Super 8, un film di J.J. Abrams, un omaggio al grande cinema di Spielberg d’avventura e di fantascienza. Una piccola perla di qualche anno fa.
Uscito nelle sale nel settembre del 2011 Super 8 è un film scritto e diretto da J.J. Abrams, il creatore della fortunata serie Lost, nonché produttore, regista e sceneggiatore di pellicole importanti (Mission Impossible III del 2006, Star Trek del 2009, Star Wars-Il risveglio della forza, 2015 e Star Wars-L’ascesa di Skywalker del 2019).
Super 8 pur essendo un film per ragazzi è un’opera complessa e ben scritta, in cui si fondono le varie esperienze maturate da Abrams durante la sua lunga carriera televisiva prima ancora che cinematografica, sia come sceneggiatore sia come regista.

Trama
Ohio, estate del 1979. I quattordicenni Joe (Joel Curtney), Alice (Elle Fanning), Cary, Martin e Charles mentre girano in super8 un cortometraggio, nella speranza di partecipare a un festival locale, assistono al terribile deragliamento di un treno. Poco dopo, la cittadina in cui vivono viene presa d’assalto dai militari e si verificano sparizioni di persone, animali ed elettrodomestici.
I ragazzini iniziano a indagare su cosa sia realmente successo, in parallelo alle indagini del vicesceriffo Lamb (Kyle Chandler), il padre di Joe, portando alla luce misteri spaventosi legati a una creatura aliena.

Super 8, la recensione
Sin dalle prime immagini, il film di Abrams appare come un omaggio per nulla velato al grande cinema del demiurgo statunitense Steven Spielberg, il quale ne è il produttore.
I topoi spelberghiani sono chiaramente evidenti sia nelle forme di rappresentazione sia nei temi affrontati. Come in E. T. L’extraterrestre abbiamo un gruppo di ragazzini a cavallo delle loro biciclette e un alieno. Anche qui il mondo adulto appare totalmente incapace di relazionarsi al mondo degli adolescenti e coloro che dovrebbero garantire l’ordine risultano ostili.
La pellicola si arricchisce grazie all’aggiunta di una figura femminile, Alice, di cui si infatua il protagonista Joe. Tali stilemi narrativi, ben rodati, spianano la strada, qualche anno più tardi, alla fortunata serie Stranger Things.
Pur ispirandosi al grande maestro, Abrams riesce comunque a differenziarsi aggiungendo profondità e carattere ai personaggi. Non mancano momenti ricchi di pathos già dalla prima scena in cui Joe deve affrontare il dolore della perdita della mamma, morta in un incidente sul lavoro.
Viene anche rappresentato il complesso rapporto genitori e figli, in questo caso tra Joe e suo padre Lamb (chiuso nel proprio dolore, l’uomo è cieco davanti a quello del figlio) e tra Alice e suo padre Louis (Ronald Jason Eldard), ritenuto da Lamb responsabile per la morte della moglie, un padre single che si rifugia nell’alcol incapace di affrontare la vita.

Un cast vincente
La riuscita del film è sicuramente anche dovuta a un cast vincente, un gruppo di sei ragazzi capaci di dare vita a sei caratteri diversi, mantenendo il lato infantile e giocoso tipico dell’adolescenza.
Tale carattere è ben rappresentato dal personaggio Cary, interpretato splendidamente da Ryan Scott Lee, il piccolo piromane preoccupato solo di non perdere le proprie miccette esplosive, apparentemente inutili ma che alla fine torneranno utili a tutti.

In conclusione
Super 8 è un film che vale la pena vedere, diverte e fa riflettere allo stesso tempo. La trama e le sottotrame sono ben sviluppate, grazie a un ottimo script. Un film per ragazzi adatto a tutti
