L’horror è tornato a far sentire il suo peso all’interno dell’industria cinematografica ed ora sembra che proprio qualsiasi autore voglia cimentarsi.
Se c’è una cosa che sappiamo per certo e che si può dire da ormai almeno un paio di anni è che l’horror è tornato uno dei generi originali di punti dell’intero sistema produttivo cinematografico, riappropriandosi di un posto all’interno di una macchina da soldi artisticamente incapace di rimanere ferma. Il 2026 sta dimostrando anche quanto il genere sia tornato un profitto effettivo per i produttori.
Ma, se c’è un’altra cosa che sappiamo per certo e che si può dire da tempo immemore è che l’horror è un genere che prolifera brancolando nel buio della società, dove risiede il marcio e dove le trasformazioni sociali hanno spinto l’umanità sull’orlo di cambiamenti epocali. Il 2026 e questo 21esimo secolo ci danno prova dell’intrinseca e rapida follia lucida del mondo contemporaneo, anche attraverso a quest’epoca di risorgimento dell’orrore.
Zombie contro Zombie
Da non confondere con il piatto remake francese del 2022, Zombie contro Zombie è uno di quei rari e riuscitissimi casi di metacinema autoriale che parte dal grande per sfociare nel piccolissimo. Zombie contro Zombie è uno di quei latenti e riuscitissimi casi in cui l’horror incontra – o per meglio dire, si scontra – con la commedia per un film assurdo con un finale non all’altezza del resto dell’opera.
Niente da nascondere
Seppure in molti non lo considererebbero strettamente un film dell’orrore, Niente da nascondere del maestro Michael Haneke è un dramma familiare sul senso di colpa che mette lo spettatore in un perenne ed inquietante stato di paranoia. La sensazione di spiare e il sentimento di sentirsi osservati intimamente rende questa pellicola un capolavoro freddo, cinico ed apatico, in cui la violenza arriva spontaneamente.
28 anni dopo e 28 anni dopo: Il tempio delle ossa
Dopo quasi vent’anni dalla sua apparente morte, il franchise di Danny Boyle partito nel 2002 riprende a macinare. 28 anni dopo ed il suo seguito 28 anni dopo: Il tempio delle ossa ci offrono un posto in prima classe per un viaggio quasi mitologico alla ricerca di verità ed in fuga dalle contraddizioni del mondo contemporaneo. Se il primo parla della fine della civiltà, il secondo da una speranza per ripartire.
L’alba dei morti dementi
Al suo più o meno esordio, Edgar Wright scrive e dirige una commedia horror eccezionale e che, assieme al sopracitato 28 giorni dopo, cambia per sempre il genere degli zombie. L’alba dei morti dementi racconta l’ordinaria vita dell’altrettanto ordinario Shaun gli offre la straordinaria opportunità di cambiare tutto. Il primo capitolo della trilogia del Cornetto di Wright fa breccia nella sottile linea che separa orrore e comicità.
The Host
Nel 2006, il genio Bong Joon-ho realizza la sua personalissima e politicissima versione di Godzilla nella sua Corea del Sud. The Host è un monster movie con una delle innumerevoli incredibili prove attoriali di Song Kang-ho nel ruolo di un padre di famiglia dilaniato e che vuole riappropriarsi di ciò che gli è stato portato via. E, ovviamente, il mostro non è il vero antagonista delle vicende.

Mulholland Drive
Pensato originariamente come episodio pilota nel 1999, il compianto David Lynch è costretto a stravolgere il suo progetto che diventa Mulholland Drive, film del 2001. Da molti considerato uno dei migliori film in assoluto e classificato come thriller psicologico, la pellicola ha dei momenti di profonda paura ed irrazionale angoscia che sale fino alla testa.
Hereditary
Nel 2018, fa il suo esordio alla regia un cineasta che già si era fatto conoscere nei circuiti statunitensi grazie ai suoi incredibili e folli cortometraggi. Altrettanto incredibile e folle è il suo debutto. Parliamo di Ari Aster, parliamo di Hereditary. Una tragedia familiare che lentamente sprofonda in un incubo dalle tinte folkloristiche e sataniche in cui destino e azione si scontrano. Toni Collette semplicemente fantastica.
The Witch
Altro giro, altro esordio. Accostato molto spesso al nome di Aster, l’altro maestro contemporaneo dell’orrore è sicuramente Robert Eggers. The Witch è uno degli spartiacque fondamentali dell’horror contemporaneo, grazie alla preziosità di ogni singolo dettaglio del film. Una dei primi gioielli firmati A24 e l’avvio di una carriera finora senza intoppi e che sembra destinata a proseguire ancora a lungo.
La zona d’interesse
Senza che nessuno dicesse niente, nel silenzio più totale e nell’oscurità di uno schermo spento, La zona d’interesse si è imposto già ora come un film senza tempo che riesce ad incrociare presente e passato. Una pellicola indelebile che unisce uno spaventoso disagio di sottofondo con un tranquillo ed innocente dramma di formazione. Non c’è nulla che non funzioni.
Obsession
Arrivato come un fulmine a ciel sereno, Obsession è riuscito in diverse imprese ardue. Ha conquistato la critica, è arrivato a quasi 500 milioni da un budget di poco meno di un milione di dollari e l’ha fatto con un’autore come Curry Barker che è partito da video comici su YouTube e che ora tiene in mano le future redini dell’horror hollywoodiano indipendente e di una serie di futuri cineasti.