Talk to Me

Talk to Me, dagli inferi dell’ignoto

Talk to Me è l’esordio cinematografico di Danny e Michael Philippou

La scorsa settimana, più precisamente il 30 luglio, è uscito nelle sale italiane l’ennesimo grande film horror di questa stagione cinematografica: dopo The Monkey, dopo 28 anni dopo, dopo Presence, arriva Bring Her Back. La pellicola è un grande horror a tinte sovrannaturali che parla di una madre che ha perso la figlia e di due figli che perdono il padre, in un cerchio spirituale sanguinoso in cui qualcuno vuole andare avanti e qualcuno rivuole il passato.

Bring Her Back è il secondo film per la regia di Danny e Michael Philippou, la coppia di fratelli australiani – che promette un grandissimo futuro cinematografico – che dopo anni passati su youtube a fare video comici, approda al cinema nel 2022 con un primo grande progetto, forse anche superiore al loro secondo: Talk to Me.

Talk to Me

Talk to Me si apre con uno stupendo piano sequenza di una festa di adolescenti. Un ragazzo, che sembra avere delle visioni e parlare con entità non visibili, ferisce il fratello e si suicida. Qualche tempo dopo, troviamo i protagonisti della nostra storia: le diciasettenni Mia – la promettente Sophie Wilde – e Jade, il suo fidanzato Daniel e suo fratello Riley.

Mia è ancora tormentata dalla recente scomparsa della madre, morta per suicidio, e vuole a tutti i costi distrarsi dalla sua vita di tutti i giorni. Così, i quattro partecipano ad una festa, alla quale Mia non è però ben accetta. Così, la ragazza decide di partecipare all’evento del momento: una seduta spiritica, nella quale, stringendo una mano imbalsamata, un’entità possiede il corpo per un minuto e mezzo. Il contatto deve essere necessariamente interrotto entro il termine massimo o si potrebbero dover pagare delle conseguenze altissime.

Parla con me

I due fratelli Philippou capiscono perfettamente cos’è l’horror e comprendono immediatamente le sue dinamiche. Un budget ristretto ed una storia semplice e circolare ma stimolante. Sempre più a dimostrazione di come horror e commedia siano due generi intrinsecamente affini ed il tracciato che ne solca la divisione è sottile come uno stecchino.

Quando la commedia incontra l’orrore, sembra tutto così naturale, come se fossero nate per stare insieme. Così, anche in questo stupendo film, i momenti divertenti sono tanti – non è scontato vista l’ambientazione da teen movie – e l’atmosfera orrorifica è terrorizzante ed affascinante allo stesso tempo. L’ignoto e la voglia di conoscenza spinge l’insieme, attraverso primi piani che chiudono il controno e sequenze completamente sfocate.

Talk to Me

Dall’aldilà

Evidentemente, il cerchio della vita e della morte è un qualcosa che attrae tematicamente molto i due autori. Talk to Me condivide tantissimo con Bring Her Back, per come è girato e per come è inteso. La paura non arriva mai diretta – eccetto un paio di ottimi jumpscare – ma si costruisce, si lascia intendere, facendo solo intravedere. C’è sempre un’angolazione disturbante, che provoca fastidio fisico, coadiuvata da una precisa ed importante scenografia.

Un’altra chiave è la giovane età generale dei protagonisti dei Philippou. Gruppi di ragazzini persi, senza una guida, o che, una guida ce l’hanno ma non si lasciano comandare. Adolescenti awkward, soli, che non sono considerati normali e che si relazionano con padri e madri tradizionali. Il rapporto genitori-figli è molto complicato da analizzare e la vera trama della pellicola è questa, mentre il sottotesto è tutto quello che sta già in superfice.

Il futuro

I due registi e sceneggiatori hanno scritto due nuovi capitoli legati a questo film: uno apparentemente prequel, che tornerà indietro per approfondire la storia di Duckett – il ragazzo all’inizio del film – e l’altro un sequel diretto del primo film e che prenderà il titolo di Talk 2 Me. Da poco, però, Michael ha affermato che queste due sceneggiature non saranno complementari, ma dovranno scegliere quale linea narrativa adottare per il prossimo step.

Talk to Me, a fronte di un budget di circa 4.5 milioni, ne ha incassati ben oltre i 90, diventando così il film horror A24 più redditizio ed uno dei film della casa di produzione che ha incassato di più – dietro a Everything Everywhere All at Once e Civil War. Un nuovo capitolo, quindi, non è una sorpresa, e non lo è anche perchè sono chiare le decine di possibilità che hanno in questo universo narrativo, al contrario di molte saghe – soprattutto nell’horror – che vanno avanti solamente per inerzia commerciale. Siamo sicuri che i due fratelli non deluderanno le aspettative.

Recensione a quattro stelle su Almanacco Cinema