di Christian Trevisti.

 

🎬 Valutazione

Regia
★★★★
Interpretazioni
★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★
🏆 Voto Totale
4.3
★★★★