Nobody Wants This, la recensione

Nobody Wants This 3, la recensione

Disponibile dal 22 ottobre su Netflix, torna con la sua terza stagione Nobody Wants This, la serie con Adam Brody e Kristen Bell. 

Scritta e prodotta da Erin Foster, attrice e podcaster americana, Nobody Wants This si è oramai consolidata come il comfort show autunnale di Netflix.

Inizialmente aveva catturato il pubblico semplicemente presentandoci il cast: Adam Brody e Kristen Bell, ovvero gli indimenticabili Seth Cohen di The O.C. e l’ex Veronica Mars e Gossip Girl; due degli attori più riconoscibili e amati dei primi anni Duemila.Poi man mano si è guadagnata un pubblico più interessato effettivamente al contenuto dello show: una rom-com, sì, ma districata su temi abbastanza impegnati.

Avevamo già parlato della prima stagione, un successo all’unanimità; la seconda, invece, era un po’ calata negli ascolti, con pubblico e critica che l’avevano definita un po’ noiosa e scarsa di contenuti. La terza stagione, a meno di una settimana dall’uscita, sembra invece registrare già un apprezzamento decisamente più positivo.

Nobody Wants This, la trama

Il rabbino Noah e la podcaster Joanne si innamorano: due caratteri opposti che episodio dopo episodio trovano il loro equilibrio, affrontando non pochi ostacoli. Nella seconda stagione ci eravamo lasciati con una Joanne intenzionata a convertirsi pur di rimanere con Noah. Così la conversione all’ebraismo di lei diventa lo sfondo sopra cui normalizzare e attraversare ogni aspetto relazionale: convivenza, compromessi, intromissioni familiari e ambizioni professionali.

Ma mentre ciò accade, a prendere maggior spazio episodio dopo episodio sono Morgan, Sasha ed Esther, che affrontano diverse difficoltà relazionali e non, dando alla serie un’impostazione più corale.

Nobody Wants This, la recensione

Everybody Wants Sasha & Morgan

Spiace dirlo, ma questa terza stagione piace di più perché abbiamo un po’ messo da parte Noah (Adam Brody) e Joanne (Kristen Bell). Diciamoci la verità: la felicità è meno spendibile del dramma e una relazione sana alla lunga annoia (drammaturgicamente parlando).

Il percorso d’introduzione all’ebraismo accompagna Joanne nel corso dei dieci episodi che conducono alla sua conversione, ma a decentrare il focus dello show e renderlo più invitante è la storyline di Sasha (Timothy Simons) e Morgan (Justine Lupe), rispettivamente fratello di Noah e sorella di Joanne.

I due sono migliori amici, ma è chiaro che qualcosa di più sta nascendo. Entrambi alle prese con i rispettivi crolli sentimentali, iniziano a diventare sempre più intimi e complici. Incasinati, ironici, emotivamente indisponibili, alla ricerca di novità dopo la fine di una lunga relazione… Tutti gli ingredienti sono nel calderone per creare la pozione perfetta che fidelizza il pubblico di oggi: la situationship!

Sguardi, sorrisi, carezze, piccole dosi di attenzioni e poi il nulla. Qualcosa va storto, il tempismo non è quello giusto, e noi ci arrovelliamo ogni volta che si trovano in scena assieme sperando ci diano riprova che ora sono loro la coppia “meant to be together”.

Questo sì che è più interessante (e realistico) della perfetta relazione sana di Noah e Joanne. Di fatto, è ciò che il pubblico vuole.

 

In una terza stagione sempre ferma sul tema della conversione e dell’evoluzione della coppia e di ciò che succede quando la prima fase dell’innamoramento svanisce, questa sterzata dà una botta di vitalità al racconto, rendendolo decisamente più appetibile.

Se ancora non l’avete vista, Nobody Wants This è disponibile su Netflix, ecco il trailer:

🎬 Valutazione

Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
3
★★★★★