La Marvel ha costruito un’universo cinematografico esteso che ha intrecciato diverse forme narrative e che non sembra aver perso completamente il suo posto.
Quando nel 2008 Jon Favreau, regista di Elf e di Zathura, dirige Iron Man su commissione dei produttori Avi Arad – già a capo della trilogia di Spider-Man di Sam Raimi e colui che l’ha uccisa – e Kevin Feige – tuttora presidente e direttore creativo dei Marvel Studios – in pochi avrebbero pensato che a quasi vent’anni di distanza gli effetti di quella piccola bomba si propagano ancora incessantemente.
Con la recente uscita al cinema di Spider-Man: Brand New Day, che ha appena superato il secondo miliardo al box office mondiale, i trailer ufficiali di Avengers: Doomsday e le prime dichiarazioni sul nuovo X-Men, la Marvel sembra essere tornata in pole position. Ma, con distanza siderale da quel fatidico 2008, molti si sono ormai scordati ciò che la Marvel era un tempo.
Marvel Cinematic Universe
Quando nel 2008 Jon Favreau, sceneggiatore di Swingers e di The Mandalorian, dirige Iron Man, lo fa senza avere una sceneggiatura completa e definitiva. Sperimentalità, coraggio, innovazione. Ovviamente, è facile permetterselo con un budget da quasi 150 milioni, però così è andato. Ma, lentamente – e neanche troppo lentamente – il piano generale della Marvel ha steso le sue radici.
Grazie ai molteplici progetti iniziali, la Marvel ha da subito puntato a creare e connettere un’universo disteso di personaggi comunicanti ma indipendenti l’un l’altro. Per fare ciò, la casa di produzione si è sempre avvalsa del generare più forme d’arte in comunicazione. Così, tra i fumetti e i film, l’MCU ha preso una sua forma unica anche attraverso i Marvel One-Shot, ovvero, la propria personale serie di cortometraggi.

Item 47
Uno dei primi tentativi della Marvel nel mondo dei cortometraggi ed ambientato immediatamente dopo i fatti del primo Avengers, Item 47 viene distribuito nel 2012 con una premessa geniale. La storia segue due comuni rapinatori che svoltano le proprie carriere criminali quando entrano in possesso di un’arma aliena dei Chitauri. Purtroppo, il corto diventa ben presto un mero mezzo per introdurre alcuni personaggi dello Shield, e nient’altro.
All Hail the King
Se Mandarino di Ben Kingsley in Iron Man 3 ha deluso la maggior parte del pubblico, con All Hail the King la Marvel riesce a fare un minimo di giustizia, più al personaggio di Trevor Slattery che alla figura del Mandarino. Il cortometraggio vede Slattery in carcere e lo oppone al bravissimo Scott McNairy in una parte abbastanza insignificante ed al cameo del sempre in forma Sam Rockwell.
Team Thor
Già nel 2011 uscì un Marvel One-Shot più o meno collegato a Thor – A Funny Thing Happened on the Way to Thor’s Hammer – ma nel 2016, non troppo prima dell’orribile Thor Ragnarok, vengono pubblicati tre corti per giustificare l’assenza del personaggio dagli eventi del già incoerente Captain America: Civil War. Nonostante la figura mitologica sia stata poi trasformata in una macchietta comica, Team Thor di Taika Waititi è davvero ottimo.
I Am Groot
Non proprio un cortometraggio, I Am Groot è una miniserie da dieci puntate dalla durata di meno di cinque minuti ad episodio. Ultima uscita del genere, la serie si concentra sulle avventure di Baby Groot con un paio di sporadiche apparizioni anche del Rocket di Bradley Cooper. Seppur nella forma più commerciale dell’essere un contenuto da Disney+, la serie non delude rispetto alle premesse.