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La grande bellezza: il vuoto magnifico di Roma secondo Sorrentino
La grande bellezza resta il manifesto estetico di Sorrentino: un viaggio ipnotico nel nulla mondano di Roma, guidato da un immenso Toni Servillo
Ci sono film che si guardano e film che si abitano. La grande bellezza (2013) appartiene a questa seconda categoria. Rivedere oggi l’opera che ha riportato l’Oscar in Italia dopo 15 anni di digiuno è un’esperienza che trascende la trama. Paolo Sorrentino non ha girato solo un omaggio alla Dolce Vita felliniana; ha costruito un monumento funebre e sfarzoso alla decadenza occidentale. Al centro di tutto c’è Jep Gambardella, interpretato da un Toni Servillo monumentale, un uomo che non voleva solo partecipare alle feste, ma “avere il potere di farle fallire”.
La Roma di Sorrentino è una donna bellissima e morta, indifferente alle miserie umane che le si agitano in grembo. La cinepresa di Luca Bigazzi vola su terrazze dove si balla sui trenini che “non portano da nessuna parte”, sfiora statue antiche e chirurghi plastici, cardinali gourmet e spogliarelliste tristi. È un carnevale visivo dove il sacro e il profano non si scontrano, ma si confondono fino a diventare la stessa cosa
“È solo un trucco”
Jep cerca disperatamente quella “grande bellezza” che aveva intravisto in gioventù, ma trova solo “lo squallore disgraziato e l’uomo incostante”. Eppure, in questo vuoto pneumatico, il film trova momenti di poesia straziante: la sparizione della giraffa, i fenicotteri sul balcone, la Santa che mangia radici per ricordarci che “le radici sono importanti”. Sorrentino ci dice che la vita è un trucco, sì, ma è l’unico spettacolo che abbiamo.
Un capolavoro divisivo
O lo si ama o lo si odia, non ci sono vie di mezzo. I detrattori lo accusano di essere un esercizio di stile vuoto; i sostenitori (come noi) vedono in quel vuoto la sostanza stessa del racconto. È un film sulla paura della morte e sul tempo perso, temi universali mascherati da aperitivo in terrazza.
La grande bellezza rimane, a distanza di anni, l’analisi più lucida e spietata dell’Italia contemporanea: un paese che muore di bellezza perché non sa più cosa farsene.
🎬 Valutazione
Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
4
★★★★★
