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The last Kingdom

The Last Kingdom, la recensione

The Last Kingdom: la serie di cinque stagioni, cui ha fatto seguito anche un film, nonostante le critiche ancora oggi continua a far parlare di sè.

The Last Kingdom è la storia sui re sassoni basata sui romanzi dello scrittore Bernard Cornwell, e ideata da Stephen Butchard. Ai tempi di un’Inghilterra ancora suddivisa in regni. Ai tempi delle guerre, lontane dalle armi tecnologiche. Quando per difendersi o attaccare il nemico si utilizzavano solo delle spade, degli scudi e delle asce.

In un mondo ancora acerbo, lontano dal progresso cui abbiamo poi assistito negli anni a venire. E’ la storia di Uhtred di Bebbanburg (Bamburg), nel suo lungo viaggio alla riconquista di una patria perduta. Una serie che ha lasciato il segno, seppur con qualche critica di troppo, e che è destinata a restare negli annali dei grandi.

The Last Kingdom, la trama

La serie è ambientata sul finire del IX secolo d. C., quando l’Inghilterra era ancora suddivisa (come sopra anticipato) in sette regni. Il Wessex era l’unico regno rimasto a fronteggiare l’avanzata dei danesi, sempre più in espansione. Le terre anglosassoni iniziavano infatti ad essere sempre più saccheggiate e messe in pericolo. Il protagonista è appunto Uhtredfiglio di un aldermanno sassone ma rapito dai danesi e cresciuto come fosse uno di loro.

Nel corso di tutta la serie lo vedremo diviso tra le due fazioni, con il suo cuore che cerca di equilibrare i ricordi della sua infanzia e le persone ad essi collegate, e la sua vita da prigioniero poi riconosciuto dai danesi. Diverrà il braccio destro di Alfred, re del Wessex con cui avrà numerose occasioni di scontro, ma a cui inconsciamente si ispira vedendolo come un modello da seguire.

Cercherà di riconquistare non solo il suo luogo di origine ma soprattutto se stesso, sentendosi sempre diviso a metà tra chi era e chi poi è diventato. Con gli anni, riuscirà ad avere al suo servizio un gruppo di uomini fidati pronti a combattere per lui e per la vita, e sarà protagonista di intense storie d’amore con donne completamente diverse tra loro, ma innamorate del suo fascino di guerriero in eguale modo.

Cast e produzione

Tra i personaggi principali, oltre allo stesso Uhtred (interpretato da Alexander Dreymon)troviamo David Dawson (re Alfred), Tobias Santelmann (Ragnar il giovane), Emily Cox (Brida), Ian Hart (padre Beocca), Toby Regbo (Aethelred), Millie Brady (Aethelflaed), Mark Rowley (Finnan), Eliza Butterworth (Aelswith), e molti altri.

Un cast ricco di personaggi, ognuno con un ruolo preciso, capaci di lasciare il segno anche se in ruoli minori (nel caso dei personaggi secondari o presenti solo in una o alcune stagioni). La prima serie è stata distribuita da BBC America, la seconda da BBC Two nel Regno Unito, mentre le restanti tre sono state acquisite da Netflixcompreso il film di chiusura Sette re devono morire. Le riprese sono state completate il 19 marzo 2022.

Accoglienza

Le prime due stagioni sono state apprezzate e ben recensite, così per le ultime tre, ritenute la chiusura ideale di una saga già di per se ottimale. Uniche critiche, che ne hanno un pò abbassato le valutazioni, il fatto di aver reinterpretato alcuni fatti storici, basandosi soltanto sulla possibilità di fare colpo sullo spettatore.

Una maggiore vicinanza alla storia originale ne avrebbe aumentato di gran lunga il successo (secondo le fonti di alcune critiche). Resta comunque il fatto che si tratti di una serie storica, avvincente e di alto valore.

The Last Kingdom, linguaggio e stile

I dialoghi sono ben adattati ai personaggi. Troviamo l’eleganza dei lord, l’arroganza dei danesi, la saggezza dei preti, e l’arroganza dei dominatori. Ognuno ha il suo registro, seppur senza scadere troppo nel banale o nell’eccessiva volgarità. Tutto ha un suo equilibrio. Stesso discorso dal punto di vista stilistico, all’insegna della semplicità e della fluidità.

Anche qui si nota lo stesso e giusto bilanciamento. La bravura dei protagonisti sta nel fatto di interpretare personaggi rudi, controversi per certi aspetti, ma senza renderli un semplice cliché già visto. Il risultato è un mix di emozioni e sentimento.

The last Kingdom – Sette re devono morire è la giusta chiusura del cerchio. Per una serie che, se non il primo posto, merita sicuramente la top 5 tra quelle più viste.

🎬 Valutazione

Regia
★★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★★★
Emozioni
★★★★
🏆 Voto Totale
3.5
★★★⯨