Fratelli demolitori combina azione, ironia e la chimica tra i protagonisti in una storia ambientata tra i paesaggi delle Hawaii. Ma non tutto funziona.
Fratelli demolitori (titolo originale Wrecking Crew), disponibile in esclusiva su Prime Video a partire dal 28 gennaio, strizza l’occhio a quella schiera di film che tra gli anni Ottanta e Novanta ha riscosso ampio consenso: i buddy movie, in cui comicità, azione e un pizzico di serietà si incontrano. Punto di forza del film è la chimica tra i protagonisti, che fa dimenticare alcune lacune della sceneggiatura.
Una storia già vista
La vicenda ruota attorno a James e Jonny Hale (interpretati rispettivamente da Dave Bautista e Jason Momoa), due fratellastri agli antipodi: il primo è un serio addestratore dei Navy SEAL con base, mentre il secondo è un poliziotto scapestrato dell’Oklahoma. I due si ritrovano dopo anni di distanza – nella loro terra natia nelle Hawaii – in seguito alla morte del padre, investito in circostanze sospette. Da qui prende il via la ricerca del possibile mandante e, parallelamente, il loro percorso di riconciliazione fraterna.
Una coppia che scoppia
Il cuore pulsante di Fratelli demolitori resta l’alchimia tra Dave Bautista e Jason Momoa. I due incarnano gli archetipi classici del buddy movie: da una parte il personaggio responsabile, rigoroso e ligio alle regole, dall’altra quello istintivo, impulsivo e allergico all’autorità. Bautista e Momoa riescono a rendere credibile questa dicotomia, dando vita a scambi di battute – non sempre efficaci – sia nei momenti d’azione sia in quelli più leggeri. Momoa lavora su un registro più disinvolto, muovendosi con sicurezza in un ruolo che sembra appartenergli naturalmente, mentre Bautista costruisce un personaggio trattenuto e metodico, creando un contrasto che sostiene gran parte del film.
A fare da antagonista è Claes Bang, alle prese con un villain che fatica a imporsi come una presenza realmente incisiva. Il personaggio è definito da pochi tratti ripetuti e rimane confinato a una funzione puramente narrativa, senza mai acquisire una vera complessità. La scrittura non gli offre materiale sufficiente per lasciare il segno, rendendo l’antagonista uno degli elementi più deboli del film.

Una regia solida ma non incisiva
La regia di Ángel Manuel Soto si mostra sicura e funzionale, capace di accompagnare il ritmo del film intrattenendo e senza creare confusione nelle scene d’azione. Le sequenze di combattimento presentano spunti interessanti: coreografie fisiche ben strutturate, spazio e oggetti scenici utilizzati in modo audace. Tuttavia, questi momenti rimangono in una sorta di limbo, privi di un vero sviluppo stilistico che li renda davvero memorabili.
I paesaggi delle Hawaii, tra spiagge, foreste e scorci urbani, avrebbero potuto diventare un elemento distintivo del film. La regia li mostra con cura, ma senza integrarli pienamente nella narrazione o nella costruzione della tensione, nonostante abbiano un ruolo nella storia.
Tra azione e ironia, senza un vero slancio
Il film alterna momenti di action a inserti comici con un ritmo altalenante. La durata complessiva del film risulta leggermente eccessiva: alcune sequenze avrebbero potuto essere snellite, rendendo il ritmo più incisivo. L’ironia nasce soprattutto dal confronto tra i due fratelli e dalle loro divergenze caratteriali, più che da battute particolarmente brillanti. Sul piano narrativo, il film segue binari piuttosto prevedibili, affidandosi a meccanismi già noti che raramente sorprendono. Fratelli demolitori resta un’occasione persa.
Conclusioni
Fratelli demolitori è un film che punta tutto sul carisma dei suoi protagonisti e sulla solidità del genere di riferimento. La chimica tra Bautista e Momoa rende la visione piacevole e compensa una sceneggiatura che fatica a distinguersi. Ne risulta un prodotto godibile, pensato per l’intrattenimento immediato, che diverte sul momento ma difficilmente resta impresso.