Sentimental Value di Joachim Trier, la recensione su Almanacco Cinema

Sentimental Value di Joachim Trier, la recensione

Grand Prix a Cannes 78, Sentimental Value di Joachim Trier esplora la straordinaria e sofferta eredità familiare, con una dedica d’amore all’arte e al cinema. 

«Il cinema abita le ombre che la realtà teme»

Joachim Trier

Con Sentimental Value (2025), Joachim Trier firma forse il suo film più maturo, complesso e intimamente doloroso. Un’opera che raccoglie e rielabora un percorso di sensibilità già tracciato dal regista norvegese negli ultimi anni. Da Reprise alla malinconia di Oslo, August 31st fino all’intrico emotivo e identitario che alimenta La persona peggiore del mondo. Un cinema fatto di silenzi e di “luoghi” apparentemente vuoti, che in realtà sono puro spazio vitale. Trier, ancora una volta, dimostra la sua rara capacità di raccontare l’interiorità e la difficoltà di abitare se stessi. 

Sentimental Value, la trama

Gustav (Stellan Skarsgård), un tempo grande regista ma padre assente, torna nella grande casa di famiglia in occasione del funerale di Sissel, sua ex-moglie. Ad accoglierlo, in maniera opposta, le sue figlie Nora (Renate Reinsve) e Agnes (Inga Ibsdotter Lilleaas). Se da un lato la figlia minore Agnes, più radicata alla vita con un marito e un figlio, cerca di comprendere il padre, dall’altro lato Nora, attrice di teatro di successo ma incapace di aprire il cuore, è restia e chiusa nei suoi confronti. Tuttavia, Gustav è tornato anche per un’altra ragione: fare un’importante proposta a Nora. Da qui la narrazione intreccia ricordi, svelando come le due sorelle hanno interiorizzato la mancanza del padre nella loro vita.

La casa come personaggio

Al centro di Sentimental Value c’è un personaggio silenzioso ma sempre presente: l’antica casa di famiglia. Questa è un contenitore di memorie, che muta in base a chi la abita. La casa reagisce ai passi, al silenzio e al rumore. Quest’idea – presente anche in A Ghost Story – che vede i luoghi come entità dotate di un’anima, capaci di assorbire energia, impronte e passaggi del tempo è una filosofia straordinaria che Trier dispiega per raccontare l’eredità emotiva. Cosa rimane quando le persone se ne vanno? Forse nessuno se ne va mai davvero, anche quando non esiste più nella forma fisica. E così la solitudine, che resiste anche quando il rumore è sparito.

Nora e Agnes, due modi differenti di abitare i ricordi

Nora, seppure adulta, non è altro che quella bambina ferita che, quando la vita diventava troppo, correva via dal selciato per sottrarsi al dolore: evita l’amore, scappa dalle emozioni e dalle persone. Nonostante il successo e gli applausi del pubblico, grazie all’incredibile recitazione di Renate Reinsve, lo spettatore percepisce la profonda e inquieta solitudine del personaggio come una vera e propria malattia dell’anima. Agnes, invece, pur accogliendo la vita, ha bisogno di unire i pezzi e confrontarsi con la storia familiare per sanare le isole mancanti della sua memoria, per accettare e per andare avanti. Tutto sembra nascere da quella crepa profonda che invadeva pesino i muri della casa, dalle fondamenta fino al soffitto. 

La regia di Trier e la dedica d’amore al cinema

Il linguaggio delle immagini e l’eredità

Joachim Trier racconta tutto il suo amore per la settima arte e non solo: ombre e luci danzano sulle pareti della casa, identiche ad anni prima, come se i ricordi fossero materia viva e presente. In Sentimental Value le immagini trattengono ciò che pensiamo di aver perso. La scena in cui i volti di Gustav, Nora e Agnes si fondono tra dissolvenze rimanda a Persona di Ingmar Bergman, diventando una sintesi poetica di “trasmissione”. Tutto ci plasma e ci attraversa. 

Bergman e la grammatica emotiva

Persino la regia di Trier porta inscritto il segno dei propri avi artistici. Bergman è ovunque nella grammatica emotiva: in alcune composizioni visive, nella prossimità della macchina da presa con i volti degli attori, nella direzione degli stessi, dove la mimica racconta il dramma della vita, le relazioni non dette, le pulsioni e gli affetti negati. È un cinema che espone le ferite alla luce. In questo gioco di specchi entra anche Rachel (Elle Fanning), figura speculare di Nora, incarnazione di quel desiderio artistico che Gustav non ha mai smesso di inseguire, riflettendo al tempo stesso sul cinema, oggi costretto a compromessi con le logiche produttive.

Sentimental Value e le stanze vive

Nora e Agnes sono cresciute, ma Trier mostra la stratificazione temporale. Le due sorelle attraversano gli angoli di casa nel presente, ma con loro anche il passato. Il regista norvegese lo fa citando un altro maestro, Andrej Tarkoviskij, attraverso la celebre inquadratura dei bambini di spalle sulla veranda in Lo Specchio. Agnes e Nora vengono riprese allo stesso modo, come a essere intrappolate in una soglia imponderabile. A questo si aggiunge Il Gabbiano di Čechov, che risuona come controcampo della storia familiare.

Sentimental Value di Joachim Trier, la recensione su Almanacco Cinema

I linguaggi dell’amore

Con Sentimental Value, Joachim Trier racconta anche di quanto i linguaggi siano spesso incompatibili, fragili e incomprensibili. E quindi, ognuno ama come può. Gustav non sa essere un padre e allora tenta di amare attraverso l’unica cosa che ama e conosce a sua volta: il cinema. Tra i gesti rivelatori, i dvd che Gustav regala al nipote Erik, quelli de La Pianista di Michel Haneke e Irréversible di Gaspar Noé. Film non adatti a un bambino, ma perfettamente coerenti con l’incapacità emotiva dell’uomo di modulare l’amore in forme comprensibili.

Sentimental Value, è una dolorosa dichiarazione d’amore

Sentimental Value medita su quanto la vita sia una restituzione infinita e reciproca. Seppur difficile è necessario guardarsi dentro e scovare le proprie ombre per incontrare gli altri, per perdonarci e perdonare. Ed è qui che il cinema entra in gioco come spazio di salvezza possibile, perché è qui che quelle ombre trovano una voce, una forma. Con performance intense e una regia incredibile, Sentimental Value parla allo spettatore di un sentimento universale, lasciandolo in un limbo di riflessioni e rivalutazioni personali profonde.

🎬 Valutazione

Regia
★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★
Emozioni
★★★★
🏆 Voto Totale
4.3
★★★★