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Fear Street: Prom Queen e Trilogia, la recensione
Fear Street: Prom Queen, nuovo capitolo della trilogia uscita su Netflix nel 2021, non riesce a non tradire lo spirito originario della saga teen horror.
Infatti, la serie di film originari riproponeva schemi fissi dei film horror slasher – il maniaco di turno usa come arma un coltello – . Cercando, però, di mettere al centro le storie dei protagonisti, che finivano per avere la meglio su tutta la componente horror. In Fear Street: Prom Queen, uscito il 23 maggio su Netflix, le scene si fanno più violente ma ne perde tutto l’aspetto di denuncia sociale.
I film sono tratti dai racconti di R. L. Stine, noto per essere l’autore dei libri per ragazzi a tematica horror Piccoli Brividi. La regista e autrice della trilogia è Leigh Janiak (Honeymoon), che è riuscita a creare una serie tv divisa in tre film, usciti a distanza di una settimana nel 2021. La storia si svolge su tre linee temporali, ognuna approfondita nei singoli film. A essere trattate sono tematiche come la discriminazione, la divisione di classe e la pressione della società sul singolo. Prom Queen, invece, vede alla regia e scrittura Matt Palmer, e mette al centro la competizione fra alcune ragazze del liceo per vincere il premio di “reginetta del ballo”.
Fear Street Parte 1: 1994

Il primo film è ambientato nel 1994 e ha come protagonista l’outsider Deena Johnson (Kiana Madeira), con suo fratello e i loro amici. Vivono tutti a Shadyside, una cittadina che sembra essere oggetto della maledizione di una strega, Sarah Fier. Qui morta per impiccagione nel 1666. Infatti, ogni decennio circa, qualcuno del posto sembra impazzire e compiere una strage. Gli eventi sono ancora più assurdi perché la cittadina gemella confinante Sunnyvale è una sorta di paradiso, in cui non succede mai niente di male. La strega, quindi, si impossesserebbe degli abitanti di Shadyside cercando vendetta, dopo la terribile morte voluta dai suoi concittadini.
Intanto, Deena è ancora innamorata di Sam (Olivia Welch) che, originaria di Shadyside, si è trasferita a Sunnyvale e sembra essersi scordata della sua ex e dei suoi vecchi amici. Al centro commerciale della città, avviene un nuovo violento omicidio. Una ragazza è pugnalata a morte da un amico mascherato da scheletro. Anche il ragazzo muore, ucciso dallo sceriffo Goode, arrivato prima di tutti sul luogo.
Leigh Janiak, per questo primo capitolo, ha affermato di essersi ispirata a Scream e agli horror slasher degli anni ’90. Infatti la prima scena, dove avviene l’omicidio della ragazza, Maya Hawke, è un chiaro omaggio alla struttura tipica della saga di Scream. In cui a morire, nei primi minuti, è spesso un volto noto del cinema.
Al centro di Fear Street abbiamo la storia d’amore fra due ragazze, nonché la difficoltà nel vivere alla luce del giorno questo sentimento. Nessuno dei personaggi appare piatto: sia il fratello nerd di Deena Josh, che i suoi due migliori amici, la cheerleader ribelle Kate e l’irresistibile naïve Simon. Il punto di forza di Fear Street 1994 sta proprio nei personaggi, che non appaiono mai come espedienti ma sono sempre funzionali al racconto.
Parte 2: 1978

Nel secondo capitolo, la storia si sposta al 1978, per cercare di capire qual è l’origine di questa maledizione che costringe gli abitanti di Shadyside a vivere nel costante terrore. Infatti, Deena e Josh rintracciano una donna, unica sopravvissuta alla strage avvenuta al campeggio di Nightwing nel 1978. Anche in quel caso, un ragazzo è impazzito e ha compiuto un eccidio.
Gli omicidi al campeggio estivo sono un chiaro riferimento al cult-horror Venerdì 13. E, infatti, viene riproposta tutta una colonna sonora nostalgia anni ’70, che fa da contorno alle scene di violenza. Qui, protagoniste sono due sorelle: Ziggy (Sadie Sink) e Cindy (Emily Rudd). Una, ragazza perfetta che vuole lasciare il prima possibile Shadyside, l’altra, sorella scapestrata e bullizzata per il suo essere diversa. Presente anche il personaggio dello sceriffo Nick Goode, qui nella versione adolescente.
La storia si fa più fitta e gli elementi per comprendere cosa c’è dietro la maledizione della strega si arricchiscono. Anche questo capitolo fa perno sui personaggi, sia principali che secondari, che risultano accattivanti e tipicamente anni ’70. Infatti, abbiamo la figlia dei fiori e i “fattoni” punk da un lato e i moralisti giustizieri dall’altro. Viene riproposta, insomma, la dicotomia su base di classe e morale fra Shadyside e Sunnyvale. Però al campeggio, dove i cittadini delle diverse zone sono costretti a convivere.
Parte 3: 1666

