Transformers

Transformers One, la recensione in anteprima

I Transformers tornano al cinema in forma animata con Transformers One. La saga si rilancia con questo primo capitolo di un trilogia animata tutta nuova.

Paramount Pictures e Hasbro riportano al cinema i famosi robot in forma animata. Il regista Josh Cooley ci presenta Transformers One, un nuovo e totale reboot della saga.

In Transformers One seguiamo le origini di Optimus Prime e Megatron. I due, qui uniti e conosciuti come Orion Pax e D-16, lavorano come minatori sul pianeta Cybertron per estrarre la sua unica e sempre più scarsa risorsa d’energia: l’Energon. Quando lo spirito avventuriero di Orion li porta ad una scoperta che potrebbe cambiare le sorti del loro pianeta, i due si avventurano in una missione che li porterà dalla loro enorme città natale sotterranea alla pericolosa superficie del pianeta. Accompagnati da altri due robot, il gruppo scopre bugie e tradimenti e darà il via ad una battaglia che forgerà il loro futuro.

Insorgere, sempre

Transformers One in 104 minuti si trova a dover raccontare molto. In quanto origin story è comunque prevedibile nella direzione intrapresa, ma è pieno di sorprese. L’ottima sceneggiatura di Gabriel Ferrari, Andrew Barrer (Ant-Man and the Wasp) e Eric Pearson (Thor: Ragnarok), è piena di colpi di scena che accompagnano momenti e dialoghi talvolta anche brillanti.

Complotti e ribellione caratterizzano la narrativa principale del film. Transformers One è la classica storia di outsiders che si ribellano al potere per dimostrare il loro valore. Ma riesce a dimostrarsi grande proprio mettendo in scena due forti e ben caratterizzati protagonisti a cui riesci a credere.

Ci troviamo davanti a una storia che riesce ad essere una grande avventura per ragazzi. Si parla di guerra e tradimenti, in una storia di fratellanza che trasuda della passione con cui è stata realizzata. Non si cade eccessivamente nell’infantile ed anzi presenta diversi momenti che soddisferanno i fan storici ed il pubblico più adulto.

La storia viene supportata da un grande e approfondito world building. Cybertron è pieno di lore da esplorare e Transformers One invita lo spettatore nelle sue atmosfere. Ci viene raccontata la storia del pianeta e persino come funzionano le sue politiche e la scala sociale, senza mai annoiare. Veniamo lasciati liberi esplora la città protagonista del film a pieno, nelle sue tradizioni e nella sua meravigliosa estetica.

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C’è veramente più di quello che vedi?

Grande valore è indubbiamente dato all’evoluzione dei personaggi e il loro rapporto. È proprio il rapporto tra Orion Pax e D-16 a dare vita al film, in particolare al suo aspetto più profondo ed emotivo. Prendono scelte che mettono alla prova il loro rapporto quasi fraterno, devastato dalle loro insormontabili differenze. Idee viste più volte, ma che vengono messe in scena con grande emozione e costruzione, da personaggi veramente ben costruiti.

L’avventuroso Orion Pax ha sin dall’inizio le radici di Optimus Prime. Si assiste alla sua trasformazione nell’iconico personaggio e leader, senza mai tradire i suoi principi o la sua identità. Invece, il preciso e obbediente D-16 viene trasformato in Megatron da un mondo che lo ha tradito. Stanco, decide che sta a lui prendere il controllo del suo futuro, tradendo il suo passato.

Anche con il resto del team, formato dagli iconici Alita e Bumblebee (qui B-17), funzionano i legami. Il rapporto tra i quattro è forte e ben scritto, si percepisce il senso di unione proprio per la loro disfunzionalità e continuo bisticciare.

Alita e B-17 però non riescono a funzionare pienamente come personaggi a se stanti. Alita è un personaggio eccessivamente perfetto e privo di difetti. Immagino la perfezione rientri nel pacchetto quando si viene interpretati della meravigliosa Scarlett Johanson. Ma Alita, nonostante il carisma e alcuni ottimi momenti, manca di caratterizzazione. Invece, B-17 è un chiacchierone con veramente poche cose interessanti o battute brillanti da dire. Strappa qualche sorriso e alcuni momenti esilaranti, ma funziona indubbiamente meglio per i bambini che per gli adulti.

Ad opporsi a loro troviamo ottimi e creativi villain che ho trovato a tratti molto accattivanti. Minacce che muovono la trama creando ottimi momenti di tensione e combattimento.

Un ritorno animato

In un periodo cinematografico dominato da altissimi livelli di animazione come quelli presentati da Spider-Verse, Tartarughe Ninja o Soul, Transformers One non spicca particolarmente. A dirla tutta, per diversi aspetti risulta piuttosto datato e piatto. La meravigliosa messa in scena visiva che il regista Josh Cooley aveva portato insieme al team Pixar in Toy Story 4 torna qui solo in parte.

La tecnica spicca molto negli ambienti e nella costruzione visiva del mondo. Cybertron è immersivo e pieno di dettagli, si lascia esplorare con voglia e piacere. Il grande studio nelle architetture e nella natura risalta molto sul grande schermo, grazie in particolar modo a ottimi giochi di luce e contrasti.

Anche nell’azione la regia diventa molto carica e pompata, senza mai sfociare nell’eccessivo, e l’animazione riesce a stargli dietro. Non sono supportati da ottime coreografie e talvolta risultano leggermente dispersivi, ma riesce a creare momenti entusiasmanti. Non si tira mai indietro, andando a giocare sulle creature robotiche per creare creativi e soddisfacenti momenti di violenza. In particolare nel terzo atto e in un’accattivante e lunga sequenza di corsa, film è carico dell’epicità e dello spettacolo che ci si aspetta.

Il problema più grande è nei personaggi, che risultano molto finti e plasticosi. Troviamo un range espressivo molto limitato, per esprimere le emozioni dei suoi protagonisti Transformers One fa quindi quasi totale affidamento sui doppiatori. Ad eccezione di qualche momento è difficile prenderli sul serio nel loro comparto visivo. Quasi mai si ha la sensazione di vedere enormi creature di metallo, manca quel senso di scala e d’imponenza che caratterizzava tanto i personaggi.

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In conclusione

Transformers One, a discapito di qualche intoppo, funziona. Il regista Josh Cooley rilancia la saga in formato animato con successo in questo primo capitolo di una trilogia tutta nuova. Si costruisce tanto ma si fa ancora di più in un film che cattura il pubblico e gli fa desiderare ancora di più.

Sotto un comparto tecnico non convince pienamente. Manca il senso di grandezza visivo e sonoro che tanto caratterizza i personaggi Hasbro al cinema e in tv. Ma si riesce a renderlo nel mondo che si va ad esplorare, Cybertron prende vita ed è enorme e pieno di idee e grandi sequenze. Transformers One riesce regalare fantastiche sequenze che soddisferanno tanto i fan dei personaggi quanto quelli dell’animazione.

I personaggi convincono e in questa rivisitazione della loro storia restano fedeli alla loro natura. Questi ci accompagneranno nell’ottima e avventurosa narrativa. Narrativa degna dei ragazzi che andranno al cinema, non trattandoli come sciocchi come spesso si tende a fare. La storia, nonostante sia prevalentemente indirizzata ai ragazzi, soddisfa tutto il pubblico.

Finalmente i Transformers hanno detto addio a Michael Bay, e si sente. Colori, cuore e carattere danno forza a Transformers One, creando quello che è indubbiamente il miglior film corale di Transformers dal 1989 a oggi.

Recensione a tre stelle su Almanacco Cinema