In Easy Girl, la futura stella di Hollywood Emma Stone interpreta una teenager che a scuola nessuno nota finché non si fa la nomea della ragazza facile.
Easy Girl è una teen comedy ambientata nella highschool (pubblica) di una piccola cittadina californiana, Ojai, di 8.202 anime. Una location che viene presentata proprio nelle prime inquadrature che compaiono nel film, contestualizzando subito il racconto.
Una teen comedy classica, ma più originale della maggior parte di quelle a cui siamo stati abituati: per questo merita una visione, a 15 anni di distanza dalla sua uscita al cinema.
Ma procediamo per gradi.
Easy Girl, la trama
Olive Pendergast è un’adolescente molto intelligente, brava a scuola e dotata di una graffiante ironia che si sente trasparente finché, per puro caso, nel suo liceo non si diffonde il pettegolezzo che ha perso la verginità e che è una “ragazza facile”.
Anziché ritrattare la voce, del tutto infondata, la ragazza la cavalcherà diventando, bene o male, una ragazza popolare. E creando una montagna di menzogne difficile da scalfire.
Easy Girl, una teen comedy sui generis
Accennavamo al fatto che Easy Girl è una classica commedia adolescenziale hollywoodiana, se analizzata in merito alle tematiche trattate: la perdita della verginità come chiodo fisso, il pettegolezzo che si diffonde, l’emarginazione dei diversi, la dicotomia “vincente”-“perdente”.
Eppure ha qualcosa che la fa risplendere, e non è solo la bravissima protagonista. Il fattore decisivo che la rende una teen comedy di qualità superiore è una sceneggiatura graffiante e incalzante che delizia lo spettatore e non si prende mai troppo sul serio. Una sceneggiatura che prende in giro il genere cui appartiene e valorizza le qualità attoriali di tutto il cast attoriale, opera di Bert V. Royal (autore della serie Cruel Summer).
Anche la scansione del film in più parti, gestita dalla stessa protagonista che porta avanti il racconto-confessione della sua storia guardando in camera lo spettatore, funziona bene, e all’epoca era ancora inusuale.
Il riferimento a La lettera scarlatta. I vestiti come racconto di una metamorfosi
A vedere Easy Girl viene voglia di riprendere in mano il capolavoro di Nathaniel Hawthorne La lettera scarlatta, cui si fa riferimento già nel titolo originale del film (Easy A). Uno dei libri preferiti del personaggio di Olive, nella cui protagonista Hester la ragazza sceglie di identificarsi, anche visivamente.
In questo film, infatti, l’abbigliamento gioca un ruolo fondamentale nello scandire la trasformazione di Olive nel corso della storia da ragazza acqua e sapone che passa inosservata in “sgualdrina” acchiappasguardi e conclamata mangiauomini. Da magliette informi si passa a minigonne e corsetti con l’A (la lettera scarlatta) appuntata sul petto a mo’ di monito per gli astanti: sono io Hester Prynne, sono io la peccatrice. A curare i costumi del film è la costumista Mynka Draper.

Emma Stone, un talento già cristallino
A interpretare la “trasparente” Olive, poi trasformata nell’Easy Girl del titolo, è una giovanissima Emma Stone in forma smagliante. Espressiva, buffa, caustica. Proprio come siamo stati abituati a vederla in molti suoi film successivi. La sua cifra distintiva? Essere sboccata ma mai volgare, come poi sarà essere, molti anni dopo, in Povere creature!.
All’epoca – siamo nel 2010 – Stone ha 22 anni ma è già un talento cristallino. Ha già girato sei film, la maggior parte dei quali commedie demenziali (Su×bad – Tre menti sopra il pelo, La coniglietta di casa), mettendosi in luce per il suo grande talento comico.
Un anno dopo questo film arriverà The Help, e la sua prima nomination agli Oscar; dopo 4 anni arriverà Birdman. Ma le premesse del successo sono tutte qui, in questo film.
Una futura stella del firmamento Netflix
Non è solo Emma Stone a garantire la riuscita di questo film. Nel cast, oltre a ottimi attori navigati come Stanley Tucci (L’eterna giovinezza), Patricia Clarkson (Lilly) e la Phoebe di Friends Lisa Kudrov (The Comeback), appare anche un volto che oggi è noto agli spettatori di Netflix.
Alludiamo a Penn Badgley, interprete che negli anni è stato più prolifico in televisione che al cinema, che abbiamo riscoperto recentemente come protagonista della serie You. Faccia da bravo ragazzo, che mantiene ciò che promette in Easy Girl e invece eluderà tutte le aspettative del pubblico in You.
Non ci dimentichiamo della presenza nel cast di Amanda Bynes, nel ruolo della studentessa cattolica oltranzista Marianne Bryant, il cui viso da bionda fidanzatina d’America incarna perfettamente il personaggio che le è stato assegnato.
Easy Girl in sintesi
Easy Girl è una teen comedy spumeggiante ben scritta e diretta (da Will Gluck), il cui ritmo viene retto soprattutto dalla talentuosissima Emma Stone, con comprimari di spicco come Malcolm McDowell, Lisa Kudrow (Friends), Stanley Tucci e Patricia Clarkson.
Ricorrendo ad espedienti originali sul piano visivo e narrativo il film scorre e mantiene lo spettatore incollato allo schermo con il sorriso sulle labbra. Il finale già si conosce ma, come dice il saggio, ciò che conta è il viaggio. E quello è piacevole, scorrevole e, a tratti, esilarante.