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Reign Over Me, la recensione su Almanacco cinema

Reign Over Me: la recensione di Almanacco Cinema

Reign Over Me è un film sul lutto e il trauma dell’11 settembre. Un dramma intenso, con un insolito Adam Sandler nei panni di un uomo distutto dal dolore.

Scritto e diretto da Mike Binder, uscito nelle sale quasi vent’anni fa, Reign Over Me (2007) è un film drammatico in cui spicca l’interpretazione di Adam Sandler (attore conosciuto soprattutto per la commedia) nel ruolo di un uomo colpito da una terribile tragedia: la scomparsa dell’intera famiglia durante l’attacco alle Torri Gemelle.

La trama

Alan Johnson (Don Cheadle) è uno dei più rinomati dentisti di New York che sta attraversando una crisi personale. Un giorno, casualmente, incontra per strada un suo vecchio amico ed ex-compagno d’università, Charlie Fineman (Adam Sandler), che ha perso la moglie e le tre figlie nell’attentato dell’11 settembre.

Da allora l’uomo vive in uno stato di alienazione, girando per le strade in un monopattino a motore, restaurando continuamente la cucina e rifugiandosi nel mondo virtuale di un videogame, Shadow of the Colossus. Alan con la sua amicizia lo riporterà piano piano alla realtà, risvegliandolo alla vita.

Reign Over Me, la recensione

Impossibile rimanere indifferenti al clima cupo che permea l’intero film. Adam Sandler, protagonista di tante commedie demenziali, in Reign Over Me mostra allo spettatore la sua potenza recitativa, lasciandolo letteralmente a bocca aperta.

La sua capacità di entrare nel personaggio focalizzandosi sul proprio dolore e cambiare registro in poche attimi, passando dalla battuta leggera allo sconforto più totale, è davvero strepitosa.  Ma non è la prima volta che un bravo comico dimostra di essere anche un grande performer drammatico. Forse la ragione risiede nel fatto che per scatenare la risata è importante padroneggiare ogni tecnica recitativa, ossia essere un attore a tutto tondo.

E Adam Sandler ha dato prova di esserlo in questa storia a dir poco straziante.  Senza grandi dialoghi, lascia che siano i gesti e gli occhi a trasmettere l’abisso in cui si trova,  muovendosi  su un monopattino per le strade notturne di New York in solitudine, come un ragazzino, acquistando vecchi dischi in vinile e rifugiandosi nei videogiochi.

Man mano che la storia procede e Sandler si addentra sempre di più nel personaggio, lo spettatore si ritrova a soffrire con lui, desiderando inquadratura dopo inquadratura di alleviargli la pena, struggendosi  fino a non trattenere lacrime.

Ogni tanto Binder prova ad alleggerire i toni amari e realistici con alcuni siparietti comici (come quello della ragazza ninfomane) e qualche battuta, mantenendo comunque il giusto ritmo narrativo grazie a una regia lineare e pulita.

Interessante come Il videogioco Shadow of the colossus (l’Ombra del Colosso) divenga metafora dell’ombra che ricopre il protagonista (voluta); un buio necessario per non ricordare e sprofondare nuovamente nell’abisso del dolore. La fuga davanti ai suoceri ha la stessa funzione. Charlie, infatti, fugge da qualsiasi cosa  possa  riportargli a galla  ricordi del vecchio mondo (la sua vita famigliare). Solo in questo modo può sopravvivere. Ma Alan, offrendogli la sua amicizia sincera, riesce a traghettarlo nuovamente alla vita.

Il film si conclude con una scena simile a quella iniziale, con un atmosfera più leggera ed Alan alla guida del monopattino; Charlie, invece, finalmente, sembra aver trovato un po’ di pace.

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Reign Over Me: il cast

Ottima interpretazione di tutto il cast, da Don Cheadle a Liv Tyler (l’amica psicologa), Jada Pinkett Smith (la moglie di Alan), Saffron Burrows (la paziente ninfomane) fino ad arrivare a Donald Sutherland (il giudice).

Conclusioni

Reign Over Me è un ritratto intenso sul dolore della perdita e sull’elaborazione del lutto. Ma è anche un film sull’amicizia e sulla solidarietà. Su quanto sia importante avere qualcuno che ti tenda la mano nei momenti di disorientamento.

🎬 Valutazione

Regia
★★★
Interpretazioni
★★★★
Storia
★★★
Emozioni
★★★★
🏆 Voto Totale
3.5
★★★⯨