Alla fine del 2025 ne approfittiamo per ripercorrere un anno di cinema italiano, ricco di nuove voci e di emozioni. Anche dagli autori di più blasonati.
Il 2025 si chiude come un anno intenso e sorprendente per il cinema italiano: un mix di firme affermate, nuovi linguaggi e opere prime che guardano con coraggio alle grandi questioni contemporanee. Dopo l’edizione della Mostra del Cinema di Venezia che ha confermato l’attenzione internazionale verso produzioni italiane di qualità, la stagione ha visto uscire in sala una serie di titoli capaci di far parlare critica e pubblico.
2025, le opere degli autori più affermati
Paolo Sorrentino, La grazia
Paolo Sorrentino è tornato con un’opera adulta e politicamente incalzante: La grazia, presentato come film di apertura della 82ª Mostra del Cinema di Venezia. Con Toni Servillo nei panni di un Presidente della Repubblica diviso tra coscienza e legge, il regista esplora temi di potere, etica e umanità con la solita maestria visiva che lo contraddistingue. Il film ha ottenuto riconoscimenti importanti, tra cui la Coppa Volpi per Servillo come miglior attore.
Paolo Virzì, Five Seconds
Virzì conferma il suo sguardo empatico sulla società italiana in Five Seconds (Cinque secondi), presentato al Rome Film Fest: una riflessione generazionale ambientata tra memorie e nuove energie, con Valerio Mastandrea protagonista di un’opera che incrocia introspezione e sentimento civico.
Luca Guadagnino, After the Hunt
After the Hunt – Dopo la caccia di Luca Guadagnino, presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia e con Julia Roberts protagonista, è un’opera che esplora potere, verità e ambiguità morale nel contesto accademico. Ha dominato i botteghini italiani durante il suo weekend d’uscita nelle sale nazionali.
Mario Martone, Fuori
L’ultimo film di Martone, Fuori, è dedicato all’attrice e scrittrice Goliarda Sapienza (che quest’anno è stata riscoperta anche nella serie Sky L’arte della gioia). Il film, presentato in concorso al 78° Festival di Cannes come unico titolo italiano nella selezione ufficiale, racconta gli anni di Sapienza negli anni Ottanta, dopo il suo arresto e l’esperienza di prigionia a Rebibbia, e il profondo legame che instaura con due giovani ex-detenute che continueranno a influenzare la sua vita e la sua scrittura.
Il successo commerciale di FolleMente
La commedia romantica FolleMente di Paolo Genovese si è imposta come uno dei maggiori successi commerciali della stagione, conquistando il pubblico italiano con il suo cast corale e una riflessione ironica sulle dinamiche interiori e relazionali, evidentemente ispirata al successo Pixar Inside Out.
Dalla sua uscita nelle sale, il film ha superato i 16 milioni di euro d’incasso domestico, diventando uno dei film italiani di maggior successo della stagione e confermandosi anche superiore a molte altre uscite nazionali e internazionali nella classifica degli incassi. Secondo i dati Cinetel ha raggiunto oltre 2,2 milioni di spettatori. E ha superato altri celebri film del regista come il fortunatissimo Perfetti sconosciuti.
La rinascita del nuovo horror italiano, con Paolo Strippoli
La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli si è affermato nel 2025 come uno degli horror più originali del cinema italiano recente. Presentato fuori concorso all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film mescola atmosfera inquietante, simbolismo e dramma psicologico in un racconto che va oltre il semplice cinema di genere.
Ambientato nel remoto villaggio di Remis, una comunità di montagna in cui tutti sembrano insolitamente felici, il film segue il nuovo insegnante Sergio Rossetti (interpretato da Michele Riondino) che scopre l’esistenza di un rituale notturno inquietante: gli abitanti si radunano per abbracciare Matteo, un adolescente capace di assorbire il dolore altrui. Dietro la felicità apparente si nasconde un’allegoria potente sulla repressione del dolore e la costruzione collettiva di felicità imposta, che Strippoli esplora con un tono sospeso tra folk horror e riflessione sociale.
Con la sceneggiatura scritta insieme a Jacopo Del Giudice e Milo Tissone, e un cast che comprende anche Romana Maggiora Vergano e Paolo Pierobon, La valle dei sorrisi si distingue per la sua capacità di usare il linguaggio del cinema di genere per affrontare temi universali, dal sacrificio alla comunità, dal dolore individuale alla sua condivisione collettiva, offrendo un’esperienza cinematografica intensa.
2025, le nuove voci del cinema italiano
Damiano Michieletto, Primavera
Una delle sorprese di questo 2025 è Primavera, debutto alla regia cinematografica di Damiano Michieletto. Tratto da un romanzo ambientato nel mondo barocco di Vivaldi, il film ha debuttato al Toronto International Film Festival e ha fatto incetta di premi del pubblico nei festival internazionali.
Carolina Cavalli, Il rapimento di Arabella
Il rapimento di Arabella affronta il tema del rapimento non come puro fatto di cronaca, ma come detonatore emotivo e morale capace di scardinare certezze familiari e sociali. Al centro c’è l’assenza: quella di Arabella, che diventa uno spazio vuoto attorno al quale ruotano colpa, paura e desiderio di controllo.
Ludovica Rampoldi, Breve storia d’amore
Breve storia d’amore segna l’esordio alla regia di Ludovica Rampoldi, sceneggiatrice già apprezzata per lavori come Esterno notte e Il traditore, che nel 2025 trasporta sul grande schermo un dramma sentimentale intenso e contemporaneo, presentato alla 20ª Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public. Interpretato da Pilar Fogliati, Adriano Giannini, Andrea Carpenzano e Valeria Golino, il film intreccia le vite di due coppie separate per età ma unite dalle fragilità e dai desideri che li attanagliano.
Daniele Barbiero, Squali
Con Squali, Barbiero porta sullo schermo una storia generazionale liberamente ispirata all’omonimo romanzo di Giacomo Mazzariol (già autore di Mio fratello ricorre i dinosauri): un coming-of-age contemporaneo che mescola commedia drammatica e critica sociale, con un cast giovane capitanato da Lorenzo Zurzolo.
Giulio Bertelli, Agon
Tra le opere prime in concorso alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia 2025, Agon rappresenta un esempio di cinema italiano emergente con respiro internazionale: una narrazione sportiva, intensa e umana.
Il 2025 del cinema italiano: tendenze e sguardi collettivi
Il quadro che emerge dal cinema italiano del 2025 è quello di una scena vitale e pluralista, capace di alternare grandi nomi (Sorrentino, Virzì) con nuove energie creative (Cavalli, Michieletto, Barbiero) e di confrontarsi con temi attuali: identità, memoria, comunità, e natura del potere.