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Last Swim, la recensione del film premiato a Berlino 74
Last Swim, opera prima del regista britannico Sasha Nathwani, vuole raccontare un giorno perfetto e malinconico nell’estate di alcuni ragazzi londinesi.
Protagonista assoluta è Ziba, perno del suo gruppo di amici e determinata a trascorrere un ultimo spensierato giorno d’estate dopo la fine delle superiori. Last Swim fa parte del catalogo di Raiplay ed è possibile recuperarlo gratuitamente. Presentato in anteprima mondiale a Berlino 74, qui è stato premiato con il Crystal Bear nella sezione Generation 14plus. Il film fa immergere il pubblico nella Londra fresca e multiculturale, così come appare agli occhi di giovani ragazzi che si affacciano alla vita adulta.
Last Swim, la trama
Ziba (Deba Hekmat) è una londinese di origine iraniana che, dopo un periodo di allontanamento dai suoi amici, li rivede per scoprire tutti insieme i risultati finali dell’ultimo anno scolastico. Ziba è appassionata di astrofisica e il prossimo anno è intenzionata a entrare alla UCL, prestigiosa università britannica.
Dei suoi amici è quella più studiosa, con all’orizzonte un futuro brillante. Non fosse per una terribile notizia che tiene nascosta agli altri. Ziba è malata, perde continuamente sangue dal naso e la sua condizione non le permetterà di frequentare presto l’università. La ragazza, allora, decide di trascorrere un ultimo giorno estivo di spensieratezza con le persone a cui vuole più bene.
Sull’assolata giornata incombe l’ombra dei pensieri di Ziba, che sembra voler prendere una decisione drastica. Ad accorgersi del suo malessere più degli altri sarà Malcom (Denzel Baidoo), ultimo arrivato nella comitiva.
Il gruppo
Sasha Nathwani ha voluto costruire il film in maniera corale, dando ampio spazio al concetto di unione. Ziba è circondata da amici amorevoli che le danno attenzioni. È lei che ha deciso di allontanarsi da loro per cercare di metabolizzare la notizia della sua malattia.

Il gruppo è composto dalla sua migliore amica Tara (Lydia Fleming), dal disinvolto Merf (Jay Lycurgo) e dal ragazzone Shea (Solly McLeod). A cui si unisce Malcom, che Ziba conoscerà per la prima volta proprio quel giorno.
Il regista tenta di non rendere bidimensionali i vari personaggi e di dar loro personalità. In particolare, si concentra su Malcom e sulla sua carriera di calciatore professionista che sa subendo una dura frenata. Ziba e Malcom, allora, entrano in sintonia perché entrambi sono stati colti alla sprovvista da notizie difficili da affrontare. La ragazza, salita a casa di Malcom per andare al bagno, assiste al confronto fra lui e la madre sul suo futuro da calciatore.
Il problema è che tutto ciò appare abbastanza forzato o perlomeno fortuito. Anche l’intesa che si crea fra i due ragazzi ha qualcosa di irragionevole, di troppo immediato. È vero che Nathwani vuole trasmettere l’idea del “tutto in un giorno”. Perché questo rischia di essere l’ultimo giorno per la sua protagonista. Ma il risultato finale è approssimazione più che un viaggio veloce nelle emozioni.
Un cast non completamente centrato
Probabilmente c’è anche un problema di casting. Deba Hekmat funziona bene come ragazza brillante tormentata da pensieri dolorosi. La sua espressività è il punto forte del film. Ma, in particolare, Denzel Baidoo risulta mono-espressivo ed è difficile credere nella chimica fra i due ragazzi. Proprio perché tutto accade in poche ore, la tensione fra i due dovrebbe essere immediata per il pubblico.
Allo stesso tempo, anche gli altri amici appaiono sfumati almeno quanto il grande legame che dovrebbe unirli. C’è in questo caso un problema di scrittura dei personaggi. Nota di merito per Jay Lycurgo, che tenta di caricare di brio il suo Merf.
Last Swim, conclusioni
Last Swim è un film in cui accade poco e che guarda a un certo cinema indie. I film indie, però, puntano tanto proprio sulla scrittura dei personaggi. L’obiettivo è creare storie verosimili con protagonisti che riusciamo a “toccare”. E purtroppo tutto questo nel film di Nathwani non c’è. La falla maggiore sta proprio nella scrittura, perché le atmosfere e le scelte registiche sono centrate e giuste per la storia che si vuole raccontare.
Ma per rendere interessante un film in cui non succede niente e che ha come fine trasmettere un’idea, in questo caso quella della finitezza, che sia dell’adolescenza o della vita stessa, bisogna rendere accattivanti i propri protagonisti. Concentrarsi maggiormente sui dialoghi e anche sulla costruzione delle scene, sull’interesse per il dettaglio. Tutte pratiche note nella cinematografia indie. Invece, Last Swim lascia una sensazione di indeterminatezza che fa chiedere quale fosse l’urgenza che ha portato il regista a realizzare il film.
🎬 Valutazione
Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
2.3
★★★★★
