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Nido di vipere, la recensione della serie Netflix su Almanacco Cinema

Nido di vipere, la recensione della serie Netflix

Nido di vipere è una serie thriller e sexy che usa il sesso per accalappiare anche spettatori maschili. Ma che finisce più per annoiare che per eccitare.

Lo scorso 15 dicembre è uscita su Netflix Nido di vipere, serie in 8 episodi esplicitamente rivolta a un pubblico femminile ma fatta per ingolosire anche gli spettatori di sesso maschile con tre ingredienti base: sesso (e suggestioni saffiche), omicidio e thriller. Sbilanciata più a favore della prima di queste componenti, non porta nulla di nuovo nel panorama seriale e si concentra sul racconto di un unico personaggio lasciando gli altri decisamente in superficie.

Nido di vipere, la trama

La bostoniana Sophie O’Neill lascia la vita frenetica della grande città per trasferirsi con la famiglia in una tranquilla cittadina del Texas, in cerca di una vita più serena. Lì entra nell’orbita di Margo Banks, una carismatica socialité che guida un esclusivo e misterioso gruppo di mogli benestanti, “Mogli a caccia” (Hunting Wives, che è anche il titolo originale della serie). Ma sotto la patina di perfezione di quella comunità si celano segreti oscuri e dinamiche pericolose che rischiano di travolgerla.

Margo Banks: ape regina e manipolatrice. L’unico personaggio con una backstory

Il cinema statunitense ci ha abituate e abituati da tempo a personaggi femminili che hanno fatto del loro essere api regine un perfetto biglietto da visita: pensiamo a film come Mean Girls e personaggi come Regina George (nomen omen) alias Rachel McAdams.

Nel caso di Nido di vipere, visto il titolo italiano della serie, potremmo parlare di “serpe regina”. Ed è indubbiamente lei: Margo Banks, miliardaria con un passato di povertà e scheletri nell’armadio alle spalle, ben incarnata dalla seducente Malin Åkerman. È lei il capo, anche in virtù del suo essere la moglie trofeo di un aspirante governatore del Texas nonché miliardario locale, un ormai stagionato ma sempre affascinante Dermot Mulroney.

La sua entrata in scena è decisamente a effetto: si imbatte in Sophie in un bagno delle donne durante una festa ed entra subito in intimità con lei mostrandosi in topless: il seguito è facile da immaginare.

Ed è questo il suo modus operandi: tessere le sue trame utilizzando il sesso per manipolare menti, azioni e desideri a proprio vantaggio. Poco importa che si tratti di uomini o di donne: nessuno può resistere al maliardo fascino della donna. Ma Margo, come ogni personaggio chiave che si rispetti, ha un passato ingombrante, che nella serie viene raccontato parzialmente: questo rende lei l’unico personaggio di questa serie ad avere un minimo spessore, mentre gli altri personaggi restano decisamente in superficie.

Prendiamo il caso di Sophie, che di Nido di vipere dovrebbe essere la protagonista: il suo carisma inesistente e il suo pendere perennemente dalle labbra di Margo, anche letteralmente, ne fa un personaggio bidimensionale, definito solo dal suo trauma, che scopriremo man mano che la storia procede. Lo stesso vale per Callie Baskin (Jaime Ray Newman), amica (e prediletta) di Margo, e di lei segretamente innamorata, la cui storia ci viene sottratta. Margini interessanti c’erano per il personaggio di Jill Thompson (Katie Lowes), la devota moglie del reverendo locale, ma in verità uno dei personaggi più perfidi della serie.

Totalmente inconsistente è il personaggio del marito di Sophie, Graham O’Neil (Evan Jonigkeit), che oltre ad essere messo ai margini dalla storia stessa non riesce a conquistarsi in alcun modo il nostro interesse.

Personaggi stereotipati

Alla mancanza di approfondimento delle backstory della quasi totalità dei personaggi, si aggiunge la stereotipia di alcuni di essi: la bionda e brava ragazza che, come da manuale, finisce per essere la vittima sacrificale; il giovane atleta ossessionato dal sesso. E ancora: a donna povera e di buon cuore che lotta contro i ricchi e cattivi, la bellona di modeste origini che ha fatto fortuna, a patto di seppellire il proprio passato. Per chiudere con il poliziotto stupido affiancato dalla detective (donna) in gamba.

Stereotipi cari al cinema statunitense e a molti spettatori, che ormai ci si sono affezionati.

Glamour a palate. E il volto inquietante della destra statunitense

Nido di vipere non è una serie che ha l’intento di farci riflettere, ma suo malgrado ci mostra una realtà dai risvolti inquietanti che fornisce molti spunti di ragionamento: il mondo dell’ultradestra statunitense di matrice MAGA, ultracattolica e al contempo guerrafondaia, che crede nel dirittto inalienabile di ogni cittadino USA di possedere un’arma. Una realtà ben radicata nello stato del Texas nel quale si svolge la storia, anche se la musica sta cambiando, visto il recente trionfo democratico delle elezioni suppletive di gennaio.

Il personaggio di Jed Banks, aspirante governatore dello Stato e marito di Margo, è rappresentato come il tipico uomo politico che cerca di conquistare le pance dell’elettorato americano puntando sulla paura e sulla difesa delle frontiere, oltre che sulle armi: un Donald Trump in versione magnate del petrolio.

Mentre Margo, nella sua estetica, ricorda moltissimo la first lady Melania Trump. Vediamo la sua evoluzione nel corso della storia in termini di stile: prima della candidatura del marito il suo abbigliamento è sfacciatamente sexy, con profonde scollature e lustrini; dopo la sua “discesa in campo” si trasforma in una Melania bon-ton, con camicette accollate, giacche di tweed e tacchi bassi.

L’ipocrisia cattolica. E il suo lato oscuro

Alcuni snodi fondamentali della trama e degli intrighi di Nido di vipere ruotano attorno ai personaggi imparentati con il reverendo: Jill e il figlio Brad (George Ferrier), un diciottenne cresciuto in un ambiente rigidamente cattolico che si prende, per così dire, diverse licenze rispetto all’educazione ricevuta in famiglia. Un altro personaggio che rientra in questa orbita è quello del giovane pastore Pete Lightfoot (Paul Teal), la cui apparenza gentile e inoffensiva è uni’illusione.

Tra anelli di castità e giovani dalla sessualità disinvolta, la devozione religiosa, in questa serie, ne esce maluccio.

Nido di vipere in poche parole

Nido di vipere è una serie glamour, infarcita di sesso e intrighi, che racconta le indagini su un omicidio che, a ben vedere, è più un pretesto che il fulcro stesso del racconto. Tutta incentrata sul personaggio della seducente Margo Banks, non approfondisce nessun altro dei personaggi della trama e resta un prodotto superficiale, destinato a solleticare lo spettatore (uomo). Da vedere se non si hanno valide alternative, o con spirito goliardico: come hanno fatto al Saturday Night Live Show, che ha ipotizzato una possibile, esilarante, seconda stagione. Per altre recensioni, clicca qui.

🎬 Valutazione

Regia
★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★
Emozioni
★★
🏆 Voto Totale
2.3
★★