Spider-Noir, la recensione su Almanacco Cinema

Spider-Noir, Cage ci regala un altro ruolo indimenticabile

Disponibile a partire dal 27 maggio, Spider-Noir fonde il noir vecchio stampo con il mondo supereroistico in maniera efficace e a tratti sopra le righe.

Gangster, supereroi, alcol e infinite sigarette. Spider-Noir sembrerebbe un esperimento di un qualche appassionato di fumetti che prova a distinguersi dalla massa. Invece si tratta della nuova serie TV in 8 episodi disponibile su Amazon Prime Video. Ideata da Oren Uziel – sceneggiatore del primo Mortal Kombat e di 22 Jump Street la serie rappresenta un omaggio all’immaginario noir hard-boiled, ma non dimentica nemmeno per un momento di essere ispirata ad un fumetto.

A sottolineare ulteriormente il richiamo a quell’immaginario anni ’30, la serie è stata rilasciata con una doppia possibilità di visione: a colori o in bianco e nero (ma consigliamo di optare per la seconda opzione per apprezzare la gamma di sfumature che nella versione a colori viene un po’ a mancare).

Spider-Noir, la trama

New York, anni ’30. L’investigatore privato Ben Reilly (Nicolas Cage) ha ormai abbandonato il suo alter-ego noto come Il Ragno, un uomo mascherato che teneva la città al sicuro dai malviventi. La scomparsa dell’unico eroe presente in città ha favorito l’ascesa di Silvermane (Brendan Gleeson), un influente malavitoso che controlla de facto la città tramite il contrabbando di alcolici e l’uso sconsiderato della violenza. Dopo essere stato assoldato per pedinare la cantante di un night club, Cat Hardy (Li Jun Li), l’investigatore si troverà intrappolato – assieme alla segretaria Janet (Karen Rodriguez) e al giornalista Robbie (Lamorne Morris) – in una tela di eventi che lo costringeranno a far tornare Il Ragno ad oscillare per le vie di New York.

Fra proibizionismo e grande depressione

La New York raccontata in Spider-Noir presenta tutti quegli elementi che catapultano immediatamente nel periodo della grande depressione: la corruzione dilaga, il proibizionismo rappresenta una miniera d’oro per le organizzazioni criminali e la musica jazz incanta i frequentatori dei club. Quello che però consolida questo immaginario è certamente l’impatto visivo; l’atmosfera nella quale si muovono i vari personaggi è incantevole, dettagliata e richiama costantemente grandi opere del passato. Poter ammirare Il Ragno che si muove sui tetti di una New York avvolta dal fumo crea un contrasto fra la modernità supereroistica ed un certo senso di nostalgia.

spider noir new york

Nicolas Cage, protagonista assoluto

L’attore statunitense ci ha abituato a performance eclatanti nel corso degli anni. Qui si conferma ancora una volta come un performer in grado di rendere iconico un personaggio malinconico e al tempo stesso comico come Ben Reilly. L’investigatore privato, così come il suo alter-ego supereroistico, è infatti un uomo ormai arreso, che ha messo da parte ogni ideale, abbandonando le “grandi responsabilità” che derivano dai “grandi poteri”. Ma questo rappresenta solo una parte della caratterizzazione portata in scena da Nicolas Cage.

Come ha rivelato egli stesso, la caratterizzazione del personaggio è basato al 70% sull’icona dei film noir Humphrey Bogart e al 30% su Bugs Bunny, un mix tanto atipico quanto, nei fatti, vincente. Le movenze sconnesse ed il parlato trascinato quando si lascia andare all’alcol rendono Ben Reilly un personaggio che potrebbe tranquillamente essere preso da Chi ha incastrato Roger Rabbit, ma Cage riesce ad essere convincente tanto nei momenti di comicità quanto nelle situazioni maggiormente drammatiche ed introspettive.

Un classico noir con il twist dei superpoteri

Un detective disilluso, una femme fatale, il malavitoso ed i suoi scagnozzi, il sindaco corrotto. Ogni figura in Spider-Noir aderisce a pieno agli stereotipi del genere; attenzione, non che sia un difetto. I personaggi funzionano alla perfezione proprio perché calzano a pennello con la storia ed il tono generale della narrazione. Una trama che forse, però, ricalca fin troppo degli stilemi di un tempo passato che ad oggi possono risultare a tratti noiosi.

A salvare la situazione, oltre alla straordinaria performance di Cage, è però la presenza dei superpoteri. Il richiamo al noir e al pulp vengono così rilanciati nello scontro fra Il Ragno ed i suoi avversari; i combattimenti sono girati in maniera ispirata e non sono mai banali. Veder volare ragnatele durante una scazzottata vecchio stile riesce a dare un senso di unicità a ciò che osserva lo spettatore.

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Spider-Noir, conclusioni

Spider-Noir resta un omaggio ben riuscito ai grandi classici del noir nonostante la presenza di elementi fantastici come quelli supereroistici. La performance di Cage rende indimenticabile l’arrampicamuri di una New York suggestiva e visivamente appagante. Una narrazione a tratti obsoleta e qualche piccola sensazione di sottotrame che durano più del necessario sono forse gli unici punti deboli di una serie altrimenti divertente, nostalgica e che sarà sicuramente in grado di lasciare il segno. Non siamo certamente davanti al solito prodotto Marvel, ma ben venga se questo significa innovare un genere che appare ormai stantio.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★
Interpretazioni
★★★★
Storia
★★★★
Emozioni
★★★★
🏆 Voto Totale
4
★★★★