Arriviamo allora al capitolo conclusivo della trilogia, dove Deena rivive quello accaduto a Sarah Fier nel 1666. Ritroviamo una versione da coloni pellegrini dei personaggi dei film precedenti, dove Deena è Sarah Fier, accusata di stregoneria dal villaggio dell’Union. L’insediamento originario che in seguito si è diviso in Shadyside e Sunnyvale.
Il tono della trilogia cambia e si fa più oscuro e austero. I cittadini di Union sono accecati dalla loro ignoranza ma anche dalla viltà e sede di potere. Tutto ciò porta all’uccisione di una giovane ragazza innamorata della sua vicina (Sam).
La seconda metà di Fear Street 1666 ritorna al 1994 per l’epilogo con protagonista Deena. Qui tutti gli elementi trovano il loro posto nella storia e c’è lo scioglimento dell’intreccio. Il film è diviso precisamente in due parti: la prima più lenta e tetra ricostruisce bene l’atmosfera puritana del XVII secolo. La seconda, invece, è pulp e dal ritmo sostenuto per prepararci al grande finale d’azione.
Fear Street: Prom Queen
Il nuovo film della saga è ambientato nel 1988, durante il ballo di fine anno al liceo di Shadyside. Nuovamente si tenta la strada nostalgia con le reference anni ’80, soprattutto sul piano musicale. In questo caso, protagonista è l’emarginata Lori Granger (India Fowler), che decide di candidarsi come “reginetta del ballo”, insieme alle ragazze più popolari del liceo. Con l’obiettivo di cambiare le regole del gioco. In questo è sostenuta dalla sua migliore amica, nerd dell’horror, Megan Rogers (Suzanna Son).
Ovviamente, il ballo diventerà il luogo degli efferati omicidi di un nuovo killer, che ucciderà una candidata reginetta dopo l’altra. In questo nuovo capitolo, l’aspetto soprannaturale, legato alla maledizione, sembra assente. Infatti, non ne viene fatta menzione se non nel finale. Il soprannaturale sembra lasciare spazio alla pura follia omicida. Nonostante la dose di violenza e gore aumenti.

Anche la secolare rivalità fra Sunnyvale e Shadyside è quasi completamente assente, se non per poche battute che vi fanno riferimento. Tutta la vicenda si esaurisce all’interno di Shadyside, fra i suoi cittadini, in competizione fra loro.
Senza la componente della maledizione, che è motore di tutta una serie di circostanze che caratterizzano il mondo Fear Street, tutto il film perde di mordente. E anche la caratterizzazione dei personaggi, altro elemento cardine della saga, è decisamente piatta e monocorde. A cominciare dalle motivazioni poco comprensibili che spingono una ragazza vessata dai compagni come Lori a candidarsi a “reginetta del ballo”.
In conclusione
Nel complesso, la prima trilogia creava un mondo a cui affezionarsi, grazie in particolare ai suoi protagonisti – e ai loro interpreti – . Il personaggio di Deena riusciva con il suo carisma a sostenere la storia. Così come i vari cittadini di Shadyside, figure con cui poter empatizzare. Soprattutto nella voglia di rivalsa rispetto la ricca e felice Sunnyvale. La rabbia di essere quelli “sfigati” e condannati alla mediocrità, ma anche la speranza di rivalsa e di libertà di essere sé stessi erano una cifra stilistica della saga.
Con Prom Queen, tutti questi elementi scompaiono o sono solamente accennati. Anche il tentativo di rendere Lori un’outsider risulta poco convincente. Quando, la tridimensionalità, specialmente dei personaggi femminili, era un obiettivo per Leigh Janiak. Purtroppo, quest’ultimo film rimane un teen horror ripetitivo, che sacrifica la trama in favore delle scene splatter. Non lasciando, però, il segno nel vasto panorama del genere.
*Il voto finale è una media complessiva di tutta la saga.
🎬 Valutazione
Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
2.8
★★⯨★★