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Blade Runner 2099: il trailer ribalta umani e replicanti
Prime Video svela Blade Runner 2099: Michelle Yeoh e Hunter Schafer entrano in una Los Angeles dominata dai replicanti, in otto episodi dal 25 novembre.
Prime Video ha presentato il primo teaser di Blade Runner 2099 durante il San Diego Comic-Con. La serie limitata debutterà il 25 novembre 2026 con tutti gli otto episodi disponibili contemporaneamente in oltre 240 Paesi
Nove anni dopo Blade Runner 2049, il franchise compie un salto temporale di mezzo secolo e arriva per la prima volta in televisione con attori in carne e ossa. La saga era già passata dal piccolo schermo attraverso l’anime Blade Runner: Black Lotus, ambientato nel 2032, ma 2099 rappresenta il primo vero capitolo seriale live-action.
Il trailer mostra una Los Angeles ricostruita dopo una rivolta che ha capovolto i rapporti di forza. I replicanti controllano la città, mentre gli esseri umani sono diventati cittadini di seconda classe. La guerra, qui, è già finita. E l’umanità l’ha persa.
Cora e Olwen, due identità sul punto di cedere
Hunter Schafer interpreta Cora, un’umana che ha trascorso la vita fuggendo dai Blade Runner e che, per sopravvivere, assume proprio l’identità di una di loro. La sua copertura la conduce da Olwen, replicante interpretata da Michelle Yeoh e arrivata agli ultimi giorni della propria esistenza. Le due vengono costrette a collaborare per rintracciare un fuggitivo che custodisce una verità capace di destabilizzare la città.
Olwen conosce persino il giorno esatto della propria morte. Silka Luisa, creatrice e showrunner della serie, ha spiegato a Entertainment Weekly che il personaggio riprende consapevolmente il conflitto di Roy Batty nel film del 1982, raccontandolo questa volta esplicitamente dal punto di vista del replicante. Cora percorre la traiettoria opposta: è umana, ma la necessità di cambiare continuamente volto e identità ha consumato proprio ciò che dovrebbe distinguerla.
La serie recupera anche elementi di Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, il romanzo di Philip K. Dick da cui nacque il film originale. Le otto ore consentiranno di esplorare luoghi, eventi e segmenti della storia rimasti ai margini dei due lungometraggi. Michael Green, sceneggiatore di Blade Runner 2049, ha collaborato allo sviluppo del mistero noir, mentre Ridley Scott figura tra i produttori esecutivi.
Jonathan van Tulleken, già regista di due episodi di Shōgun, dirige le prime due puntate. Dimitri Abold e Lewis Gribben completano il cast principale; Katelyn Rose Downey, Daniel Rigby, Johnny Harris, Amy Lennox, Sheila Atim, Matthew Needham, Tom Burke e Maurizio Lombardi appariranno in ruoli ricorrenti.
Il “sunshine noir” costruito tra Praga e Barcellona
Anche l’immagine della saga cambia temperatura. Silka Luisa ha definito lo stile di Blade Runner 2099 un “sunshine noir”: alla pioggia scura del film di Scott e al paesaggio freddo di Denis Villeneuve subentrano caldo, luce solare e ambienti costieri. Parte dell’azione raggiungerà Santa Monica, mantenendo però l’architettura stratificata e meccanica del primo Blade Runner.
La produzione ha privilegiato set fisici ed effetti realizzati in camera, limitando l’uso della CGI per permettere agli attori di muoversi dentro ambienti concretamente costruiti. È stato realizzato anche un nuovo spinner, sviluppato con il contributo di Paul Inglis, già supervising art director di Blade Runner 2049, affinché l’auto volante apparisse evoluta senza perdere la parentela con i modelli precedenti.
Le riprese si sono svolte soprattutto a Praga, con lavorazioni aggiuntive a Barcellona. Secondo la Czech Film Commission, la produzione di Film United ha occupato gli studi Barrandov e numerose località circostanti in due blocchi: dal 30 giugno al 23 agosto e dal 30 settembre al 19 dicembre 2024. Il progetto avrebbe dovuto partire a Belfast nel 2023, prima che lo sciopero della Writers Guild of America ne bloccasse il calendario e spingesse la produzione a trasferirsi nella Repubblica Ceca.
Blade Runner 2099 ha quindi otto episodi per dimostrare che l’espansione televisiva può approfondire l’ambiguità della saga senza ridurla a un catalogo di riferimenti: ora sono gli esseri umani a doversi chiedere quanto della propria identità possa sopravvivere in un mondo costruito da qualcun altro.
