Ulisse (1954)

Ulisse Di Mario Camerini: un kolossal italiano da riscoprire

Ulisse di Mario Camerini, con Kirk Douglas, è il primo grande kolossal italiano del dopoguerra e uno dei primi adattamenti cinematografici dell’epica di Omero.

In Italia, la pellicola fu il maggiore incasso della stagione cinematografica 1954-1955, con un introito di circa 1.800.000.000 di lire dell’epoca.

Ulisse: la grande produzione del cinema italiano

Diretto da Mario Camerini, Ulisse (1954) prende spunto dall’Odissea di Omero e porta sul grande schermo una versione spettacolare delle avventure dell’eroe greco. La sceneggiatura è firmata da Franco Brusati, Mario Camerini, Ennio De Concini, Hugh Gray, Ben Hecht, Ivo Perilli e Irwin Shaw.

Dopo aver incendiato Troia, Ulisse deve fare ritorno a casa attraverso un viaggio pieno di pericoli, magia e tentazioni. Quando finalmente raggiunge Itaca, scopre che la moglie Penelope è circondata da numerosi e invadenti pretendenti alla sua mano.

Il film vanta un cast internazionale di primo livello. Kirk Douglas interpreta Ulisse mentre Silvana Mangano è sia Penelope che Circe con Anthony Quinn nel ruolo di Antinoo. Ad affiancarli ci sono Rossana Podestà (Nausicaa), Jacques Dumesnil interpreta (Alcinoo), Sylvie (Euriclea), Daniel Ivernel (Euriloco) e Franco Interlenghi (Telemaco).

Prodotto da Dino De Laurentiis e Carlo Ponti, con Bruno Todini come produttore esecutivo, il film fu realizzato dalla Lux Film e distribuito dalla stessa società.

Un kolossal che conserva ancora la sua forza

È difficile recensire oggi un film di oltre settant’anni fa, soprattutto dopo l’uscita dell’Odissea di Christopher Nolan, che nell’estate del 2026 ha raggiunto 1,352 miliardi di dollari al box office mondiale, diventando il film con il maggiore incasso nella carriera del regista.

Il confronto, però, permette di comprendere quanto fosse ambizioso il progetto di Camerini. Gli effetti spettacolari sono inevitabilmente figli della loro epoca, ma il film conserva una notevole capacità di costruire un mondo mitologico credibile.

Le interpretazioni, caratterizzate da un accento inevitabilmente teatrale, sono di altissimo livello. Kirk Douglas interpreta magistralmente Ulisse, costruendo un personaggio fisicamente imponente e carismatico, in un ruolo che anticipa per certi aspetti la presenza scenica che avrebbe mostrato pochi anni dopo in Spartacus (1960) di Stanley Kubrick.

Ancora più interessante è Silvana Mangano, chiamata a interpretare il doppio ruolo di Penelope e Circe. Le due figure rappresentano quasi due estremi della stessa dimensione femminile: da una parte la fedeltà e l’attesa, dall’altra la seduzione e il desiderio.

L’ambientazione è altrettanto curata. Le riprese esterne furono realizzate nei medesimi luoghi che, secondo il mito, videro il viaggio di Ulisse mentre vennero utilizzati gli Studi Ponti-De Laurentiis di Roma per le riprese degli interni. Anche i costumi di Giulio Coltellacci mostrano una notevole attenzione alla resa spettacolare, e non c’è da sorprendersi visto la lunga tradizione italiana del peplum e del cinema storico in costume.

Ulisse e la semplificazione dell’Odissea

A differenza della complessa struttura in medias res del poema omerico, Camerini sceglie un’impostazione più lineare e condensata. Il film comincia direttamente dall’approdo a Scheria, la terra dei Feaci. Ulisse soffre di amnesia e recupera progressivamente la memoria. Le avventure precedenti vengono così rievocate attraverso flashback legati al ritorno dei ricordi.

Il racconto viene inevitabilmente rivisitato. Per ragioni di ritmo e di durata, numerosi episodi dell’Odissea vengono eliminati o accorpati. Dopo la presentazione della situazione a Itaca, con Penelope, la tela, Telemaco e i pretendenti, la narrazione si concentra soprattutto su Polifemo, le Sirene e Circe.

Scompaiono invece completamente Calipso, la cui funzione narrativa viene in parte assorbita da Circe, e Scilla e Cariddi. È proprio questa semplificazione a rappresentare forse il principale limite del film poiché, nonostante una marcata epicità, Ulisse rinuncia a una parte consistente della ricchezza narrativa dell’opera originale.

Nonostante questo, il risultato fu straordinario anche sul piano commerciale. Con 13.170.322 spettatori, Ulisse rimane tra i film italiani più visti nella storia del cinema italiano; la cifra, nel 2016, lo colloca al quindicesimo posto nelle classifiche basate sulle presenze.

Ulisse (1954)

L’Ulisse umano di Kirk Douglas

Viene rappresentato un Ulisse molto legato all’immaginario degli anni Cinquanta, tanto dal punto di vista fisico quanto da quello psicologico. Nonostante la rilettura cinematografica, la sua caratterizzazione rispecchia in molti aspetti la figura dell’Ulisse omerico. L’eroe appare infatti duro, categorico, superbo e segnato dalla hybris; non è soltanto astuto, ma anche arrogante.

Ed è proprio attraverso questa caratterizzazione che la componente umana diventa centrale. L’eroe non viene presentato come una figura perfetta e distante, ma come un uomo capace di errori, debolezze e contraddizioni. La fragilità emerge soprattutto nell’incontro con Circe, dove l’astuzia di Ulisse lascia spazio alla tentazione e alla vulnerabilità. Il film riduce inoltre notevolmente la presenza fisica e diretta delle divinità, rendendo il racconto più umano. Il conflitto diventa soprattutto terreno e psicologico.

Kirk Douglas è particolarmente efficace proprio in questo aspetto. La sua interpretazione mette in luce tanto i lati positivi quanto quelli negativi del personaggio, fino al culmine rappresentato dalla spietatezza della scena finale, quando Ulisse affronta i pretendenti nel palazzo di Itaca.

Questa forte concentrazione sul protagonista è allo stesso tempo uno dei punti di forza e uno dei limiti del film. Ulisse domina quasi completamente la narrazione, mentre il senso dell’attesa, del ritorno e della separazione da Penelope rimane più marginale rispetto alla centralità dell’eroe.

Un classico da riscoprire

Ulisse è un film cult del cinema italiano degli anni Cinquanta e rimane un’opera di grande livello, capace di unire spettacolo, avventura e interpretazioni memorabili. Il principale limite è la semplificazione della storia omerica e il taglio di numerosi episodi, ma la qualità della messa in scena è tale che, una volta entrati nel suo mondo, si vorrebbe quasi che durasse molto più a lungo.

È uno di quei film che, nonostante gli oltre settant’anni trascorsi, riescono ancora a dimostrare quanto il cinema italiano sapesse costruire grandi spettacoli destinati al pubblico internazionale, e continua ancora oggi a contare molti affezionati.

Il film può essere visto gratuitamente sia su RaiPlay che su YouTube.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★
Emozioni
★★★★
🏆 Voto Totale
4
★★★★