247Views
Lupi mannari: una commedia senza guizzi che centra il punto
Lupi mannari è un Jumanji dei nostri tempi, ambientato nel medioevo francese. Una commedia per famiglie che riesce a divertire senza però lasciare il segno.
“È notte, tutti dormono nel villaggio”. Così inizia Lupi mannari, film francese distribuito da Netflix nel 2024 per la regia di François Uzan. Ispirato al celebre gioco da tavolo Lupi mannari di Roccascura, l’obiettivo è quello di realizzare una commedia per famiglie a tema fantasy e strizzare l’occhio a chi almeno una volta si è ritrovato a caccia di licantropi seduto ad un tavolo insieme ai suoi amici. La durata ridotta (94 minuti) e l’assenza di un grande budget – solitamente necessario per la realizzazione di mondi fantasy – lo collocano esattamente in questa categoria. Questa chiarezza di intenti appare evidente fin dall’inizio, ma andiamo con ordine.
Lupi mannari, la trama
Una famiglia allargata si reca a far visita al nonno paterno. Nonostante gli attriti familiari, viene intavolato un gioco da tavolo per cercare di occupare il tempo. Tuttavia, il gioco si rivela deludente e catastrofico. La famiglia viene infatti catapultata nella Francia del Medioevo, nel villaggio di Roccascura. Qui ciascun membro dovrà fare i conti con dei nuovi poteri, mentre insieme cercheranno di liberare la cittadina dalla maledizione dei lupi mannari per poter tornare nel presente.
Poteri su misura
L’aspetto che convince maggiormente è l’alchimia che si crea fra i personaggi. Jean Reno (Léon, Il codice da Vinci), Franck Dubosc e Suzanne Clément sono il fulcro di un cast ispirato, con personaggi che non fanno rimpiangere la mancanza di profondità, considerato anche il genere di riferimento. Azzeccata la scelta di assegnare a ciascuno un potere che ne esalti la caratterizzazione: il capofamiglia ormai anziano che recupera le energie fisiche e mentali per proteggere i propri cari, l’influencer che diventa invisibile, il padre di famiglia poco presente che legge nel pensiero. Figure stereotipate che riescono per questo a trasmettere un senso di familiarità necessario in un film che punta tutto sulle situazioni piuttosto che sui personaggi.
Lupi mannari, un calderone ben amalgamato
Il film, nel complesso, riesce perfettamente a fare ciò che promette: intrattiene, diverte e scorre in fretta. Non è sicuramente un prodotto innovativo, anzi; il riferimento ad altre opere simili è evidente. Passando da Jumanji per arrivare a Ritorno al futuro, le derivazioni sono marcate e ben riconoscibili. In nessun caso però il film sa di già visto, eccezion fatta per quelle – poche – scene che sembrano riproporsi uguali a loro stesse all’interno del film. Molti dei colpi di scena sono poco incisivi, mentre alcuni sono addirittura prevedibili e non riescono a sostenere il carico narrativo che dovrebbero avere.
![]()
Il nuovo contro il vecchio
Il tentativo di mettere in scena tematiche legate al mondo odierno passa attraverso il personaggio di Marie (Suzanne Clément). Seconda moglie di Jérôme (Franck Dubosc), avvocata divorzista e attivista, la donna deve fare i conti con una società lontana dalle conquiste civili dell’ultimo secolo. Uno scontro di mentalità che il film dosa in maniera intelligente, mettendolo in luce solo quando la sceneggiatura lo richiede. Difendere una donna picchiata dal marito e saper scrivere sono elementi sufficienti per far accusare la donna di stregoneria. Il risultato è una divertente riflessione sulla società odierna, sul concetto di progresso e di conquiste sociali.
Conclusioni
Lupi mannari è una commedia che non cerca di lasciare a bocca aperta. Le scenografie e gli effetti speciali non saranno stupefacenti, ma funzionano. La storia è piuttosto lineare e funzionale, eppure il film prova, riuscendoci, a inserire dei momenti di riflessione facendolo sempre in maniera leggera. Forse un minutaggio leggermente inferiore, o una sceneggiatura con qualcosa in più da raccontare, avrebbe premiato un film che non lascia il segno ma che è apprezzabile in tutti i suoi aspetti. Rimane il dispiacere per non aver visto maggiori riferimenti alle meccaniche del gioco da tavolo.
🎬 Valutazione
Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
3
★★★★★
