Frank Capra centra un noir scoppiettante con due vecchiette, un fratello accondiscendente ed una routine che, però, viene interrotta quando…
Siamo nel 1944, nella Hollywood dei divi (e delle dive), dei film in bianco e nero e dei registi visionari che sfidano le convenzioni sociali.
Tra i registi alternativi c’è Frank Capra, un vero italo-americano doc nato in quel di Bisacquino nel 1897 e naturalizzato statunitense.
In poco tempo si afferma anche grazie alla sua prolifica attività nella settima arte. Capra, infatti, propone una serie di idee geniali che lo porterà a diventare uno dei registi più popolari degli anni Trenta e Quaranta negli USA.
Arsenico e vecchi merletti (in originale Arsenic and Old Lace) è un film davvero unico, meravigliosamente complesso – dal punto di vista dell’introspezione psicologica dei personaggi – al punto da permettere allo spettatore di provare una sorta di ilarità anche se ci scappa il morto.
Frank Capra e l’idea originale
Il regista di origini siciliane non sbaglia quando sceglie – per la trasposizione cinematografica – la pièce teatrale di Joseph Otto Kesselring. Capra scopre Arsenico e vecchi merletti probabilmente perché tra New York (Fulton Theatre, prima, e Hudson Theater, dopo) e Londra (Strand Theater) le arzille vecchiette saranno in scena moltissime volte e riscuoteranno un successo fuori misura.
A quel punto l’aggancio emotivo era già avvenuto e Frank Capra scrittura un cast d’eccezione: Cary Grant interpreta Mortimer Brewster che torna dalle zie Abby (Josephine Hull) e Martha (Jean Adair).
Ben presto ci si rende conto che la deliziosa casetta è tutto fuorché accogliente e che si tratta di una famiglia di assassini (seppur in gonnella). Mortimer cerca di fermare la follia della sua famiglia ma arriva l’altro fratello Jonathan e che porta con sé l’ennesimo cadavere.
Ormai Capra ha smascherato la vera natura dei Brewster dove la cantina affollata e la pala sempre in movimento mostrano una famiglia furi dal comune.
Il fil rouge con una vera serial killer
Non tutti sanno che l’opera Arsenico e vecchi merletti, che sarà un grandissimo successo del regista Frank Capra, in realtà si basa (nell’idea originale) a fatti realmente accaduti negli Stati Uniti d’America e che videro come protagonista Amy Archer-Gilligan.
Quest’ultima – detta affettuosamente sister – è stata la proprietaria di una casa di cura nella quale pare sia arrivata ad uccidere almeno cinque degenti. Il modus operandi risultava essere tendenzialmente lo stesso: avvelenamento.
Va detto – ad onore di cronaca – che la gentile ed amorevole Archer-Gilligan è stata scoperta soltanto poiché alcuni parenti – delle vittime – furono sconcertati di fronte alle improvvise morti di persone che sembravano star bene e – nel giro di pochi giorni – deperivano drasticamente. Tra le vittime va considerato il marito Michael Gilligan che morì nella clinica di famiglia.
Alla fine, nella deliziosa clinica Archer morirono – tra il 1907 e il 1917 – ci furono più di 48 decessi e si iniziarono ad intensificare le attenzioni sulla donna che, alla fine, si scoprì avvelenava con la stricnina e l’arsenico.
Immaginiamo la suggestione che deve aver provato l’americano medio leggendo la storia della vita di Amy e proprio questo spaesamento portò alla nascita di Arsenico e Vecchi Merletti.
Frank Capra aveva certamente avuto modo di sentire della storia della sister Amy Archer-Gilligan come l’aveva sentita anche Joseph Kesselring. Il resto sarà semplicemente storia, anzi sarà noir.
Speriamo di aver solleticato la vostra nostalgia in attesa delle prossime uscite al cinema.