Semplici meraviglie: questo il titolo dell’ultimo cortometraggio scritto e prodotto da Matteo Cupellaro e Daniel Bondì, alla loro seconda collaborazione.
La vita può sempre sorprendere. In ogni momento, contesto o modalità. Al giorno d’oggi, la distinzione tra ceto più ricco e povero è divenuta ancor più grande. La via di mezzo, se così si può definire (il cosiddetto ceto medio) si appresta sempre di più ad essere ormai solo un lontano e dolce ricordo. La differenza di classe, per richiamare qualche termine del passato, è un problema che in fondo ha sempre è sempre esistito.
Con l’avvento dei social però, e con il calo del lavoro (con conseguente e ovvio aumento della disoccupazione) tale differenza si fa ogni minuto più netta. Troviamo il cosiddetto ricco, che può permettersi lussi impensabili agli occhi della gente comune e il povero, molto spesso costretto ad usufruire dei pasti delle caritas o a girovagare in cerca di un lavoro, anche umile, che restituisca lui dignità e stabilità.
Semplici meraviglie, il corto degli umili
Questo è proprio il tema principale trattato nel cortometraggio Semplici Meraviglie. L’attenzione alla maggior parte della popolazione che è costretta a vivere di stenti, ad arrangiarsi per un tozzo di pane, o per portare a casa la pagnotta, come si dice a Roma. Persone molto spesso sottopagate, licenziate senza apparente motivo, che si ritrovano a dover fare i conti con una condizione sempre più precaria. Le cose si complicano poi se vi sono di mezzo figli, famiglie o responsabilità da portare avanti. Senza mai tralasciare il proprio benestare personale.
Matteo Cupellaro e Daniel Bondì, autori, attori e produttori
Matteo Cupellaro (Frascati, 19/08/1989) è uno scrittore, sceneggiatore, attore e produttore italiano. Dopo aver frequentato dieci anni di accademia teatrale, portando in scena spettacoli come Medea, Riccardo III, Romeo e Giulietta, scrive la sua prima trilogia fantasy (il primo romanzo, Abigel il drago e i signori oscuri, uscito nel 2021 e pubblicato con Gruppo Albatros, ha superato le 1000 copie vendute ed è attualmente ancora in commercio nelle principali librerie e nei principali store online, oltre ad essere entrato nella top 5 Mondadori e Feltrinelli; il secondo volume è previsto in uscita a breve), a cui segue la serie di romanzi gialli (anche questi in uscita a breve) Detective Pears, dai quali nasce anche la vittoria del premio Schegge d’autore (2018) al teatro Tor di Nona a Roma, ed una miniserie a puntate sulla piattaforma Youtube.
Daniel Bondì (Roma, 1987) è un attore, produttore, sceneggiatore e regista italiano. Ha recitato in film come Torno indietro e cambio vita, E’ per il tuo bene, Conosce qualcuno (di cui ha curato anche la regia). Ha inoltre partecipato ai cortometraggi quali Bad News (2017) e La partita (2016). Nei suoi anni di carriera ha posto al centro l’obiettivo di trasmettere la sua idea di vita, attraverso le sue esperienze personali e professionali. Del 2023 è il suo corto di successo (prodotto sempre insieme a Cupellaro) Non aspettare, incentrato sulla violenza contro le donne e premiato al festival di Ascoli Piceno da Enrico Vanzina.
Trama, cast e produzione
Il filone principale di Semplici Meraviglie è proprio questo, la vita in tutte le sue difficoltà. Ma affrontato non in senso critico, o con la presunzione di voler giudicare o puntare il dito. I due artisti preferiscono evidenziare questa tematica vista dagli occhi dei cosiddetti barboni, persone normali come tutti noi che sono state costrette, ognuno per motivi diversi, a vivere in strada, senza una casa, senza un pasto caldo pronto ad attenderle. Senza sicurezza, e ovviamente, senza soldi in tasca. Costrette, ma in molti casi consapevoli della scelta effettuata. Molti di loro infatti, in seguito a difficoltà o altro, hanno scelto di fare questa vita, accontentandosi delle piccole cose quotidiane, come un panino a pranzo o un bicchiere d’acqua.
La vita può essere bella anche partendo dalle piccole cose di tutti i giorni, come la libertà di vivere. Lontani dai rigidi canoni imposti dalla società odierna, sempre più materialista. Una giornata normale, vista dai loro occhi buoni ed al tempo stesso fragili, stanchi, mai persi.
Nel cast, oltre agli stessi Bondì e Cupellaro, troviamo anche attori di grande spessore come Gianni Lillo (Ti mangio il cuore, Gli speciali, Non prendere impegni stasera, per il cinema, e Viola come il mare, Imma Tataranni, Sostituto procuratore per la televisione) e Federica Flavoni ( Un giorno speciale, A dark Rome, R.I.P., Le ombre rosse, Fosca Innocenti, Nero a metà, Gli anni più belli, Che Dio ci aiuti).
E’ la vita di due senzatetto, in una giornata normale, trascorsa tra risate, panini e libertà di esprimersi ( seppur in un contesto solitario e precario).
Prodotto da Daniel Bondì (anche regista) e Matteo Cupellaro in collaborazione con Gengap Production, con le musiche di Giordano Maselli, già presente anche nel corto Non aspettare.
Stile e linguaggio
La scena procede in modo naturale, veritiero, senza eccessi. Lo stile è lineare, chiaro, dettagliato. Punto cruciale di questo progetto è l’assenza di dialoghi. Il linguaggio infatti avviene solo per immagini (rese più emozionanti dalle musiche inserite al punto giusto). Una scelta decisa ed al tempo stesso rischiosa, quella di Bondì e Cupellaro, che togliendo le parole ai personaggi costringono in qualche modo a concentrarsi sulle emozioni, per entrare ancor più nel vivo con le loro anime.
Proiettato nei maggiori festival italiani, e candidato ai David di Donatello (2025) come opera in concorso, può essere considerato un prodotto ben riuscito che preferisce la qualità alla quantità. Con risultati significativi e pienamente soddisfacenti.